Evabbè

parcheggiatore-abusivo.jpgSerata di Champions allo Juventus Stadium, ospite il monumentale Bayern. Io arrivo in zona verso le 19.45 e parcheggio la macchina in Via Sansovino 243 (che sembra un numero civico ma in realtà è tutta una via). Sceso dalla macchina, vengo avvicinato da due ragazzi che mi chiedono con una certa cortesia un euro, spiegandomi che: “Ci sono in giro degli zingarelli che rigano le fiancate e noi vi proteggiamo la macchina, solo per un Euro“. Io me la cavo con il consueto: “Ottimo. Allora quando ritorno, se mi hai guardato la macchina, ti do un euro“. Il tizio non la prende bene e mi dice: “Ma guardi che tutti gli altri pagano subito“. “Ah, davvero? Beh, comunque ci vediamo dopo“. Poi penso: “Sì, ma io sono anni che vado allo stadio, prima Delle Alpi e poi Stadium, e non ho mai visto esponenti di qualsivoglia gruppo etnico andare in giro a rigare le auto in sosta. Sarà mica che era una velata minaccia?“. Preso quindi da un impeto civico, allorquando incrocio un vigile, all’angolo tra Via Druento e Strada di Altessano, gli spiego l’accaduto e lui sembra prendere a cuore la cosa: “Va bene. Segnaliamo subito l’accaduto“. Sospetto sia solo una frase di circostanza, ma il semaforo pedonale rosso mi obbliga a rimanere nei pressi e così constato che in realtà il vigile prende davvero il telefono e chiama subito la centrale anche se dall’altra parte non ha risposta. Allora, tra il mio crescente stupore, lascia la sua posizione per avvicinarsi ad un collega, forse più alto in grado di lui, per chiedergli come mai la Centrale non gli risponde. L’altro gli chiede il motivo e il nostro vigile volenteroso gli spiega che ci sono dei parcheggiatori abusivi. A quel punto il collega lo guarda e mulinando gli avambracci verso l’alto in un gesto molto significativo gli risponde: “Evabbè“, con un tono di indifferenza e di insofferenza che dice tantissimo di come l’italiano medio reagisce all’arroganza e alla sopraffazione, naturalmente quando non ne è vittima diretta. Ecco, in quel “evabbè” c’è molto dell’Italia di oggi che è poi l’Italia di ieri e temo sarà anche l’Italia di domani.

7 Marzo 2016

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