Il fact checking del derby della Mole

Da un po’ di tempo mi sono convinto che il modo più costruttivo per commentare le immancabili polemiche arbitrali seguenti agli incontri di calcio è provare a ricondurre alla razionalità le mille esplosioni emotive che il calcio produce e che gli errori arbitrali riescono a convogliare meglio di una fibra ottica. Ho scritto “il più costruttivo”, anche se dubito dei suoi risultati, perché l’emotività che si scatena nel calcio non è un effetto collaterale, ma è spesso la ragione per la quale molti si avvicinano al tifo calcistico e cercare di far ragionare il tifoso di calcio è un po’ come dare un estintore ad un piromane.

Siccome quindi anche lo scorso “derby della Mole” (a beneficio dei non calciofili, quello tra Torino e Juventus) ha scatenato furenti polemiche provo ad analizzare le loro basi e la loro consistenza. Lo faccio partendo dal tracciare un quadro della partita. E’ stato un incontro duro, come è forse scontato sia, vista l’emotività che il pubblico riversa in un derby ed in particolare in quello di Torino, il derby che, ricordiamocelo, mette in campo il maggior numero di complessivi titoli nazionali. Il filmato che trovate qui sopra riproduce senza soluzione di continuità molti interventi fallosi (o presunti tali), nessuno dei quali è stato punito da Rizzoli con l’ammonizione. L’impressione che questo filmato produce è che Rizzoli abbia usato costantemente un metro piuttosto generoso. rigore-alex-sandro.gifCiò premesso, l’arbitro è stato particolarmente contestato per non avere espulso Alex Sandro in occasione della concessione del calcio di rigore a favore del Torino (episodio rappresentato qui a destra e qui sotto), avvenuto in apertura di secondo tempo.  Per prima cosa va precisato che il fallo del giocatore bianconero non era tale: una più attenta osservazione dell’episodio mostra che il laterale brasiliano tocca con la suola il pallone allungandone la traiettoria verso il fondo campo (come ravvisato da alcuni commentatori televisivi e radiofonici). Il regolamento, e anche l’interpretazione corrente dello stesso, escludono la concessione del fallo e, a maggior ragione, di una sanzione disciplinare. rigore-zoom.gifTant’è vero che pochi minuti dopo nell’area del Torino la stessa dinamica salva Gustavo Silva che entra in modo piuttosto deciso su Cuadrado ma prende prima la palla e poi l’avversario e quindi giustamente non viene sanzionato. Quello di Alex Sandro è certamente un tocco lieve e l’errore dell’arbitro, che evidentemente non lo ha percepito, è assolutamente veniale; pare però strano chiedere l’espulsione per un fallo mai commesso. C’è però chi si mette nei panni dell’arbitro e dice: “Sì, ma Rizzoli, anche se erroneamente, il rigore lo dà e, a quel punto, l’ammonizione dovrebbe essere automatica“. In realtà, contrariamente a quanto molti ritengono, l’ammonizione per fallo in area di rigore va comminata solo nel caso in cui il fallo sia in sé degno di ammonizione, anche se commesso fuori area. Il fatto che il fallo sia stato commesso in area non costituisce né una motivazione per l’ammonizione né comunque un aggravante. Prova ne sia che, su 89 calci di rigore commessi nelle prime 30 giornate del Campionato corrente, in ben 45 casi non c’è stata alcuna sanzione disciplinare per l’autore del fallo. Ovviamente, siccome in area di rigore i difensori sono consapevoli della sanzione che li aspetta in caso di scorrettezza, tendono a rischiare un intervento potenzialmente falloso solo quando l’avversario si trova in posizione pericolosa, gli arbitri tendono quindi ad applicare spesso la regola del “fallo tattico” e di qui la percentuale comunque elevata di ammonizioni o espulsioni. Nel caso citato però la posizione decentrata di Peres ed il fatto che fosse chiuso da Rugani, oltre che da Sandro stesso, esclude che si possa rientrare in quella casistica. Nel recente Napoli-Torino è stato concesso al Torino un altro calcio di rigore, in un’azione tra l’altro molto simile, protagonista lo stesso Peres. Anche in quel caso non c’è stata ammonizione per il giocatore reo del fallo. Stessa cosa accadde alla terza giornata quando in Juventus-Chievo a una decina di minuti dalla fine Cesar, già ammonito, entrò fallosamente su Cuadrado in modo per di più molto più scomposto di quanto non abbia fatto Sandro nel derby. gol-maxi-lopez.jpgAnche in quel caso fu concesso rigore ma non vi fu ammonizione per il giocatore clivense e ovviamente non ci furono particolari polemiche nonostante l’incontro fosse ancora in bilico (il rigore permise alla Juventus di raggiungere il pareggio 1 a 1).
L’altro caso contestato durante il derby è stato quello del gol annullato a Maxi Lopez. Il fermo immagine chiarisce la posizione regolare di Lopez, in perfetto allineamento con l’ultimo difensore bianconero, Cuadrado. Questa constatazione ovviamente ce la consentono il fermo immagine e la linea tracciata attraverso l’ausilio del computer. maxi-lopez_due-frame-dopo.jpgNon appare superfluo ricordare che l’assistente non ha tale ausilio, deve quindi ricostruire in un istante la situazione e lo deve fare con la massima precisione. Basta infatti spostarsi in avanti di tre frame nel filmato per avere una posizione irregolare (vedi foto a sinistra). Considerando che tre frame sono poco più di un decimo di secondo, che corrisponde al tempo medio di “persistenza dell’immagine sulla retina“, siamo ai limiti fisici dell’occhio umano a cui si somma l’imprecisione dell’allineamento dell’assistente e l’imprecisione della sincronizzazione del movimento di Lopez con il momento in cui parte il pallone. napoli-genoa-2015-16-fuorigioco-gabbiadini.jpgSuona grottesco che questo errore sia stato qualificato da autorevoli commentatori televisivi con aggettivi quali “clamoroso“, “solare” e “gigantesco“. Lungi quindi dal meritare tali aggettivi, pare invece fenomenale che ci siano assistenti che spesso riescano ad azzeccare la decisione. immobile-genoa-torino.jpgMa anche se mi sbagliassi e fosse invece banale decidere correttamente, mi aspetterei allora che errori simili fossero casi isolati. Ed invece di errori simili, o spesso molto più consistenti, sono piene le giornate di Serie A. bologna-juventus-2015-16-fuorigioco-bonucci.jpgNella stessa Domenica del derby a Napoli veniva convalidato ai locali un gol viziato da fuorigioco di Gabbiadini, la settimana prima del derby al Toro stesso era stato convalidato un gol di nuovo contro il Genoa anch’esso originato da una posizione di fuorigioco di Immobile. juventus-bologna-cuadrado.jpgPoche settimane prima a Bologna il guardalinee aveva fermato il giocatore della Juventus Bonucci per fuorigioco allorquando il giocatore del Bologna Brienza si trovava addirittura vari metri più avanti dell’avversario. Sempre tra Juventus e Bologna, ma nella partita di andata a Torino, c’erano stati un paio errori nella valutazione del fuorigioco a danno della Juventus (rispettivamente Cuadrado e Morata), il secondo dei quali anch’esso molto più netto di quello del derby.juventus-bologna-morata.jpg
In definitiva, riassumendo l’entità dei due errori citati, trattasi, nel primo caso, di una decisione in linea con quanto deciso nel passato in casi simili e comunque originata dall’errata concessione del rigore (quindi un errore che ha favorito il Torino), e, nel secondo caso di un errore chiaramente tale, ma di lieve entità se confrontato con tanti altri errori simili. Nulla che giustifichi quanto detto e scritto in merito nelle ultime settimane.
Ritengo non valga la pena di un approfondimento l’episodio delle presunta testata (mai avvenuta in realtà) di Bonucci all’arbitro. Questo rientra nella casistica di quei fermi immagine che cercano di dare un’idea fuorviante di come le cose sono andate davvero, tipiche della informazione (o disinformazione) visuale online. Certo che fa impressione che un autorevole tecnico di Serie A abbia potuto paragonare la protesta di Bonucci (sanzionata comunque con un’ammonizione) alla “scenata” di Higuain a Udine.
Un’obiezione che invece mi aspetto qualcuno avanzerà è: “Sì, errori veniali, però sempre a favore della Juventus.“. E’ vero? C’è una chiara prevalenza degli errori a favore della Juve? Altri tentativi più generali di rispondere a questa domanda sono già stati fatti (qui e qui) nel passato, rispondendo sempre negativamente. Per questa volta mi limito a restringere l’ambito agli scontri diretti tra Juventus e Torino. Cominciamo con qualche cifra relativa ai due ambiti sui quali solitamente pesa di più l’operato dei direttori di gara: calci di rigore e espulsioni. I numeri sono quasi sorprendenti. Nelle ultime 20 edizioni del derby della Mole di Campionato sono stati concessi complessivi 10 calci di rigore; perfetta la ripartizione: 5 al Torino e 5 alla Juventus. E’ un dato sorprendente considerando che negli stessi 24 incontri la Juventus ha segnato più del doppio delle reti del Toro (40 contro 13) e solitamente le squadre che segnano più reti hanno anche più rigori a favore (presumibilmente per ovvia conseguenza di una maggiore forza offensiva). Anche nell’ambito delle espulsioni non c’è apprezzabile squilibrio: negli ultimi 10 derby di Campionato ci sono state 3 espulsioni tra i giocatori della Juventus e 2 tra le file granata. Se allunghiamo la vista agli ultimi 20 derby la situazione si ribalta (7 giocatori del Torino e 5 della Juventus) ma rimane comunque piuttosto equilibrata, anche qui specie in considerazione del fatto che dal Torino ci si aspetta un atteggiamento un po’ più acceso agonisticamente rispetto agli avversari, data la diversa posizione di classifica mediamente occupata.
Ma al di là di queste cifre, è poi vero che nel dubbio gli arbitri sbagliano sempre a favore della Juventus? Dagli archivi della Gazzetta dello Sport ho provato a recuperare i dati riguardanti le ultime 12 edizioni del derby della Mole di Campionato (quelle successive al 2007) a proposito delle ricostruzioni alla moviola degli errori arbitrali. Anche qui i risultati sono curiosi. Su ben 27 errori arbitrali censiti, 13 sono stati a favore della Juventus e 14 a favore del Torino. Non cambia molto né se si considerano solo quelli avvenuti a risultato in bilico (10 per la Juve, 11 per il Torino), né se si distinguono quelli chiari (7 contro 7) da quelli dubbi (6 per la Juve, 7 per il Torino).
Ancora una volta il risultato di questo fact checking è molto magro per i teorici del “complotto”; sembra confermato per l’ennesima volta che gli errori arbitrali danneggiano le diverse squadre (comprese le due torinesi) in modo pressoché uniforme e se difformità rilevanti ci sono molto diverse da quelle che le chiacchiere calcistiche così di frequente ripercorrono. Tutto il resto sembra essere il classico fenomeno della memoria selettiva, che ci porta a ricordare solo gli episodi che assecondano una nostra teoria e dimenticare quelli che la smentiscono. L’introduzione della moviola in campo, che molti invocano come la soluzione di tutte le polemiche arbitrali, ha tutta l’aria di non essere destinata a portare molti benefici da questo punto di vista (interessante questo articolo). Alcuni errori saranno certo evitati, ma quello che questa vicenda ci insegna è che il sistema calcio (addetti ai lavori da un lato e media dall’altro) è bravissimo ad alzare comunque sempre l’asticella fino a considerare scandalosi perfino interpretazioni in linea con la normale applicazione del regolamento. In altre parole rassegniamoci a considerare le polemiche arbitrali un male incurabile del calcio italiano, pazienza. Questo blog cercherà sempre almeno di diagnosticare la malattia. Curarla sarà molto più arduo…

5 Aprile 2016

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