L’importante non è la salute

goletta-verde.jpgDa un paio d’anni ho scoperto di avere un disturbo, mi dicono, abbastanza diffuso: l’ernia iatale. E’ una patologia che (spero di spiegarlo correttamente) si verifica laddove l’estremità superiore dello stomaco si sposti verso l’alto attraverso il diaframma che lo separa dall’esofago. L’effetto (chiamato reflusso gastroesofageo) è che lo stomaco non si chiude più perfettamente verso l’alto e questo fa sì che i vapori prodotti dai succhi gastrici risalgano l’esofago causando talvolta fastidio alla gola, (questi vapori si condensano in una sorta di gel appiccicoso) e altre volte una sensazione di acidità. Ovviamente la cosa è più o meno grave a seconda di quanto pronunciata è l’ernia, ma può peggiorare ed espone a rischi stomaco e esofago. Il tipo di farmaco più comunemente prescritto per questa patologia è il cosiddetto inibitore di pompa protonica, in pratica un enzima che riduce la secrezione acida dello stomaco riducendo di conseguenza gli effetti nocivi dell’ernia. Da un po’ di tempo a questa parte però il mio medico non può più prescrivermi questo farmaco. Perché mai? Sono forse guarito? No, il nostro governo ha deciso che i medici prescrivevano esami e medicinali con troppa facilità e ha deciso di restringere la libertà del medico di prescrivere a seconda della diagnosi. L’ernia iatale e il conseguente reflusso gastroesofageo non sono considerate da chi ha redatto tali linee guida cause abbastanza gravi per prescrivere i medicinali. C’è bisogno che il tutto degeneri in esofagite o gastrite perché allora vi si possa rimedio, ovviamente in ritardo perché il medico non è lì giorno e notte pronto a prescrivere medicinali e perché ovviamente quando si determina un’infiammazione perché non si è fatta prevenzione significa che la sanità non ha fatto il suo lavoro. Il concetto infatti di “prevenire è meglio che curare” pare dimenticato dal Ministero della Sanità. Nel frattempo leggo che tutta una serie di esami di controllo non saranno più prescrivibili se non in presenza di sintomi evidenti. Addirittura il controllo del livello di colesterolo non si potrà fare se non ogni 5 anni. I medici lamentano i rischi di questo modo di procedere che espone i pazienti al rischio di diagnosi tardive.
Mi rendo conto che il problema della cosiddetta “medicina difensiva” esiste. Chi fa il medico mi dice che oggi, ogni volta che si trascura un minimo sintomo e si tralascia una possibile cura, si corre il rischio di andare incontro ad una denuncia e ad un risarcimento danni milionario. Ho però l’impressione che questo sia un problema da affrontare tutelando i medici e non colpendo i pazienti e invece l’effetto di questo modo di agire sarà aumentare i rischi o, in alternativa, indurre i pazienti a pagare di tasca propria le prestazioni.
tagli_sanita_risparmi.jpgIl nostro Presidente del Consiglio ci parla di riduzioni fiscali, addirittura di “funerale dell’IMU”. Chi legge questo blog sa che ho molto da ridire sulle modalità con le quali è stata introdotta la tassazione sulla casa in Italia. Se però i soldi che i contribuenti risparmieranno di IMU li dovranno utilizzare per pagarsi medicinali e visite diagnostiche ho l’impressione che il funerale dell’IMU non sarà una buona notizia per nessuno. E non farà piacere nemmeno all’economia perché il cittadino sa quanto pagherà di IMU (almeno approssimativamente) ma non sa quanto pagherà per un’operazione chirurgica, quindi in uno scenario di Sanità privatizzata, il denaro che resterà in mano al contribuente, anziché andare in maggiori consumi, verrà sempre più destinato a risparmi finalizzati ad affrontare eventuali necessità sanitarie, in assenza di un sostegno pubblico. Abbassare la tassazione comprimendo i servizi, dare con una mano e togliere con l’altra, è un’operazione che in Italia abbiamo visto tante e tante volte negli anni passati. Se, dopo fiumi di parole su sprechi e efficienza, tutto quello che la furia riformista di Renzi è riuscita a partorire è questo topolino forse è meglio che ci provi qualcun altro. Peccato però che alle opposizioni ciò che pare preoccupare sommamente siano l’elettività del Senato e i rimborsi elettorali ai partiti. Avrò gusti un po’ demodé ma ho l’impressione che più che di aria pulita, nucleare, immigrazione e costi della politica, i temi che interessano sommamente la vita dei cittadini continuano ad essere sanità, pensioni, lavoro, scuola: temi che chissà perché sono finiti da tempo fuori dall’agenda dei media e della politica. E’ ora forse che ci rientrino.

22 Settembre 2015

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