Lo scandalo Apple e la società postfattuale

457px-endakenny.jpgE` passato un po di tempo dall’esplosione dello scandalo Apple ed un sondaggio diffuso nei giorni scorsi ci ha detto che il 47 % degli irlandesi sono favorevoli alla linea del governo e di Apple. E` il coronamento di una vicenda che illustra in modo esemplificativo le contraddizioni logiche da cui è afflitta la società postfattuale (neologismo molto in voga che ho deciso di adottare). Per chi si sia perso la vicenda, Apple ha creato una società fantoccio con sede in Irlanda sulla quale ha concentrato tutti i profitti delle vendite in Europa. Dopodiché, non contenta della tassazione molto bassa in Irlanda, ha negoziato con il governo irlandese aliquote molto favorevoli, rispetto alla concorrenza. Al di là dell’ovvia violazione del principio che la legge è uguale per tutti, il governo irlandese ha chiaramente fatto buon viso al trucco di Apple (di cui non può non essersi accorto), facendosi complice di un’evasione di dimensioni epocali negli altri paesi europei.
Il fatto poi che davvero i contribuenti se ne siano giovati in termini di posti di lavoro è da discutere. Se negli ultimi 10 anni Apple ha risparmiato 13 miliardi di euro, ricorderei che quello che ha dato in cambio (e solo all’Irlanda) sono 6000 posti di lavoro, ovvero 200 mila euro all’anno per ogni posto di lavoro. Certo l’Irlanda, come paese se n’è giovata (ma beninteso solo quei 6000), ma al prezzo di un danno consistente verso gli altri paesi europei. tim_cook_2009_cropped.jpg
Si tratta in realtà di qualcosa che è normale in un mondo afflitto da un insostenibile squilibrio di potere tra economia privata e istituzioni pubbliche, che porta un’organizzazione come Apple a potersi sedere al tavolo del Governo di un paese nient’affatto caraibico come l’Irlanda e spiegargli che vorrebbe non pagare le tasse, senza essere buttato fuori dalla stanza come succederebbe a qualunque contribuente. E meno male, si dovrebbe dire, che c’è l’Unione Europea che forse ha rimesso le cose al loro posto. Forse… E forse è riuscita a farlo perché Apple ha esagerato. In quanti altri casi governi nazionali devono sottostare ai ricatti di aziende di pari dimensione? Il tono sguaiatamente arrogante con il quale Apple ha commentato la vicenda, degno di un bulletto di periferia, lascia pochi dubbi sul fatto che a questi tavoli siano i governi ad arrivare col cappello in mano… vestager_520_2012-04-16.jpg
Certamente il sondaggio sopra menzionato si riferisce al parere degli irlandesi, che sono i meno danneggiati dalla vicenda, ma cosa diranno quando un’altra multinazionale sposterà i propri profitti maturati in Irlanda in un altro paese europeo sottraendolo alle casse del loro paese? Non mi pare d’altronde che nemmeno nel resto d’Europa l’indignazione abbia raggiunto livelli di guardia. Di fronte a 13 miliardi evasi ci si aspetterebbe una rivolta sociale, ci si aspetterebbero boicottaggi contro la Apple, contro l’Irlanda, richieste di dimissioni del Governo di quel paese ed invece nulla di tutto ciò. C’è quasi un certo fastidio verso l’intervento della Commissione Europea e una velata simpatia per Apple che l’ha fatta in barba all’Europa, ovvero ai suoi Stati Membri, ovvero ai loro contribuenti, ovvero a noi stessi. E alcuni di costoro magari sono gli stessi che da un lato lamentano lo strapotere delle Corporate nei confronti dei governi nazionali ma che dall’altro, quando poi si parla di un Governo Europeo, di Stati Uniti d’Europa, gridano alla perdita di sovranità. E poi tutti insieme in coda all’Apple Store a comprare l’ultimo modello dell’iPhone per poi lamentarsi dei tagli alla scuola, alla Sanità eccetera… Quanto autolesionismo c’è nella società postfattuale?

23 Ottobre 2016

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