Noi e loro

Tempo addietro lessi un intervento su nearatree nel quale si faceva ripetutamente riferimento al concetto di “noi e loro“. Il concetto non è del tutto nuovo ma avevo trovato assolutamente rappresentativo dei nostri tempi quanto contenuto in quelle righe. Ho letto negli ultimi giorni questo articolo di Edmondo Berselli su La Repubblica che analizzava proprio questa categoria di pensiero divenuta sempre più diffusa e di successo in questi tempi: ovvero l’individuazione di una categoria sociale: immigrati, statali, magistrati, sindacalisti, da additare come colpevoli. Si tratta di minoranze elettoralmente non significative ma abbastanza compatte ed associabili a circostanze spiacevoli, da poter addossare alla categoria in oggetto le colpe di tutti i mali. Il risultato è deresponsabilizzare tutti gli altri, farli sentire del tutto innocenti rispetto allo sfascio del paese. L’effetto è certamente positivo in termine di popolarità: “Ha proprio ragione!” è la frase classica che i più pronunciano liberatoriamente quando sentono il politico di circostanza attribuire a qualcun altro tutte le colpe. Eppure la realtà è diversa: la realtà è che nessuna categoria è colpevole, sono i singoli che hanno colpe, sono i singoli che con la loro azione o inazione creano disagi o disastri. Ed ognuno di noi ha una sua grande o piccola responsabilità in merito, ognuno di noi può contribuire a combattere lo sfascio, nel suo piccolo. Sollevare da questa responsabilità i membri di una società, la rende più frammentata e più fragile.

Qualche sera fa ero in un locale di grido (che immagino faccia soldi a palate) di Piazza Emanuele Filiberto a Torino, a prendere un aperitivo. Dopo aver servito, il cameriere ci ha detto quanto faceva senza esibire alcunché di scritto. Io ho pagato, mugugnando interiormente, ma senza dire nulla. Mi sono sentito molto “noi e loro” pensando a quanto fossero ladri quelli del locale ma in realtà non stavo facendo nulla. Alla fine, riflettendoci meglio, mi sono reso conto che mi stavo rendendo complice di quei signori. Mi sono alzato, ho rincorso il cameriere e gli ho fatto notare che non mi aveva fatto lo scontrino. Mi sono reso antipaticissimo, ma almeno adesso ho qualche ragione di lamentarmi e di ripromettermi di non mettere mai più piede al Pastis (opppps, mi ero ripromesso di non citare il locale…).

29 Settembre 2008

2 commenti a 'Noi e loro'

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  1. cri afferma:

    Io invece mi sono giocata la simpatia della mia parrucchiera perchè, proprio giovedi u.s., giusto un attimo prima del pagamento, mi ha annunciato un lieve aumento di € 3, per adattare, dopo le ferie estive, i costi della mia piega settimanale. Pur avendomi colta di sorpresa, non ho potuto che “ricambiare il favore” , domandando la ricevuta fiscale (che ovviamnete si stava dimenticando di compilare, ma solo perchè troppo intenta a far giusta cassa) , avendo considerato tale aumento non lieve, in un’unica soluzione. Probabilmente, venerdì uscirò con i capelli verdi!!!

  2. Bruno afferma:

    Ho chiesto inutilmente lo scontrino al mio parrucchiere, ieri. Ha avuto la faccia tosta di rispondermi che a lui “non pareva il caso”. Naturalmente ha perso un cliente.

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