Lo strano incrocio

Bagnasco è un paese della provincia di Cuneo; si trova nell’alta valle Tanaro e lo conosco bene per le gite che ci facevo da bambino, quando passavo le estati nella casa dei Nonni della vicina Mombasiglio. Non è però delle mie vacanze fanciullesche che vorrei parlarvi ma di una caratteristica di questo paese. Quella cioè di trovarsi all’incrocio tra due strade statali: la Strada Statale 28 del Col di Nava e la Strada statale 490 del Colle del Melogno. Si tratta di due strade statali dal traffico ridotto per la maggior parte dei giorni dell’anno, ma che diventano due arterie congestionate, più della tangenziale di Milano all’ora di punta, quando la Domenica, o alla fine dei ponti, i piemontesi che si sono riversati nella vicina Riviera Ligure si mettono in movimento per fare ritorno alle proprie dimore. Succede che queste due strade, che in queste circostanze diventano chilometrici serpentoni ininterrotti di auto, si incrocino proprio nel centro storico della cittadina, in corrispondenza di un semaforo dalla frequenza ovviamente indipendente dalla mole di traffico. L’incrocio è piuttosto stretto e con poca visibilità, per questo le auto tendono a defluire piuttosto lentamente. Il risultato già lo immaginate: code di chilometri e chilometri che magicamente si risolvono non appena superato il nodo nevralgico. Siccome chi scrive è tra i piemontesi che usano riversarsi in Riviera Ligure ho avuto occasione tante volte di spendere, in compagnia di migliaia di altre auto, lunghe ore in coda a questo semaforo. Il primato assoluto fu una volta che riuscii, con la mia famiglia, a fare a passo d’uomo tutti i 25 chilometri che separano Ormea da Bagnasco e giungemmo a Torino sette ore dopo essere partiti da Arma di Taggia. Senza arrivare a quegli estremi anche nella scorsa estate ho passato più di un’ora in coda in questo ridente paese ed ho quindi pensato che fosse giunto il momento di parlarne.
incrocio-bagnasco.jpgCredo sia il momento di parlarne non per sfogare il nervosismo che ho accumulato in ore e ore di coda, ma per fare una razionalissima riflessione. Se conto infatti che il serpentone in oggetto dura più o meno dalle 12 alle 22 di ogni finesettimana o fine ponte da Giugno a Settembre, più Pasqua, 25 Aprile e Primo Maggio, posso considerare che stiamo parlando di almeno 10mila auto che attraversano in coda quel popolare semaforo, in ognuno dei 20 finesettimana “da bollino rosso”. Siccome la situazione è la stessa almeno da una ventina d’anni ne concludo che stiamo parlando di 4 milioni di auto che negli anni hanno dedicato un po’ del proprio tempo ad attendere i tempi rilassati dell’incrocio di Bagnasco. Il punto è che una soluzione che mitighi il problema c’è, ovvero una circonvallazione che eviti il centro storico di Bagnasco e una rotonda che renda più efficiente la confluenza del traffico dalle due statali. Non sono un esperto e magari sto per prendermi una grossa cantonata, ma mi pare che la vallata del Tanaro in quel punto sia abbastanza larga da rendere la cosa fattibile e viste le ridotte dimensioni del paese credo che pochi milioni di euro sarebbero sufficienti a completare il progetto. Cioè che se ognuno dei 4 milioni di automobilisti di cui sopra avesse devoluto un euro alla causa oggi avremmo la circonvallazione e il traffico sarebbe decisamente più snello e i piemontesi arriverebbero a casa prima alla Domenica sera. Questo senza contare l’utilità che l’opera potrebbe avere anche per chi quella strada la usa negli altri giorni nell’anno e per gli abitanti di Bagnasco che non si troverebbero l’inferno sotto casa ad ogni Domenica estiva.
Questo per dire che in questo strano paese, in cui non si parla che di grandi opere e di grandi iniziative: l’Expo, le Olimpiadi, il Ponte sullo Stretto (tornato recentemente alla ribalta), l’Alta Velocità, con i feddayn dei due fronti contrapposti a giurare sulla loro assoluta necessità o sulla loro totale inutilità, sembra ci si dimentichi delle piccole cose, quelle che hanno un ritorno positivo immediato, che chiunque può calcolare senza bisogno di una squadra di tecnici altamente qualificati, di fare referendum o assedi ai cantieri e che renderebbero più facile e comoda la vita a tanti di noi.

3 Ottobre 2016

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