Lezioni di democrazia

nicolas_sarkozy_-_meeting_in_toulouse_for_the_2007.JPGNell’ultimo finesettimana di Marzo si sono svolti in Francia i ballottaggi delle elezioni amministrative. I 100 dipartimenti transalpini dove si è votato hanno sancito la vittoria dell’UMP guidato da Nicolas Sarkozy, ritornato alla vita politica dopo la sua mancata riconferma come Presidente della Repubblica. E’ una circostanza abbastanza nuova per la vita politica francese, tutti i precedenti Presidenti della Quinta Repubblica avevano abbandonato la vita politica esaurito il proprio mandato. Solo Valerie Giscard d’Estaing era poi ritornato alla politica, ma ben 6 anni dopo aver lasciato l’Eliseo. In più Sarkozy ha molti conti in sospeso con la giustizia, alcuni dei quali sono riemersi anche in questi giorni. In definitiva non si può certo dire che fosse un trionfo previsto, in una tornata elettorale che doveva essere invece la consacrazione dell’ascesa del Fronte Nationale di Marine Le Pen.
In Francia si vota, a tutti i livelli, con elezione a doppio turno. Nel caso delle elezioni dipartimentali ogni dipartimento elegge un consigliere per ogni Cantone, con formula uninominale. Risulta eletto chi ottenga al primo turno la maggioranza assoluta (purché corrisponda almeno al 25% degli aventi diritto) oppure chi ottenga la maggioranza relativa al secondo turno. Il secondo turno si svolge tra i due candidati più votati al primo turno più ogni altro candidato che abbia ottenuto almeno un numero di voti pari al 12.5% dei aventi diritto.
Il primo turno di queste elezioni cantonali aveva visto una affermazione rilevante per il raggruppamento di centro-destra, l’UMP, capeggiato appunto da Nicolas Sarkozy, ma aveva anche consolidato la forza del Fronte Nationale di Marine Le Pen, movimento di estrema destra, antieuropeista e xenofobo, mentre il Partito Socialista si era molto indebolito. E’ consuetudine, tra primo e secondo turno, che i vari partiti stringano accordi che noi definiremmo di “desistenza”, preludio di possibili collaborazioni di governo nei diversi dipartimenti. In Italia i partiti di centro-destra non esitano certo a corteggiare movimenti di estrema destra come la Lega che condivide pressoché in toto la piattaforma programmatica del Front Nationale, e nella nostra ci saremmo potuti quindi aspettare un’analoga condotta da parte dell’UMP. Sorprendentemente però, almeno per il nostro modo di vedere la politica, in Francia si è verificato qualcosa di molto diverso. Non solo infatti l’UMP non ha stretto nessun genere di accordo elettorale con il Front Nationale, ma addirittura il Partito Socialista ha chiesto ai candidati che avevano poche possibilità di vincere il ballottaggio di ritirarsi per far convergere i propri voti sul candidato che si opponeva al Front Nationale. In questo modo il partito di Madame Le Pen, con il 22% dei voti, si è ritrovato con meno del 2% dei seggi e senza rappresentanza nella maggior parte dei dipartimenti.
antilepen.jpgC’è una grossa lezione che personalmente ricavo da questa vicenda, che cioè ci sono valori di fondo: la coesione sociale, i valori di civile convivenza e tolleranza, la prospettiva di unificazione politica dell’Europa, che sono quelli fondanti delle democrazie europee. Sono valori che stanno al di là e al di sopra della divisione tra progressisti e conservatori, liberisti ed egualitari, individualisti o solidali, amanti del mercato o della giustizia sociale. L’unione sui primi valori deve sempre venire prima della divisione sui secondi, pena il mettere a rischio i valori fondanti la nostra democrazia e quindi la democrazia stessa. Fintanto che minacce come quelle del Fronte Nationale, o della Lega in Italia, verranno respinte dalla società civile nel suo complesso, al di là della propria collocazione a sinistra o a destra, la nostra democrazia sarà al sicuro.
Come si vede, tra l’altro, l’elezione a doppio turno, se utilizzata responsabilmente, è una garanzia di tutela per quella parte della società che crede nei valori democratica. Quelli che a casa nostra la respingono questo modello forse farebbero bene a ripensarci.

9 Aprile 2015

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