Il cartismo e lo stipendio dei parlamentari

johnforstchartist.jpgIl Cartismo fu un movimento che recitò un ruolo da protagonista nello sviluppo che la democrazia britannica ebbe nel XIX secolo e nell’inizio di quello successivo. Il nome viene dalla “Carta”, una lista di proposte che rappresentò il programma fondante del movimento. Tra queste proposte vi era l’istituzione di uno stipendio per i parlamentari che consentisse di svolgere l’attività parlamentare anche a chi non avesse la sufficiente disponibilità economica per potere rinunciare ad un lavoro stipendiato. Fino ad allora infatti, anche per questo motivo, la carriera politica era riservata fondamentalmente alla nobiltà. Dopo lunghe lotte, con il Parlamentary Act del 1911 (quello che tra l’altro limitò il potere della House of Lords a beneficio della House of Commons), finalmente l’attività di parlamentare divenne remunerata.
È passato più di un secolo da allora e la situazione è certamente molto cambiata nelle nostre società, ma una cosa non è cambiata. Non è cambiata la necessità di ognuno di noi di mangiare e sostenere le spese, necessarie o meno, che consentono di mantenere il proprio livello di benessere. Per questo trovo un passo indietro, nel cammino della democrazia, la proposta del M5S, di cui si è parlato nelle scorse settimane, di dimezzare lo stipendio dei parlamentari portandolo a 3000 euro. Mi si dirà che 3000 euro al mese sono uno stipendio che un cittadino medio sogna. Sì, ma è uno stipendio inferiore a quello di un qualunque dirigente della Pubblica Amministrazione e se lo Stato decide di remunerare un direttore di un Ufficio dell’Agenzia dell’Entrate meglio di un parlamentare comunica il messaggio che il primo abbia un ruolo più importante e delicato del primo. Quindi, o consideriamo i parlamentari degli schiacciatasti, la cui unica qualità può essere considerata l’onestà, oppure, se ancora attribuiamo una funzione legislativa al Parlamento, dobbiamo esigere da un parlamentare anche le capacità e le competenze necessarie a svolgere efficacemente tale funzione. È difficile pensare che tali competenze non siano remunerate molto bene sul mercato del lavoro e che molti potenziali parlamentari non si mettano una mano sul portafoglio prima di intraprendere la carriera politica. Ci sarà chi se ne rallegrerà, attendendosi che i parlamentari siano solo individui animati da uno spirito messianico. Temo di essere realista nel considerare molto più probabile che la conseguenza di ciò sarebbe il riservare il ruolo di parlamentare ad incompetenti o a persone che contano di monetizzare altrimenti il proprio ruolo.weto81477408987-678x381.jpg
Trovo abbastanza esemplificativo della totale schizofrenia in cui versa buona parte della politica italiana il fatto che chi consideri ineludibile una norma che mortificherebbe il ruolo del parlamentare stia contemporaneamente combattendo contro la riforma Boschi proprio in nome dei rischi, a parer mio molto più opinabili, che ciò determini un ridimensionamento del ruolo del Parlamento.

20 Novembre 2016

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