Il mio complicato EXPO

Curiosità e desideri familiari mi hanno spinto qualche settimana fa ad acquistare tre biglietti per l’EXPO, approfittando dal ponte di San Savino (festa patronale ad Ivrea, dove lavoro). Mi aspettavo code all’ingresso e disagi nel trovare parcheggio ed invece la parte che si rivelava più difficile e faticosa era proprio l’acquisto dei biglietti, parte che, nell’era degli acquisti online, dovrebbe essere diventata invece la più semplice.
biglietto-errato-1.jpgEssendo soci COOP avevamo diritto allo sconto e sono quindi andato sul sito della COOP per effettuare l’acquisto. Inserendo il numero di tessera venivo ridiretto sul sito dell’EXPO dal quale, con una finestra comoda e facilmente leggibile, sceglievo il mio biglietto (familiare due adulti e un bambino). Ho quindi proceduto al pagamento, per il quale sono stato ridiretto su monetaonline.it dove ho inserito il codice della Carta di Credito. Avevo in effetti notato che l’addebito che monetaonline.it (53,90 €) mi proponeva era diverso da quello che il sito dell’expo (91 €) mi indicava, ma ho pensato che l’addebito fosse suddiviso per qualche strano motivo in acconto e saldo e ho proceduto lo stesso. Ho quindi aperto la mia mail, dove ho trovato il biglietto elettronico, prontamente recapitatomi. Peccato che il biglietto fosse per due (1 adulto + 1 bambino), anziché per tre e in effetti l’SMS di addebito ricevuto indicava 53,90 € anziché 91 €. Ho temuto di essermi sbagliato io, e invece no, perché, avendo ancora il browser aperto, ho provato a cliccare su “indietro” riottenendo la pagina dal quale avevo effettuato l’ordine sulla quale campeggiava chiaramente la dicitura “Biglietto 2 adulti + 1 bambino” (vedi immagine sopra). biglietto-errato-2.jpgPer soddisfazione ho provato a ripetere un paio di volte la procedura, e guardando meglio mi sono reso conto che il pagamento che ti viene proposto da monetaonline.it era effettivamente quello relativo ad un biglietto “1 adulto + 1 bambino” (vedi immagine a sinistra) e non quello che avevo ordinato. In sostanza ordinavi una cosa e te ne viene data un’altra.
Mandavo immediatamente una mail di protesta al supporto ed iniziava un’Odissea. Era Giovedì, il biglietto era per Lunedì, sembrava ci fosse tempo ma non facevo i conti con la capacità (o la volontà) di non capire il problema di chi si occupa del supporto. E’ iniziato un ciclo di telefonate e mail che sono durate ininterrottamente di lì a Domenica sera. La risposta che quasi tutti mi hanno dato è che “non c’è nulla da fare perché non è previsto un cambio di biglietto” invitandomi però a mandare un’altra mail o a fare un’altra telefonata.
Le persone del call center mi dicevano ovviamente che non potevano darmi un riscontro circa i problemi tecnici, quelle del supporto mi davano via mail risposte insulse guardandosi bene dal chiamarmi, anche se avevo ripetutamente dato il mio numero di telefono. Insomma mi rendo conto di essermi trovato dentro ad un caso scuola in termini di sclerosi dei sistemi di supporto al cliente. Il tutto mentre, riprovando a compiere i passi già fatti (senza ovviamente procedere all’acquisto), il sito di monetaonline.it continuava a chiedermi l’addebito sbagliato e quindi il problema continuava a non essere risolto, nonostante le mie innumerevoli segnalazioni. Alla fine, giunto a Domenica e quindi alla vigilia della visita all’EXPO, decidevo di alzare bandiera bianca e di acquistare un ulteriore biglietto pagando i 2,80 € di differenza. Nessuno più mi contattava e la cosa finiva lì, non fosse che a distanza di qualche giorno avrei scoperto che il problema era stato messo a posto e adesso, ordinando un biglietto da tre persone, te ne viene proposto uno da tre persone. Sarebbe stato carino mandarmi poi una mail che dicesse: “Ah, sì. Ci siamo accorti che il nostro sito non funzionava e che per colpa nostra lei ha pagato 3 Euro in più. Non che pensiamo di rimborsarla, per carità, ma volevamo farLe sapere che siamo molto dispiaciuti“. L’avrei gradita.
padiglione-angola.jpgE l’EXPO? Beh, vale la visita obiettivamente. Molti dei padiglioni sono un esempio sia di bellezza architettonica che di efficacia espositiva. Cito quello dell’Angola, davvero splendido sia esteticamente che per come è stata organizzata l’esposizione, e quello della Thailandia, anch’esso molto curato e corredato di alcuni momenti di intrattenimento apprezzabili. Ragguardevoli anche i padiglioni degli stati arabi del Golfo: Emirati e Kuwait su tutti. Molto bello anche il padiglione del Nepal, che trasmetteva le atmosfere di quella splendida e sfortunata terra. Splendido il padiglione italiano, anche qui sia dal punto di vista architettonico, sia per le soluzioni espositive estremamente efficaci, tra la quali certamente da segnalare la sala a specchi sulle pareti della quale venivano proiettate immagini del nostro patrimonio artistico, con un effetto straordinario. Qui l’unico rammarico è davvero pensare che un’opera di simile prestigio verrà smantellata tra pochi mesi.
padiglione-nepal.jpgIl tema della manifestazione, ovvero quello dell’alimentazione, è trattato soprattutto in termini di processi e innovazione nell’ambito dell’agricoltura e dell’ambiente. Non aspettatevi invece una sorta di grande sagra: solo in pochi padiglioni c’era la possibilità di assaggiare specialità gastronomiche locali. I ristoranti ospitati nei padiglioni nazionali erano spesso molto cari e sembravano avere quindi più uno scopo commerciale che promozionale. Questo non vuol dire non si potesse mangiare a prezzi accessibili. Noi abbiamo cenato al padiglione israeliano mangiando falafel e bourekas e spendendo una trentina di euro in due. Un’alternativa a prezzo contenuto era anche quella offerta dai ristoranti di Eataly che offrivano piatti intorno ai 10 Euro, anche se la qualità offerta non sempre era all’altezza del marchio di Farinetti.
Tornando a temi organizzativi è certamente discutibile anche la decisione di far pagare a prezzo salato i parcheggi dedicati ai visitatori. Capisco il voler dissuadere dall’uso dell’auto, ma 12,50 Euro per un parcheggio quando i vicini Molino d’Orino o Lampugnano (di cui abbiamo infatti fruito) costano 2,50 Euro al giorno, sembra davvero una tariffa fuori da ogni logica.
La conclusione che devo trarre è, ahimé, poco originale per una manifestazione che si svolge in Italia. Ovvero, sin quando si tratta di proporre soluzioni estetiche apprezzabili e innovative, sin quando si tratta di coinvolgere i visitatori con la gastronomia e l’enologia, noi riusciamo a centrare l’obiettivo ed a farci apprezzare. Quando invece si tratta di mettere in piedi un’organizzazione in grado di funzionare ci dimostriamo quasi sempre inadeguati al compito. Peccato.

17 Luglio 2015

5 commenti a 'Il mio complicato EXPO'

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  1. Liam Jenkins afferma:

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  2. homepage afferma:

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    round the vagina.

  3. Thanks for sharing your thoughts on شركة. Regards

  4. Je tiens d’abord à m’excuser pour ma méprise !

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