I figli e le scelte televisive

800px-il_bambino_con_il_pigiama_a_righe.jpgSolo di rado mia moglie ed io riusciamo a riimpossessarci del televisore e a proporre alla platea di casa un film che non sia per bambini. Qualche sera fa è successo e la scelta, non senza qualche dubbio, è caduta su “Il bambino dal pigiama a righe”. E’ stato un insperato successo, nostra figlia si è accomodata a fianco a noi e si è sorbita tutto il film senza nemmeno un: “Ma se mettessimo Mary Poppins?”. Chi non conosca e non voglia conoscere il finale del film non legga oltre. Sappiate però che nel finale Bruno, figlio di un ufficiale nazista, finisce per errore nelle camere a gas del campo di concentramento e il film, fino a quel momento tutto sommato adatto anche ad un pubblico più giovane, acquisisce improvvisamente una forte drammaticità. Io e mia moglie ci siamo un po’ sentiti come il Benigni de “La Vita è Bella” nel cercare di edulcorare la crudezza di quelle scene.
In fondo questa è la vita del genitore, con una mano mostrare ai propri figli il mondo e con l’altra mascherarglielo, aprire uno spiraglio su quanto l’esistenza può essere drammatica, ma senza creare loro ansie e paure, prepararli alla vita e proteggerli allo stesso tempo. Non credo ci sia un modo giusto di farlo, credo dipenda dalle circostanze in cui lo si fa, da come i figli lo recepiscono, da quanto le esperienze che fanno al di fuori della famiglia proporranno loro dei dubbi o apriranno loro delle visuali. Spesso mia figlia si spaventa di fronte a scene di film a cartoni animati apparentemente innocue.
Dalla mia esperienza di genitore traggo l’impressione che la paura e l’ansia siano soprattutto il risultato della nostra assenza fisica o della nostra incapacità di dare risposte ai dubbi. Sono le domande che rimangono senza una risposta che assillano nostra figlia, sono le situazioni difficili che si trova a dover affrontare da sola che le lasciano poi delle paure latenti. Per questo trovo possa essere meno pericoloso per lei un film sulla Shoah, visto tutti insieme seduti sul divano, che Biancaneve visto da sola mentre Mamma e Papà sono intenti ad altre occupazioni. Non è facile perché nella vita da genitore il tempo è una risorsa costantemente scarsa, ma stare accanto a loro in certi momenti è certamente utile, per non dire necessario.

31 Gennaio 2015

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