Il fact checking sulla sudditanza psicologica

juve-roma-espulsionegarcia.jpgDurante il Campionato di calcio in corso si sono riproposte, in particolare dopo l’incontro Juventus-Roma giocato a Ottobre, le consuete polemiche sugli arbitri e sul loro rapporto con la Juventus, polemiche già più volte sentite nella scorsa stagione. Ho provato a fare un po’ di fact checking sulle più frequenti asserzioni che si sentono fare da parte di coloro i quali sostengono che gli arbitri risentano di una cosiddetta “sudditanza psicologica” verso la Juventus.
Per prima cosa ho provato a condurre un’analisi complessiva degli errori arbitrali nel campionato scorso, che per molti tifosi romanisti è stato caratterizzato da molti “aiuti” arbitrali a favore della Juventus e contro la Roma. Ovviamente qualunque valutazione sugli errori degli arbitri è assolutamente soggettiva e nelle moviole domenicali sentiamo i pareri più diversi sul medesimo episodio. Mi sono basato quindi per l’analisi su quelle che sono state le valutazioni pubblicate ad ogni giornata di Campionato dalla Gazzetta dello Sport. Mi si contesterà magari la scelta della “rosea” come fonte imparziale e in effetti imparziale non è, come d’altronde nessun’altra fonte. Tuttavia, nel panorama dell’informazione sportiva italiana, è certamente la fonte più equidistante da Juventus e Roma, sia perché ha sede a Milano, sia perché è, da una parte partner commerciale della Roma, dall’altra proprietà del gruppo RCS, al cui azionariato partecipano molti dei maggiori gruppi imprenditoriali italiani, tra cui FIAT, Pirelli e Della Valle. Ho sfruttato il lavoro di raccolta fatto dal blog “moviola bilanciata” (insieme all’archivio online della gazzetta stessa) e ho quindi raccolto tutte le valutazioni in un foglio elettronico nel quale ho classificato gli errori in base alla loro entità (ovvero se il giornalista li considera un vero errore o solo un caso dubbio), alla tipologia (rigore, espulsione, gol annullato, ecc.) e a quanto pesano sull’esito della partita. Dopodiché ho estrapolato un po’ di dati.
Iniziamo dal computo complessivo. La classifica degli errori a favore è dominata dal Milan (31 errori), seguito dal Catania (24). La Juventus è terza con 21 errori ma è seguita a ruota da Napoli (20) e Roma (19). La parte più sorprendente però è la classifica degli errori contro, dove contro ogni riscontro della narrazione mediatica, la Juventus è nettamente la prima (28 errori contro), seguita da Torino e Milan (24 errori). La Roma, anche qui in contrasto con la sua rappresentazione più comune, è molto lontana (17 errori contro) e il Napoli ancora più giù (13 errori contro). E’ da notare che nella differenza tra errori a favore e contro solo Torino e Sassuolo hanno un bilancio più sfavorevole della Juventus. roma-chievo-curva-sud111.jpg
Andiamo ora a puntare l’attenzione sui calci di rigore, solitamente uno dei punti di più frequente contestazione all’operato di un arbitro. Teniamo conto, prima di cominciare, che la moviola scruta il campo con molta più attenzione di quanto non possano fare i direttori di gara. Non sorprenderà quindi che i rigori erroneamente non concessi siano molti di più di quelli erroneamente concessi (99 i primi, 17 i secondi). Anche qui il risultato dell’analisi è decisamente interessante. I rigori erroneamente non concessi alla Juventus sono stati infatti ben 16, dei quali ben 10 avrebbero, se trasformati, cambiato l’attribuzione dei punti (che vuol dire che, al momento dell’episodio, ci si trovava in parità o con i bianconeri sotto di un gol). Mentre solo 7 sono stati quelli non concessi contro (solo 5 quelli che avrebbe cambiato l’attribuzione dei punti). Per quanto riguarda la Roma sono stati invece 11 i rigori erroneamente non concessi (8 avrebbero cambiato l’attribuzione dei punti) e 5 quelli non concessi contro (avrebbero tutti cambiato l’attribuzione dei punti). Da notare anche che in tutto il campionato solo un rigore è stato concesso erroneamente alla Juventus (in Juve-Genoa) mentre la Roma ne ha avuti 3. E’ interessante anche notare il rapporto tra rigori concessi e non concessi perché, se fosse statisticamente significativo, potrebbe indicare la propensione degli arbitri a concedere nel dubbio rigori contro o a favore. Mentre il rapporto tra rigori erroneamente non concessi e erroneamente concessi contro la Juventus è vicino alla media (7 contro 1), quello tra rigori erroneamente non concessi e erroneamente concessi a favore è decisamente fuori media (16 contro 1) indicando apparentemente addirittura una ritrosia degli arbitri a concedere rigori a favore della Juventus. E’ un dato interessante anche perché lo ritroveremo in forma analoga più avanti.
Abbandoniamo ora i calci di rigore e andiamo ad analizzare le espulsioni. Intanto il numero di espulsioni non concesse contro la Juventus è uguale a quelle non concesse a favore (7 in tutto), mentre nel caso della Roma le mancate espulsioni contro superano quelle a favore (5 a 4). Per di più le mancate espulsioni di giocatori della Juventus sono comunque in 5 casi su 7 solo dei dubbi, le mancate espulsioni di giocatori avversari sono invece dubbie solo in 2 casi su 7. L’unico dato che non è sfavorevole ai bianconeri è quello dei gol irregolari (5 a favore, 2 contro) che curiosamente è anche però il dato che più di ogni altro è direttamente rapportabile al numero di reti complessive. Considerando infatti che la Juventus ha segnato 80 reti e ne ha subite 23, il dato sopracitato equivale a dire che 1 rete su 16 segnata dalla Juventus era irregolare, mentre lo era 1 rete su 11 segnata dai suoi avversari. Anche qui i numeri sembrano dirci addirittura che gli arbitri siano più propensi ad annullare gol segnati dalla Juventus che dai suoi avversari. Ovviamente, come già sottolineato all’inizio, c’è una componente di soggettività in questo computo, in quanto ereditato dalla Gazzetta dello Sport ma, come vedremo anche il freddo computo numerico non dà maggiori rassicurazioni ai Feddayn della sudditanza psicologica.
Allarghiamo infatti ora il tiro ai Campionati che vanno dal 2006, anno dell’inchiesta di Calciopoli, a quello scorso, analizzando le statistiche circa la concessione dei calci di rigore. Anche qui i risultati sono sorprendenti, come già diffuso da alcuni siti web. Confrontando infatti i rigori concessi a favore della Juventus negli 8 Campionati (compreso quello di Serie B del 2006-07) con i rigori concessi a favore, nello stesso periodo, delle 8 squadre che nell’arco temporale citato hanno sempre militato in serie A scopriamo che solo il Catania ha avuto meno rigori a favore (41) dei bianconeri (44). La formazione bianconera non solo ha avuto molti meno rigori di formazioni di spicco come Inter, Roma e soprattutto Milan, ma addirittura meno del Cagliari, formazione che solitamente non compete per le prime posizioni.

Rigori a favore

Squadra Rigori a favore
Milan 72
Roma 65
Fiorentina 54
Cagliari 53
Udinese 53
Inter 51
Lazio 51
Juventus 44
Catania 43

Rigori contro

Squadra Rigori contro
Juventus 29
Milan 32
Catania 42
Fiorentina 42
Roma 42
Cagliari 44
Inter 46
Lazio 47
Udinese 65

Meglio va nel caso di rigori contro alla Juve che comanda la classifica con 29, appena davanti al Milan (32) e parecchio davanti alla Roma (42). Tale e tanta però è la penalizzazione legata ai pochi rigori a favore che la Juve nella differenza tra rigori e favore e contro è solo terza, dietro a Milan e Roma. Il dato è già sorprendente anche facendo finta di dimenticarsi che la Juventus negli stessi anni è la squadra che ha realizzato più gol e subiti di meno. Se è intuibile, in astratto, che una squadra che segni più gol di un’altra ha anche più probabilità di avere più rigori a favore, nella realtà non c’è nulla che ci dimostri che c’è un rapporto lineare tra questi dati. Se però proviamo a vedere qual è il rapporto tra gol segnati e rigori avuti per le squadre che negli 8 anni citati hanno partecipato almeno 7 volte alla Serie A scopriamo alcune altre cose interessanti.

Rapporto tra rigori a favore e gol segnati

Squadra Rigori a favore/Gol segnati
Cagliari 0,1568047337
Milan 0,1395348837
Genoa 0,1389728097
Napoli 0,1339712919
Chievo 0,1299212598
Parma 0,1292307692
Catania 0,1253731343
Lazio 0,1253071253
Sampdoria 0,1242236025
Fiorentina 0,1224489796
Udinese 0,1221198157
Roma 0,1203703704
Atalanta 0,1054313099
Palermo 0,101369863
Inter 0,094795539
Juventus 0,0868644068

Rapporto tra rigori contro e gol subiti

Squadra Rigori Concessi contro/Gol complessivi subiti
Udinese 0,1637279597
Inter 0,144200627
Atalanta 0,1412742382
Parma 0,1385041551
Palermo 0,1354166667
Chievo 0,1303030303
Lazio 0,1291208791
Fiorentina 0,1272727273
Genoa 0,127027027
Juventus 0,118852459
Sampdoria 0,11747851
Roma 0,1166666667
Napoli 0,1096345515
Milan 0,1092150171
Cagliari 0,1060240964
Catania 0,0988235294

Sia il rapporto tra gol segnati e rigori a favore, che tra gol subiti e rigori contro si attesta per la maggior parte delle compagini tra lo 0,10 e lo 0,15, con pochissime eccezioni. Questa distribuzione, nella quale tra l’altro le squadre più titolate sono mescolate alle società più modeste, sembra avvalorare la tesi per la quale ci dovrebbe essere una diretta proporzionalità tra gol e rigori. Una delle poche deviazioni rispetto alla distribuzione sopra menzionata è proprio la Juventus, non in positivo ma in negativo; per quanto riguarda infatti i rigori a favore la squadra torinese è nettamente ultima, ovvero quella alla quale gli arbitri concedono rigore con maggiore difficoltà, per quanto riguarda invece i rigori contro i bianconeri si collocano a metà classifica. Anche qui il mito dei rigori facili alla Juve pare crollare. Curioso semmai che la Juventus risulti molto più penalizzata nell’ambito dei rigori a favore.
Se poi limitiamo l’analisi ai rigori nei soli scontri diretti con la Roma, da sempre rappresentata come la prima vittima delle angherie arbitrali, la sudditanza psicologica incontra una vera Caporetto. Se guardiamo infatti gli ultimi venti incontri di Campionato tra Juventus e Roma scopriamo che il numero di rigori concesso alle due squadre è lo stesso (7 a testa), a dispetto del fatto che negli stessi venti incontri la Juventus abbia realizzato 41 gol contro i 19 della Roma. Non va diversamente per quanto riguarda i derby di Torino, su cui spesso i tifosi granata hanno avuto di che lamentarsi. Negli ultimi venti derby di Campionato infatti i rigori concessi alla Juve sono stati 5 contro i 4 concessi al Toro, a dispetto di una disparità abissale per quanto riguarda le realizzazioni (37 contro 15). Se confrontiamo la media rigori/gol per Roma (0,36) e Toro (0,26) negli scontri diretti con la Juventus, con i dati sopracitati in tabella, ne concludiamo che in effetti se c’è anomalia in termini di rigori concessi in queste occasioni contro la formazione bianconera è un’anomalia per eccesso, non certo per difetto. chiellini-gomitata-a-pjanic.jpeg
Un altro tema spesso tirato in ballo nella scorsa stagione per argomentare i presunti favori alla Juventus è stata la fallosità di Giorgio Chiellini. Chiellini è un difensore della Juventus, del quale alcuni avversari lamentano l’eccessivo uso dei gomiti e per questo spesso chiedono sanzioni disciplinari nei suoi confronti, anche prima del caso della gomitata a Pjanic che gli costò una squalifica per prova tv, dopo il Roma-Juventus dello scorso Campionato. In realtà, sempre secondo la Gazzetta dello Sport, l’unico episodio meritevole di espulsione nel Campionato 2013-14 per quanto riguarda Chiellini è appunto quello di Roma. C’è però chi fa notare che, al di là della scorsa stagione, nella sua carriera alla Juventus Chiellini è stato espulso in Campionato solo due volte, troppo poco secondo i suoi detrattori. I fedeli della teoria della sudditanza psicologica ricordano come invece in campo internazionale è stato espulso 2 volte ma su solo 54 incontri, quindi con una media decisamente più elevata. In effetti Chiellini nelle 272 partite di Campionato disputate con la Juventus è stato espulso solo due volte (questi e  i successivi dati sulle espulsioni sono stati raccolti su www.footballdatabase.eu) e in nessuno dei due casi per una gomitata (una volta fu per un diverbio con il parmense Morfeo, un’altra fu per un fallo da tergo sul giocatore della Triestina Kalambay). Nemmeno prima di approdare alla Juve però i gomiti costavano cari a Chiellini. Il giocatore, nei suoi 84 incontri di Campionato con Livorno e Fiorentina, era stato espulso solo una volta, per doppia ammonizione, la seconda delle quali dovuta ad un fallo di gioco. Giova ricordare poi che neanche nelle Coppe Europee è stato mai espulso per una gomitata, la prima espulsione la collezionò nella Champions League 2008-09 contro il Chelsea (doppia ammonizione, la seconda per un intervento in tackle scivolato su Drogba), la seconda nella Champions League 2013-14 contro il Real Madrid per un fallo da ultimo uomo (in realtà molto discutibile) su Ronaldo. Essendo il fallo in oggetto una sbracciata ed essendo che Ronaldo accentuò molto gli effetti del fallo c’è chi credette che quella espulsione fosse stata decretata dall’arbitro per una gomitata, ma il referto dell’arbitro Grafe tolse ogni dubbio in merito. Aggiungerei che Chiellini ha giocato in campo internazionale anche 74 incontri con la nazionale senza essere mai espulso. Si deve quindi concludere che anche in campo internazionale i gomiti di Chiellini siano considerati “tollerabili”.
Un altro giocatore sotto osservazione è Stephan Lichtsteiner, espulso per la prima volta da quando è alla Juventus nel recente derby della Mole. Fino ad allora, nonostante sia considerato un giocatore piuttosto emotivo, non era mai stato espulso nella sua carriera bianconera, sia in campo nazionale (105 presenze in Campionato e 8 tra Coppa Italia e Supercoppa) sia in campo europeo (19 presenze). Anche qui è fin troppo facile il confronto con le precedenti esperienze: prima di approdare alla Juve, alla Lazio aveva giocato 110 incontri tra Campionato e Coppa Italia senza essere mai espulso. Nelle altre 129 partite disputate con la maglia del Lille e del Grasshoppers è stato espulso una sola volta, così come una sola volta nella Nazionale svizzera su 71 incontri. La sua esperienza juventina pare quindi essere in linea con la sua media. Sull’altro fronte, quello romanista, spicca Daniele De Rossi, capace di collezionare 8 espulsioni in 349 gare di Serie A, per un totale di 9 su 404 gare in ambito nazionale (1 ogni 45 incontri). Sono in linea con la media di espulsioni collezionate in campo internazionale (coppe europee più nazionale) dallo stesso giocatore, 3 in 166 incontri (ovvero una ogni 55 gare). Non va diversamente a Totti, espulso 11 volte in 572 gare di Serie A, e 13 su 630 complessive in Italia (1 ogni 48 partite). Il popolare “Pupone” ha però raccolto anche tre cartellini rossi in 151 gare internazionali (1 ogni 50 partite). Anche qui la media è quindi quasi perfettamente allineata. Se congiura c’è quindi è su scala internazionale. Ancora peggio di loro però ha fatto un giocatore come Philippe Mexes, che ha collezionato nelle 7 stagioni alla Roma 182 partite di Campionato e ben 7 espulsioni (in media 1 espulsione ogni 26 incontri); a lui però è andata addirittura peggio in campo internazionale negli stessi 7 anni (4 espulsioni su 65 gare!) e passando al Milan la situazione non è migliorata (2 espulsioni su 67 gare, con una media di una espulsione ogni 32 esibizioni). Un giocatore come Taddei, dalle caratteristiche certamente non remissive, nella Roma ha giocato in Italia 252 incontri venendo espulso solo due volte. Simone Perrotta, altro giocatore piuttosto sanguigno ha disputato in Italia 299 gare con la Roma subendo solo 4 espulsioni, mentre in campo internazionale ha disputato 97 incontri e subito un’espulsione. Non sono molti i giocatori che hanno avuto significative esperienze sia nella Roma che nella Juventus e con i quali poter fare un confronto diretto. Tuttavia Alberto Aquilani, che ha disputato in campo nazionale 34 incontri con la maglia della Juventus e 120 con quelli della Roma, non è mai stato espulso in nessuna delle due compagini. Jonathan Zebina ha disputato in Serie A con la Roma in ambito nazionale 97 incontri venendo espulso 4 volte, ma anche con la Juventus in 104 incontri è riuscito a farsi espellere 2 volte. Emerson ha disputato con la Roma in campo nazionale 114 gare venendo espulso due volte. Con la Juventus ha giocato 71 incontri venendo espulso 1 volta. Marco Motta ha disputato nella Roma 32 incontri venendo espulso una volta, nella Juventus ne ha disputati 27 venendo espulso una volta anche qui. Tutto sembra quindi suggerirci che l’alto numero di espulsioni collezionate da De Rossi, Totti e Mexes sia legato alla condotta dei tre giocatori più che alla squadra in cui giocano.
Andiamo ai numeri totali e confrontiamo le espulsioni complessive di Juventus e Roma. Se contiamo di nuovo a partire dal 2006 scopriamo che è vero che la Juventus in Campionato ha subito meno espulsioni della Roma, 36 contro 54, ma si è anche avvantaggiata di meno espulsioni comminate ai suoi avversari, 50 contro 64. In definitiva il bilancio tra espulsioni a favore e contro è di +14 per la Juventus, +10 per la Roma. Non è irrealistico pensare che la differenza, pur lieve, sia legata al diverso rendimento medio delle due formazioni. Infatti il bilancio prima considerato, laddove si considerino i soli Campionati in cui si sono classificate prime o seconde in classifica, sale a +17 per la Juventus e addirittura +21 per la Roma, a testimonianza di un verosimile legame tra rendimento e correttezza disciplinare. Sembrerebbe semmai che negli incontri della Juventus ci siano complessivamente meno espulsioni che in quelle della Roma. Questo sembra più attribuibile però ad un diverso modo di giocare delle due squadre che ad un diverso atteggiamento dei direttori di gara teso a favorire la Juventus. Considerando che la Juventus è solitamente mediamente più forte tecnicamente degli avversari, se davvero ci fosse la volontà dei direttori di gara di favorire la Juventus sarebbe semmai ipotizzabile che utilizzassero, quando dirigono la Juve, un metro più severo, non il contrario.
Approfondiamo ora un altro tema. Al termine del già citato Juventus-Roma il capitano della Roma Totti ebbe infatti a dirsi stufo di “arrivare sempre secondo dietro alla Juve”. Già molti hanno fatto notare che in realtà da quando Totti gioca nella Roma i giallorossi sono arrivati solo due volte secondi dietro ai bianconeri (nella stagione 2001-02 e nella scorsa stagione), mentre una volta i ruoli si sono invertiti (stagione 2000-2001). 2001-05-06-juventus-roma-2-2-gol-2-1-di-nakata.jpgC’è però chi sottolinea che la Roma, nella sua storia, ha vinto solo tre volte il Campionato ed è arrivata invece ben 12 volte seconda, lasciando intendere che questo squilibrio indicherebbe una tendenza del “sistema” a danneggiare la Roma quando stia duellando con altra squadra (in particolare quando l’altra è la Juve). Vediamo se effettivamente ci sono delle anomalie nella distribuzione dei piazzamenti di Roma e Juventus che avvalorino questa “tesi”. Provo per prima cosa a definire il quadro, a partire da quello della Juventus. La formazione bianconera è arrivata, nel Campionato italiano, prima per 32 volte (contando anche i due scudetti revocati), seconda 21 volte, terza 12 volte. Se contiamo i soli campionati dall’introduzione (1930) del girone unico (lo faccio perché è più facile determinare la posizione in classifica) siamo a 30 primi posti, 18 secondi, 9 terzi posti, 7 quarti posti, mentre solo 19 volte la Juve è arrivata oltre il quarto posto. Il tutto mi porta a dire che la Juventus negli 83 Campionati dal 1930 ad oggi ha avuto un rendimento mediamente molto elevato rispetto a tutte le altre. Il che può essere spiegato, ovviamente, o in base ad un superiore valore medio del suo organico o ad altri fattori “esterni”. Non potendo indagare questi fattori “esterni” in questa sede mi sono limitato a cercare anomalie nella distribuzione dei piazzamenti che lascino intendere che quando la Juventus fatica a primeggiare il “sistema” cerchi di aiutarla. Dei trenta primi posti conquistati dalla Juventus da quando c’è il girone unico, sedici sono stati conquistati con almeno due vittorie di distacco dalla seconda (4 punti ai tempi dei 2 punti a vittoria, 6 punti da quando i punti per la vittoria sono 3). Dei 18 secondi posti raggiunti da quando c’è il girone unico, in 7 occasioni la Juve ha a sua volta subito un distacco pari ad almeno due vittorie. Considerando quindi i campionati rimanenti come quelli “combattuti” in tali campionati possiamo dire che la Juve ha vinto 14 volte e ha perso 11 volte, che è un rapporto meno favorevole di quello generale tra primi e secondi posti, il che intuitivamente è prevedibile perché si suppone che siano Campionati in cui il valore tra la Juventus e la sua rivale fossero vicini. Ma è anche altrettanto prevedibile che il risultato finale veda una prevalenza, sebbene risicata, di vittorie per la Juventus, visti i rapporti di forza medi visti sopra. In sostanza, è vero che la Juventus vince molto sovente, ma il problema è capire se vince sovente perché sovente è la più forte o perché viene aiutata quando la situazione è in bilico. La linearità e la coerenza dei dati sopra esposti sembra far propendere per la prima ipotesi.
Andiamo però allo specifico dei duelli con la Roma. La Roma ha vinto tre volte il campionato, 12 volte è arrivata seconda, 5 volte è arrivata terza e solo 2 volte è arrivata quarta (tutti piazzamenti successivi all’introduzione del girone unico). Quindi dal 1930 è giunta tra le prime tre 20 volte contro le 57 della Juventus e tra le prime quattro 22 volte contro le 66 della Juve. La Roma è giunta seconda dietro alla Juve 6 volte su un totale di 12 secondi posti. Visto che La Juve ha vinto il 36% dei Campionati dal 1930 a oggi, non è particolarmente strano che, quando la Roma è arrivata seconda, nel 50% dei casi prima sia stata la Juve. Si noti che la Roma è arrivata quattro volte seconda dietro all’Inter (il 33% delle volte) che ha vinto solo il 19% dei Campionati disputati dal 1930 ad oggi. Se è vero poi che la Roma è giunta sei volte seconda dietro alla Juve è vero anche che la Juve è giunta seconda dietro alla Roma due volte. Siamo a un rapporto uno a tre che curiosamente è anche quello che c’è tra le presenze delle due squadre tra le prime quattro. Ovvero, se la Juve dal 1930 è oggi è stata mediamente è un po’ più forte della Roma non è strano che anche laddove Juve e Roma si siano contesi il Campionato la Juventus abbia prevalso più spesso rispetto alla Roma. Se infine limitiamo il conto ai campionati “combattuti” (vedi criterio sopra adottato) possiamo dire che nei duelli “testa a testa” due volte ha vinto la Juve, una volta ha vinto la Roma. Anche qui francamente non mi riesce di intravvedere in tutto ciò qualcosa di “sospetto”.Al di là del confronto con la Juventus, è certamente in assoluto insolito che la Roma abbia ottenuto così tanti secondi posti, ma lo è sia rispetto ai primi posti che rispetto ai terzi e quarti posti. L’anomalia sembra quindi più l’abbondanza di secondi posti che la carenza di primi. Se confrontiamo l’andamento della Roma con quello della Lazio vediamo che i biancazzurri sono giunti 21 volte tra le prime quattro (contro i 22 della Roma) e hanno vinto però solo due campionati contro i tre della Roma, quindi hanno addirittura un rapporto più sfavorevole rispetto ai giallorossi. Ancor peggio va alla Fiorentina, 25 volte tra le prime quattro, e capace anch’essa di vincere solo due volte il Campionato. Anche in questo senso non sembra che l’aver vinto solo tre Campionati testimoni una qualche polarizzazione contraria alla Roma.
Siamo giunti alla fine di questa lunga trattazione, le cui conclusioni sembrano a questo punto fin troppo scontate. Da qualunque parte si osservi la questione, non c’è nulla, ma proprio nulla, che ci lasci pensare che nelle asserzioni di chi accusa gli arbitri di favorire la Juventus ci sia anche solo un fondo di verità. Anzi, come visto, c’è una leggera tendenza sfavorevole, soprattutto in alcuni ambiti come quello dei rigori a favore, particolarmente visibili dal punto di vista mediatico. Sarebbe interessante chiedersi il motivo di tale tendenza ma esulerebbe dagli scopi di questo articolo, il cui scopo è invece di segnalare che la simpatia degli arbitri verso la Juventus, come tanti altri dogmi che riempiono le nostre discussioni quotidiane, sopravvive a dispetto della totale assenza di elementi oggettivi che la testimonino e questo nonostante il calcio si presti maggiormente, rispetto ad altri ambiti del nostro quotidiano, a confutare, numeri alla mano, le false credenze. Il fatto che questi fenomeni accadano ancora nell’epoca del web 2.0, nella quale le informazioni per sfatare certi miti sono facilmente reperibili, merita certamente una riflessione.

29 Dicembre 2014

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