Sindaci in viaggio

La vicenda seguita all’uscita di Papa Francesco su Marino e della presenza del Sindaco alla visita del Pontefice a Philadelphia è stata a lungo dibattuta e ha avuto negli ultimi giorni un’appendice. Si è sviluppato infatti un acceso dibattito su chi avrebbe pagato la trasferta di Marino e dei suoi collaboratori, su quante trasferte ha fatto Marino da quando è Sindaco e così via.
federico_pizzarotti.jpgUn interrogativo che è rimasto inesplorato in questo dibattito (il cui livello, come in molti altri casi simili, è rimasto rigorosamente bassissimo), ma che è tutt’altro che scontato, è se un viaggio all’estero di un sindaco, anche di città più piccole di Roma, è un evento talmente insolito che vale la pena di sviscerarne motivazioni e budget per giorni e giorni, come fosse un caso nazionale. Ho provato quindi a farmi alcune domande in merito. Mi sono chiesto ad esempio se Gianni Alemanno, quando era a sua volta sindaco di Roma, è mai stato all’estero. La risposta è naturalmente sì: una rapida ricerca mi ha fatto individuare New York e Londra tra le sue destinazioni preferite: chissà se allora si dava dell’imbucato da solo. Ma Alemanno è indagato per Mafia, non ci si aspetta comportamenti virtuosi. Qualcosa di diverso ci aspetteremmo da Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia fino ad un anno fa, considerato al tempo il sindaco più popolare d’Italia, che durante il suo mandato ha addirittura accompagnato una delegazione di studenti in viaggio premio a Londra e Bruxelles a visitare Buckingham Palace e il Parlamento Europeo. E la Lega? Il suo sindaco più celebre, e popolare è certamente Tosi. Uno al quale nessuno chiederebbe le dimissioni. Eppure anche a lui piace viaggiare e così lo ritroviamo a New York a celebrare un premio assegnato a Veronafiere. Questa però è la destra, che, si sa, non ha mai primeggiato per moralità, ma nel PD che succede invece? Un galantuomo come Fassino starà forse in città a controllare quanto accade sotto la Mole… Eh, no! Anche lui si diletta con trasferte di rappresentanza: lo si trova a New York (che evidentemente ai sindaci piace un sacco), a Londra e perfino a Berlino per la finale di Champions League. Ok, questa è le vecchia politica, ma il nuovo che avanza? Sicuramente nel M5S ci saranno altre abitudini. Sembra di no perché il sindaco Pizzarotti non ha fatto mancare la sua presenza al Festival dello Spaghetto giapponese svoltosi nella città nipponica di Kagawa, con un costo che pare essere stato di 10.700 Euro per il comune emiliano, in tutto comparabile con quello delle trasferte di Marino. Un altro personaggio fuori dagli schemi come De Magistris non esita anche lui a viaggiare e New York non ha mancato di vedere anche il sindaco di Napoli come gradito ospite.
Ma, accertato che è consueto che i sindaci vadano in giro per il mondo, ci si potrebbe chiedere se Marino ha speso molto in spese di rappresentanza. Sembra di no. Non ho dati comparativi certi (a parte alcuni numeri che girano in rete che dicono che spende comunque molto meno di Alemanno), ma quello che risulta è che Marino avrebbe speso per rappresentanza circa 1800 Euro al mese; sfido a trovare, non un sindaco di grande città, ma un dirigente d’azienda italiano che spende molto di meno in trasferte.
meloni-alemanno.jpgOra, dimostrato che spendere soldi pubblici per un viaggio di rappresentanza non è cosa insolita e che quanto spende Marino non è eccessivo, la domanda successiva dovrebbe essere se è giusto e meno in generale (quindi senza poi chiedere retroattivamente le dimissioni a chi lo fa) che un sindaco spenda soldi pubblici per rappresentare la sua città in eventi in giro per il mondo e quindi se tale condotta, pur diffusa, sia comunque da condannare. Probabilmente è giusto che si spendano soldi pubblici per tale ragione ed è anche chiaro che un sindaco non può andare in giro per ostelli o bed & breakfast, senza trasmettere un’idea patetica dell’ente che rappresenta. Se Marino avesse rifiutato l’invito del Sindaco di Philadelphia o della Temple University, o Pizzarotti quello del Festival giapponese, la cosa sarebbe sicuramente stata colta come una scarsa attenzione agli interessi della città e probabilmente quelle forze economiche che si aspettano un ritorno da simili eventi avrebbero a loro volta contestato, credo giustamente, il primo cittadino.
Questa è ovviamente la mia opinione e altri possono averne di dissimili. La cosa però che mi lascia allibito di questa vicenda è che non ho trovato neanche una fonte informativa che si sia fatta queste semplici e apparentemente ovvie domande e si sia data risposte, qualunque genere di risposta. Questo testimonia quanto, di fronte all’ormai palese accanimento mediatico di cui Marino è fatto oggetto, non vi sia nemmeno un vago spunto di senso critico nel nostro panorama informativo. Non so se Marino sia un buon Sindaco, so per certo che è un buon medico, non fosse altro che per il fatto che sta evidenziando, come forse mai nessuno aveva fatto prima, le gravi patologie da cui è affetta l’opinione pubblica del nostro paese.

3 Ottobre 2015

2 commenti a 'Sindaci in viaggio'

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  1. LUCIANA NARDELLI afferma:

    analisi obiettiva che mi piacerebbe girare alle redazioni di Repubblica, Espresso , Fatto Quotidiano e Corriere . Ancora non capisco come ci possa essere un accanimente del genere contro Marino , sindaco onesto e perbene

  2. marcella ferracciolo afferma:

    Grazie della analisi e delle cosiderazioni. Sarei anche io allibita dalla mancanza di senso critico della nostra stampa, se non fosse che credo sia frutto si una scelta consapevole: volontario appiattimento ed annullamento della onesta’ intellettuale per alimentare gli interessi che il “tanto rumore per nulla” alimenta.

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