Il calcio brutto e becero

juve-roma-una-rissa.jpgQualche giorno fa sentivo un notiziario televisivo annunciare che questa volta lo scontro al vertice del Campionato di Calcio Juve-Roma sarebbe stata una sfida europea, perché il pareggio della Roma a Manchester e il “quasi-pareggio” della Juve a Madrid avevano ridato dignità e prestigio al nostro calcio dimostrando un sacco di belle cose. Direi che quanto successo Domenica sera allo Juventus Stadium, almeno ai miei occhi, pare quasi studiato da una regia occulta per sottrarre immediatamente al nostro calcio quella stessa dignità, da tutti i punti di vista possibili.marchisio-rigore.jpg
I segnali che non sarebbe stata una bella serata di calcio si vedevano allo Stadium già nel prepartita, quando durante il riscaldamento, il capitano della Roma Totti si beccava con il pubblico. Il giallorosso, forse infastidito da qualche apprezzamento poco cordiale, cominciava ad un certo punto a calciare palloni in tribuna verso il settore dei tifosi juventini. A torto o a ragione il pubblico interpretava questa come una provocazione e ne nascevano già le prime tensioni. Poi la partita iniziava in modo promettente, con le due squadre che giocavano a viso aperto e a gran ritmo. Si commettevano molti falli ma sembrava la classica aggressività da big match. Forse la situazione degenerava al decimo minuto, quando Tevez andava via in area di rigore e serviva in mezzo all’area Marchisio che stava per girare in porta, quando veniva agganciato da Holebas da dietro. Sembrava proprio rigore e sarebbe anche stata espulsione del greco, ma Rocchi faceva segno di proseguire. maicon-vicino.jpgLa partita continuava con continui rovesciamenti di fronte anche se era la Juve a tenere maggiormente il possesso del pallone e a rendersi pericolosa con maggiore continuità. Si arrivava finalmente al 27′ quando Pirlo andava a battere una punizione dal limite. Sulla battuta Maicon in barriera respingeva con il gomito alto. Rocchi fischiava: ci si sarebbe aspettati il rigore perché la strisciolina di spray che segnava la posizione della barriera era un metro e mezzo dentro all’area ma l’arbitro indicava invece la punizione. maicon-vicinissimo.jpg I giocatori della Juve facevano notare concitatamente all’arbitro la circostanza e in quel momento, pare, arrivava a Rocchi una parolina di uno dei suoi collaboratori che gli suggeriva che il fallo fosse avvenuto dentro all’area. Il fischietto cambiava la sua decisione e indicava il dischetto. Succedeva il finimondo. I giocatori della Roma circondavano l’arbitro, tutti si sbracciavano come se un errore clamoroso fosse stato commesso. Ci sarà poi chi dirà che Maicon aveva il braccio a protezione del viso (direi di no, vedi prima foto). Ci sarà poi chi dirà che Maicon con il braccio non aumentava la superficie del corpo (direi di no, vedi seconda foto). maicon-mani-con-sbarra.jpg Ci sarà chi dirà che il fallo è fuori area (direi di no, anche se di pochissimo, vedi terza foto a cui ho aggiunto una riga verticale che indica la proiezione del limite dell’area). Ci sarà chi sosterrà che comunque se il gomito è piegato non è mai rigore (direi di no, visto il rigore concesso alla Roma quattro anni fa proprio a Torino contro la Juve). Fatto sta che al bailamme partecipava anche Rudy Garcia con un gesto ironico verso il direttore di gara, di un’ironia che all’arbitro non piaceva e Garcia andava a ironizzare negli spogliatoi. Nel frattempo Tevez aveva insaccato il penalty .rigore-pepe.jpg
Si riprendeva in un clima di follìa collettiva, le entrate assassine si succedevano come in un incontro di Rollerball, le risse conseguenti non mancavano. Rocchi pareva visibilmente disorientato, sembrava aver dimenticato a casa i cartellini e, quando pochi minuti dopo Totti e Lichsteiner si strattonavano a vicenda in area bianconera, il fischietto provava a placare gli animi fischiando un rigore alla Roma piuttosto benigno, che Totti trasformava, in quello che sarà una delle sue poche buone giocate della serata. Il Pupone pensava bene poi di festeggiare, rivolgendo un po’ di epiteti e sberleffi vari alla curva Nord bianconera e Bonucci e Caceres non apprezzavano il gesto: ne nasceva l’ennesima rissa. Meno male che chi ha sostenuto nei giorni scorsi che Totti è il miglior giocatore italiano di sempre ha detto una stupidaggine sesquipedale. Sapete quanto sarebbe avvilente per il nostro calcio avere un simile personaggio come sua massima espressione…
Rocchi si sbagliava però: un rigore dubbio a testa non rilassava gli animi, anzi Holebas tritava subito dopo Tevez, scatenando un’altra caccia all’uomo. Siccome piove sempre sul bagnato, quando pochi minuti dopo ancora Tevez tirava a colpo quasi sicuro Yanga-Mbiwa si opponeva alla disperata toccando con il braccio. Qui l’interpretazione dell’arbitro, che propendeva per l’involontarietà, era ragionevole, ma in questo clima infuocato anche questo episodio faceva tremare lo Stadium. La Roma era tutta Gervinho ma non è poco, e infatti l’ivoriano seminava da solo tutta le difesa bianconera e serviva splendidamente a Iturbe il pallone del 2-1. Meno prestigiosa era la performance della punta romanista allorché, poco dopo, Caceres crollava a terra stirato mentre stava disimpegnando il pallone nella propria metà campo. Gervinho non sembrava preoccuparsene, si avventava sul pallone lasciato lì dall’uruguagio e partiva in contropiede, mangiandosi l’occasionissima del 3-1. In una buia serata come questa qualche traccia minimale di fairplay avrebbe forse stonato. Nel supplemento di recupero causato dall’infortunio di Caceres, Pogba volava giù in area su un’entrata sconsiderata di Pjanic. rigore-pjanic2.jpgL’impatto era di nuovo a cavallo della linea, di nuovo le immagini daranno forse ragione a Rocchi, ma di nuovo succedeva il finimondo. Tra l’altro, siccome il grande manovratore si diverte un sacco a complicare le cose, l’episodio cadeva proprio nella proroga del recupero che Rocchi aveva ordinato a causa dell’infortunio di Caceres. Così i giallorossi potevano pure lamentarsi del recupero concesso. E intanto Tevez faceva 2-2.
Poi il secondo tempo, e qui succedeva quello che non ti aspetti. Il ritmo diventava da biscotto di fine Campionato, la Juve attaccava ancora in prevalenza ma con poche accelerazioni e creando pochi pericoli. La Roma era sempre e solo Gervinho che infatti intorno al quarto d’ora regalava a Pjanic il gol della vittoria che il bosniaco, irriconoscibile stasera, buttava fuori malamente. Di lì alla fine era quasi solo Juve: i bianconeri non erano concretissimi ma, a differenza dei loro avversari, ci credevano. E facevano bene perché, prima prendevano una traversa col gioiellino Morata e poi azzeccavano il gol della Domenica con un tiro al volo di Bonucci. La Roma non aveva neanche la forza di protestare per un fuorigioco passivo di Vidal; lo farà poi negli spogliatoi dimenticandosi di quanto dispone l’attuale regolamento e che ero ancora ragazzino l’ultima volta che ho visto annullare un gol per fuorigioco passivo. Chissà se anche le ultime modifiche regolamentari in termini di fuorigioco, che rendono completamente regolare il gol, sono attribuibili al famoso “sistema Italia”.
Il gol non serviva a risvegliare il gioco ma solo i nervi. Un intervento duro, ma sulla palla, di Morata induceva Manolas ad avventarsi sullo spagnolo, il quale non si tirava indietro. Rocchi per la prima volta nella partita (e sicuramente troppo tardi) si mostrava severo, soprattutto con Morata, buttando fuori entrambi. strootman_gesto_ombrello.jpgNon ci si faceva mancare nel frattempo nemmeno un confronto in tribuna tra alcuni giocatori della Roma e il pubblico juventino.
Finiva così, senza nessun rimpianto per una partita che ha avvilito il calcio e lo sport. La Juve ha vinto perché delle due è sembrata l’unica a crederci davvero ma è un triste successo di fronte ad una serata che ha messo di nuovo il calcio italiano di fronte alla sua immaturità che è l’immaturità di un sistema e di un paese.
Dopo la fine succederà di tutto: accuse pesanti a tutto e tutti, utilizzo spregiudicato del mezzo televisivo e radiofonico, i più grandi cazzari della penisola a fare a chi la spara più grossa, persino un paio di parlamentari che, per ridare dignità al loro ruolo così bistrattato, hanno pensato bene di usare il Parlamento per agitare la bandiera della loro squadra. Qualcuno a invocare l’uso del “mezzo tecnico”, giusta richiesta per carità, ma assai intempestiva in questo caso, visto che anche le immagini televisive non hanno fugato i dubbi sugli episodi controversi. Tutti a buttare la croce addosso all’arbitro che non ha certamente arbitrato benissimo, ma più per la difficoltà di gestire la partita nel suo complesso, che non per l’interpretazione comunque difficile degli episodi eclatanti, del resto dei 23 sul campo non si può dire certo che Rocchi sia stato tra i peggiori. Purtroppo per lui invece sarà come sempre l’unico a pagare i suoi errori. Pochissimi invece a sottolineare la partita orrenda, il clima rissaiolo, le ripetute scorrettezze tecniche, la slealtà sportiva. Forse è che alla maggior parte degli italiani il calcio piace proprio così: brutto, scorretto, arrogante, sleale, prevaricante, purché sia pronto a fornire capri espiatori agli sconfitti, purché serva a vendere giornali ed a fare ascolto su radio e tv. A me personalmente non piace, per niente.
Brutta serata, brutto calcio. Meno male che il Campionato si ferma per un paio di settimane. Speriamo sia una pausa di riflessione, anche se dopo anni di calcio brutto e becero è difficile essere ancora ottimista. Rincuora la ragionevolezza di quanto dichiarato da James Pallotta le cui parole, nella loro ovvietà, hanno provato a farci vedere come si vive lo sport in aree più civilizzate del mondo. Speriamo qualcuno apprenda la lezione e che non sia Pallotta invece a rassegnarci al fatto che il brutto e il becero sono il destino di questo strano paese, anche se le prime reazioni del becerume che popola il calcio non sono promettenti. Sia come sia, da juventino faccio un in bocca al lupo a Pallotta e a quelli come lui, che siano romanisti, juventini o di altre simpatie.

8 Ottobre 2014

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