Il rischio di essere Mina

hungry-hearts.jpgHungry Hearts è sicuramente un film impegnativo. Sicuramente lo è se siete Papà e sentite quel peculiare senso di responsabilità subalterna che è caratteristica dei genitori di sesso maschile, lacerata tra il proprio essere genitore e la consapevolezza di non dover invadere gli spazi materni. Però non è tutto qui. E’ un film che tocca corde profonde, spesso scoperte in chi ha figli, che non sono solo le corde che fa risuonare Jude, padre che si sforza a lungo di trovare una mediazione tra il rispetto del ruolo della sua compagna e la presa d’atto della sua crescente paranoia, ma sono anche quelle che suscita Mina, madre travolta dalla psicosi nella sua missione di purificazione del figlio. Se le prime vibrazioni sono quelle più immediate, più scontate in chi si trovi di fronte al film, non sono da sottovalutare o dimenticare le seconde. E’ reazione quasi spontanea da parte di un genitore chiedersi cosa farebbe al posto del malcapitato compagno, ma non è superfluo chiedersi quanto di Mina c’è in ogni genitore, madre e padre che sia. Ovvero quante delle aspettative che noi proiettiamo sui nostri figli fanno parte dei doveri di un genitore di crescere in salute e in armonia il proprio figlio e quanti invece sono il riflesso di nostre convinzioni, credenze, personali strutture valoriali, che sovrapponiamo all’oggettivo bene di nostro figlio, magari senza giungere alla follia di cancellarlo, come nel film, ma qualche volta limitandolo più di quanto sia lecito fare. Che poi siano valori religiosi, materialisti, o, come nel film, post-materialisti, poco importa e poco cambia. Ciò che importa è che ci dimentichiamo delle nostre responsabilità di genitori per inseguire nostri traguardi personali che sono parte magari importante della costruzione della nostra identità, ma che non hanno nulla a che fare con quella dei nostri figli.
Quello che mi porto a casa del film è proprio questo, la rinnovata attenzione a separare quello che è bene per mia figlia, da quello che è solo funzionale a veder affermato e confermato il mio modo di vedere il mondo, i miei valori. Sono valori a cui forse un giorno mia figlia aderirà o che invece aborrirà, ma fino ad allora di quei valori ha pienamente il diritto di infischiarsene allegramente.

5 Febbraio 2015

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