Carambola

Il movimento iniziale del gioco della Carambola Americana (detto anche Pool) è la cosiddetta spaccata. Si posiziona la palla bianca sulla linea di fallo e la si lancia contro il triangolo delle palle colorate. Il colpo viene eseguito impremendo alla stecca la maggior forza possibile per movimentare quanto più si possa le 15 palline tra le quale si distribuirà l’energia impressa. Quando si esegue questo colpo, ci sono volte che la stecca scorre perfettamente tra le mani e il colpo sulla pallina bianca arriva tanto secco e forte che la stessa pare quasi decollare, arriva a colpire proprio nel punto giusto e le 15 palline impazziscono trasformando il tappeto verde in un formicaio su cui qualcuno ha appena messo il piede. Le sfere sbattono ripetutamente contro le sponde, tra di loro, roteano su sé stesse come pattinatrici. Tu guardi con soddisfazione lo sconquasso che hai combinato aspettandoti un grande successo, finché le palle cominciano a rallentare, l’agitazione che le ha animate comincia a scemare, una urta il bordo della buca, un’altra si ferma proprio pochi centimetri prima di cadere, un’altra si fa deviare da un impatto casuale quando stava dirigendosi verso la buca. Quando la pugna si placa guardi il campo di battaglia e ti rendi conto con sgomento che nemmeno una sola pallina è finita in buca.
Questo è pressapoco quanto provato da una quindicina di migliaia di juventini Mercoledì sera, quando il direttore di gara Pierpaoli ha fischiato la fine di Juve-Catania.
La sfida era iniziata con un Catania aggressivo ed intraprendente ed una Juve un po’ impaurita che capiva dopo circa un quarto d’ora che cosa stava succedendo. Una volta compresa la situazione però, Madama riprendeva in mano la partita e segnava quasi subito con un cross che la Formica recapitava sulla testolina di Amauri. Poi era tutto un imperversare di Giovinco e Del Piero che facevano da guarnizione di una tranquilla amministrazione della partita, nella convinzione che ormai il Catania avesse dato il meglio di sé. Ed in effetti era così, solo che a metà del secondo tempo una zolla impertinente sbeffeggiava Giorgione ed il Catania si riportava in parità. Di lì alla fine era tutta una grande carambola sotto la porta di Bizzarri, con pali, traverse, piedi, ginocchi, chiappe tra le quali rimbalzava il pallone senza mai osare intraprendere la via della rete.
L’incontro finiva con i volti juventini rivolti verso l’alto, in una generale imprecazione che non aveva nulla di tecnico. Questa sarà ricordata certo come la serata in cui la Dea Bendata ha voltato la spalle alla truppa bianconera. Ma forse va ricordata anche per la serata eccezionale di Giovinco che ha dato consistenza al suo talento e ha detto chiaramente che la Juve in futuro potrebbe avere terribilmente bisogno di lui.

27 Settembre 2008

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