L’inutilità dell’”omicidio stradale”

Dopo lunga discussione e l’avallo di personaggi rilevanti della nostra politica, l’omicidio stradale è recentemente approdato in Parlamento con un disegno di legge. In sostanza si tratta di un provvedimento che crea una nuova tipologia di omicidio, più specifica del generico omicidio colposo, che si riferisce al caso in cui si causa la morte di qualcuno guidando ad alta velocità (pene tra i sei e i nove anni) o in stato di ebrezza (pene tra gli otto e i dodici anni). La cosa è accolta da molti come un grande risultato ma lo è? E’ necessario o almeno utile questo provvedimento?
limiti-velocita.jpgPer prima cosa è utile specificare che in Italia gli incidenti in generale e soprattutto quelli mortali sono diminuiti costantemente negli ultimi vent’anni, le vittime di incidenti stradale si sono quasi dimezzate dal 2001 a oggi. Questo ovviamente non vuol dire che non si possano ridurre anche più velocemente, ma significa che la percezione diffusa della presenza di un’”emergenza” è più legata all’imperversare di notizie su incidenti mortali proposte dai principali canali mediatici ed alla reazione emotiva che ciò determina nella pubblica opinione, che ad un reale peggioramento della situazione. E spesso l’emotività non è il modo migliore per affrontare un problema.
Siccome però siamo tutti d’accordo che sarebbe splendido se non ci fosse nemmeno una vittima delle strade, provo a chiedermi se la nuova norma possa davvero essere efficace. Non si può certo dire nemmeno che chi oggi causi un incidente stradale, con colpa, non sia perseguibile. Esiste, come accennato sopra, il reato di omicidio colposo (pene da sei mesi a cinque anni), aggravato nel caso in cui l’incidente sia causato dalla violazione del codice della strada (da due a sette anni) o se il conducente sia in stato di ebrezza o alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope (da tre a dieci anni). Già ho delle difficoltà a capire perché oggi chi investa mortalmente qualcuno viaggiando a 60 all’ora dove il limite è di 50 all’ora commetta una colpa più grave di chi uccide qualcuno sparando dal balcone di casa propria con un fucile per festeggiare il Capodanno; il fatto che domani questa differenza si allarghi ulteriormente, nel caso della guida in stato di ebbrezza, mi pare davvero inspiegabile. Capisco che gli incidenti d’auto siano un’emergenza sociale più sentita dei botti di Capodanno, ma non credo che imporre pene draconiane, sproporzionate al resto dell’impianto penale, sia un buon modo per risolvere i problemi.
guida-pericolosa.jpgApprofondiamo un momento il tema della guida in stato di ebbrezza, tema già affrontato su questo blog. Spesso leggiamo dati allarmanti, quali quelli per i quali il venti, il trenta, anche il quaranta percento degli incidenti d’auto sarebbe causata dalla guida in stato di ebbrezza. Sono dati sui quali non ho mai trovato dettagli tali da capire come sono stati raccolti e in effetti è molto difficile pensare di potere raccogliere dei dati affidabili in merito. In primis, perché lo stato di ebbrezza non è facile da rilevare, ci vogliono attrezzature che non tutte le pattuglie di Pubblica Sicurezza hanno, quindi non in tutti i casi di incidenti si rileva effettivamente lo stato; poi perché non in tutti i casi di incidente viene rilevato il tasso alcolemico delle persone coinvolte. C’è poi un problema di fondo: è difficile, dato un incidente e stabilito che chi lo ha causato aveva un tasso alcolemico superiore al massimo consentito, stabilire se la causa sia effettivamente questa o magari cause legate alla guida, una manovra azzardata, l’eccesso di velocità, una guida disattenta, distratta magari dall’immancabile telefonino: comportamenti che magari l’autore è solito attuare anche quando non ha bevuto alcunché di alcolico. L’automobilista che si abitua, da sobrio, a violare il codice della strada, probabilmente lo violerà in modo ancora più azzardato dopo aver bevuto, ma se fosse più educato al rispetto del codice della strada rischierebbe ben poco sia da sobrio, che da ebbro. Guidare in stato di ebbrezza riduce certamente i riflessi e la percezione di pericolo, ma il rispetto del codice della strada ridurrebbe in ogni caso rischi e entità del danno, in caso di incidente (al riguardo segnalo questa analisi dell’ISTAT). Nella legge sull’omicidio stradale questa contraddizione è addirittura evidente; si considera meno grave la posizione di chi viaggia al doppio del limite di velocità consentito (ad esempio a 260 all’ora in autostrada, o a 100 all’ora nella stradina di un centro storico) rispetto a chi si è messo al volante dopo aver bevuto un paio di bicchieri di vino. Anche il panorama della legislazione europea avvalora la tesi che l’esasperazione delle sanzioni contro lo stato di ebbrezza non sembra essere efficace nel ridurre gli incidenti d’auto. Il fatto che Polonia, Cechia, Estonia, Romania siano tra i paesi più severi rispetto al consumo di alcolici non impedisce loro di essere anche tra i paesi con il maggior numero di vittime della strada.
autovelox.jpgMa allora che fare? La risposta non è poi così difficile. Vari studi realizzati sul tema in
AustraliaInghilterra e Spagna hanno rivelato l’efficacia dei rivelatori di velocità nel ridurre il numero degli incidenti. E allora mettiamo autovelox in tutti i tratti di scorrimento pericolosi (con limiti di velocità ragionevoli però, non cinquanta all’ora in viali a tre corsie, non 90 all’ora in superstrade con doppia carreggiata e doppie corsie), mettiamo telecamere ai semafori (eliminando però i semafori inutili) e aumentiamo le sanzioni (quelle sì irrisorie) per infrazioni quali ad esempio il sorpasso in curva. Ci saranno di certo coloro i quali si infurieranno con lo Stato che “fa cassa”, ma forse è a loro che dovrebbero rivolgersi quelli che fanno le crociate contro le vittime della strada, più che contro i magistrati che non condannano poi gli interessati all’ergastolo la volta che ci scappa il morto. Se cominciassimo ad educare i cittadini al rispetto del codice della strada e a non attuare comportamenti pericolosi, se sanzionassimo in modo più implacabile chi sbaglia, senza preoccuparci troppo di perdere voti, ci troveremmo molto più raramente poi a dover invocare pene esemplari quando purtroppo certi comportamenti causano danni o lutti. Certo, è molto più facile e meno impegnativo rincorrere l’emotività del pubblico, ma è nella migliore delle ipotesi inutile, nella peggiore dannoso, come appunto si appresta ad essere l’”omicidio stradale”.

31 Marzo 2015

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