La scuola così così

buona-scuola.jpgIl sottoscritto ha 47 anni e una laurea in Ingegneria Elettronica. Se domani mi trovassi a dover trovar lavoro e l’unico modo di riuscirci fosse di vincere un concorso, principalmente incentrato su domande tecniche, ho come l’impressione che farei molta fatica a competere con chi è appena uscito dall’università, fresco di studi e di competenze teoriche. Questo non significa necessariamente che costoro siano più bravi di me a fare un qualsivoglia lavoro e questo è il motivo per cui in genere le aziende, il cui obiettivo è cercare la persona migliore per il lavoro di cui hanno bisogno, non si sognano neppure di assumere qualcuno sulla sola base dell’esito di un test. Solitamente un’azienda colloquia il candidato, ne analizza le esperienze lavorative pregresse e cerca di capire come la persona possa metterle a frutto nel ruolo oggetto della ricerca.
Per questo semplice ragionamento trovo del tutto iniquo il regime proposto dalla “Buona Scuola” di Renzi, iniquo verso quelle migliaia di insegnanti che un concorso non sono mai riusciti a passarlo, ma in compenso hanno lavorato per anni da precari nella scuola e, almeno qualcuno di loro, magari sa fare più che bene il suo mestiere. Peccato che apparentemente quel mestiere non lo potranno fare più, perché da un lato il sistema delle supplenze sparirà e dell’altro lo scoglio per potersi candidare (solo candidare, senza nessuna garanzia) ad un posto di lavoro sarà il concorso, nel quale la loro esperienza di lunghi anni non conterà più nulla, o molto poco, e prevalenti saranno le competenze teoriche. Questo anche facendo finta di pensare che i concorsi del futuro non siano più una slot machine come quelli del passato, ma mettano realmente alla prova le competenze, teoriche e pratiche, dei candidati.
Nella “Buona Scuola” di Renzi c’è poi un’altra grossa novità. Il ruolo del preside è stato allargato per renderlo una sorta di manager della scuola, con potere di nomina e di revoca degli insegnanti, oltre che allocazione di eventuali incentivi agli insegnanti considerati migliori. Ho un’opinione sufficientemente negativa del sistema della nomina tramite concorso da non poter manifestare alcuna nostalgia per questo meccanismo, in più esistono diversi paesi del Nord Europa in cui la nomina degli insegnanti avviene per cooptazione ad opera della scuola stessa e non mi risulta che siano paesi in cui la scuola sia peggiore della nostra. C’è però il solito problema di dare poteri a chi prima non ne aveva: il controllo. Giovenale diceva “Quis custodiet custodes/Chi controllerà il controllore?“: ovvero chi, nel caso nostro, assicurerà che i presidi svolgano il loro compito in modo soddisfacente? La scuola di ieri prevedeva controlli molto limitati sui presidi che però avevano anche una sfera di potere limitata. Oggi che dai presidi dipende la nomina degli buona-scuola1.jpginsegnanti e il loro salario, chi impedirà ad essi di erogare assunzioni, favori e privilegi a amici e conoscenti come piovesse? Stiamo parlando di persone il cui unico merito riconosciuto fino ad oggi è aver passato, ammesso che lo abbiano fatto per propri meriti, un apposito concorso. Un simile cambiamento non può prescindere dal mettere in atto meccanismi di controllo estremamente rigorosi sull’operato di tali dirigenti e non può funzionare senza questo genere di intervento.
Infine, un grande assente. Nella lunga presentazione della riforma messa in scena da Renzi e Giannini, nemmeno una parola è stata spesa per il personale amministrativo della scuola. Capisco che nell’immaginario di molti la scuola siano gli insegnanti e gli studenti e il resto del personale scolastico sia un di più, ma forse sarebbe stato meglio dare almeno qualche rassicurazione alle migliaia di persone che fanno parte di questa categoria e che già di certezze sul proprio futuro ne hanno ben poche.
In sostanza, perché una riforma della scuola si possa definire “buona”,  deve essere pensata per far funzionare la scuola ed in questa, almeno all’apparenza, ci sono, da questo punto di vista, ampie aree di miglioramento.

21 Marzo 2015

Un solo commento. a 'La scuola così così'

Iscriviti con RSS or TrackBack ai commenti a 'La scuola così così'.

:: Trackbacks/Pingbacks ::

  1. Pingback di Lettera al Presidente del Consiglio da un genitore : Il colore del grano - on Settembre 11th, 2016 at 17:09

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs