Il modello “tavolo imbandito per pochi”

Il trickle down rappresenta, nella tradizione politico-economico americana, l’idea, molto radicata in ambienti conservatori, per la quale la ricchezza dei più abbienti ha come inevitabile effetto la diffusione del benessere anche agli strati più umili della popolazione. E’ un’idea originariamente americana, ma ha trovato negli anni molti estimatori anche a casa nostra. Il problema di questo modello è che funziona fino ad un certo punto, nel senso che in genere gli strati sociali meno abbienti delle società che lo fanno proprio risultano essere poi più poveri dei loro pari nelle società più egualitarie, Quindi anche se poi, in taluni casi, il modello garantisce una ricchezza media più elevata (e non sempre è vero) la maggioranza della popolazione non ne ha vantaggi, spesso ne ha svantaggi.
Ho trovato molto interessante uno studio che lessi tempo fa sul diverso livello di imposta sul reddito nei vari paesi europei per fascia di reddito. Guardate queste tabelle: notate come a fronte di imponibili crescenti, la tassazione in Italia passi da un record europeo, superato solo dal Belgio, per quanto riguarda il tipico lavoratore con 20.000 di imponibile annuo, a una tassazione invece tra le più basse in Europa per chi ha un imponibile di 2 milioni.

Imponibile 20.000 €   Imponibile 60.000 €   Imponibile 100.000 €   Imponibile 200.000 €   Imponibile 300.000 €  
Paese Tassazione Paese Tassazione Paese Tassazione Paese Tassazione Paese Tassazione
Belgio 6.491 € Belgio 25.739 € Belgio 45.739 € Belgio 95.739 € Belgio 145.739 €
Italia 5.206 € Italia 20.608 € Spagna 38.831 € Spagna 88.931 € Spagna 139.931 €
Spagna 5.070 € Irlanda 17.712 € Italia 38.400 € Olanda 86.109 € Olanda 138.109 €
Irlanda 4.000 € Spagna 15.992 € Irlanda 34.112 € Italia 83.640 € Italia 128.869 €
Regno Unito 4.000 € Grecia 15.600 € Olanda 34.109 € Grecia 76.600 € Regno Unito 122.828 €
Grecia 1.680 € Regno Unito 15.234 € Grecia 31.600 € Irlanda 75.112 € Grecia 121.600 €
Germania 1.679 € Olanda 13.309 € Regno Unito 31.324 € Regno Unito 72.828 € Irlanda 116.112 €
Francia 1.461 € Francia 12.469 € Francia 27.642 € Francia 68.642 € Germania 115.547 €
Olanda 483 € Germania 9.272 € Germania 26.073 € Germania 68.072 € Francia 109.642 €


Imponibile 500.000 €   Imponibile 1.000.000 €   Imponibile 1.500.000 €   Imponibile 2.000.000 €  
Paese Tassazione Paese Tassazione Paese Tassazione Paese Tassazione
Belgio 245.739 € Spagna 503.931 € Spagna 763.931 € Spagna 1.023.931 €
Spagna 243.931 € Olanda 502.109 € Olanda 762.109 € Olanda 1.022.109 €
Olanda 242.109 € Belgio 495.739 € Belgio 745.739 € Belgio 995.739 €
Regno Unito 228.828 € Regno Unito 472.828 € Regno Unito 722.828 € Regno Unito 927.828 €
Italia 216.606 € Grecia 436.600 € Grecia 661.600 € Grecia 886.600 €
Grecia 211.600 € Italia 435.912 € Italia 655.337 € Germania 876.547 €
Irlanda 198.112 € Germania 426.547 € Germania 651.547 € Italia 874.703 €
Germania 195.265 € Irlanda 403.112 € Irlanda 608.112 € Irlanda 813.112 €
Francia 191.642 € Francia 396.642 € Francia 601.642 € Francia 806.642 €

E in effetti, nel caso ci fossero dubbi, la conseguenza di questo modello si vede nella classifica degli stati per uguaglianza di reddito nella quale l’Italia, in Europa, risulta in coda, seguita solo da Portogallo e Estonia. Il nome corrente di questo modello è trickle down ma a me piace chi lo raffigura, in modo ancora più icastico, come un tavolo riccamente imbandito a cui è seduta una ristretta minoranza di cittadini, sotto al quale invece si trova la grande maggioranza dei contribuenti, pronta a rincorrere e a combattere per le poche briciole che cadono giù, un po’ come i capponi di Renzo nei Promessi Sposi. lazzaro-e-il-ricco-epulone.jpgSembra un modello di altri tempi eppure stiamo parlando di oggi e stiamo parlando soprattutto di un modello che la coalizione che si avvia a vincere le prossime elezioni si propone di ampliare ulteriormente con la famigerata “flat tax” che appiattirà ulteriormente la tassazione, rendendo più ricchi i più ricchi e più poveri i più poveri, il tavolo ancora più ricco e le briciole ancora di meno. Non è un caso se la stessa coalizione in oggetto è quella più pronta a creare conflitti e contrapposizioni tra questi ultimi: nord contro sud, dipendenti pubblici contro dipendenti privati, italiani contro stranieri. Tutte modalità per sviare l’attenzione dal tavolo imbandito e per concentrarla invece sulla lotta per la spartizione delle briciole.
Si badi bene, se gli uni fanno di questo modello una bandiera, non è che gli altri lo abbiano mai attaccato. Tra le forze politiche con una rappresentanza prevedibile superiore all’1% solo Liberi e Uguali (e con toni molto sommessi) parla di progressività della tassazione. Questo mi fa venire il dubbio che il modello piaccia agli italiani. Forse la maggior parte di noi davvero preferisce specchiarsi nel benessere altrui, convinto fatalisticamente di non poter migliorare il proprio. O forse ha ragione chi sostiene che il neoliberismo ha raggiunto una tale prevalenza culturale da rendere impossibile, anche a chi si collochi in area di sinistra, il perseguire una più equa distribuzione della ricchezza tramite la leva fiscale.
Certamente il fatto che in Italia siano sopravvissuto le attività industriali nei settori di “eccellenza” e abbiano invece abbandonato il campo le grandi produzioni di massa, potrebbe anche aver a che fare con la progressiva concentrazione della ricchezza in quelle aree sociali che rappresentano la clientela dei settori di “eccellenza”. Di certo il voto di Domenica rischia di rappresentare l’ennesimo passo avanti nel processo di ampliamento della sperequazione sociale nel nostro paese, che va di pari passo, contrariamente a quanto atteso dai sostenitori del “modello del tavolo imbandito”, anche al suo progressivo e complessivo impoverimento.

2 Marzo 2018

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