La malaugurata piroetta

E’ bello trovarsi a giocare la prima giornata di Campionato in posticipo dopo aver visto tutte le rivali dirette balbettare senza conquistare i tre punti. E’ ancor più bello trovarsi in vantaggio di un gol e poi anche di un uomo proprio a Firenze, uno dei campi più difficili. Più bello è stato il sogno e più triste è il risveglio, e così la piroetta di Gilardino ha riempito il mondo bianco e nero di sgomento per il sogno infranto.
Aveva iniziato in modo veemente la Fiorentina mettendo alla frusta la retroguardia bianconera con Santana ed Almiron che sembravano molto ispirati. Molinaro però con l’andar dei minuti prendeva le misure a Santana e la coppia Marchisio-Poulsen spegneva Almiron, il cui desiderio di rivalsa durava circa mezzora. Nel frattempo la Juve, pur lasciando l’iniziativa ai viola, mostrava una straordinaria capacità di far male, come quando un colpo di cannone di Poulsen apriva una breccia nella difesa e Amauri sbagliava lo stop che gli avrebbe consentito un facile gol o come quando Del Piero, liberato al tiro in area, non trovava lo spazio per la conclusione giusta. Veniva così, come naturale conclusione, il gol che una cavalcata inarrestabile di Grygera regalava a Pavel come in un pacco dono per il suo trentaseiesimo compleanno. Allorché poco dopo il Capitano si presentava solitario davanti a Frey la partita sembrava già pronta per l’archivio ma Alex esitava, fintava, rifintava ed alla fine si arenava sulle mani del portiere viola.
Al ritorno in campo dopo l’intervallo la Fiorentina dava ad intendere che ci sarebbe stato ancora parecchio da lottare mentre il centrocampo della Juve sembrava a corto di fiato e ci chiudevamo troppo nella nostra metacampo. Così la Fiorentina, pur non eccellendo in incisività, riusciva a far spiovere uno sproposito di palloni in mezzo all’area. L’ingresso di Jovetic creava non pochi problemi sulla fascia sinistra ma le nostre preoccupazioni erano alleviate dall’ingenuità di Felipe che, graziato prima ed ammonito dopo da Morganti per altrettanti pestoni maldestri, insisteva ancora facendo volare come un trapezista Poulsen. Morganti non gradiva lo spettacolo circense e lo mandava sotto la doccia. La vittoria pareva quindi una meta raggiunta e ci permettevamo di sciupare un paio di contropiedi molto ghiotti, ma Gilardino era sempre lì appostato. Così quando ad un minuto dalla fine un pallone alla speraindio veniva ottimisticamente gettato dai viola nella nostra area, la difesa, mostrando di non essersi accorta di essere in superiorità numerica, lasciava tutto solo Mellberg in un pericolosissimo uno-contro-uno con la punta viola. Il biellese piroettava con l’agilità di Nureyev e cacciava il pallone alle spalle di Buffon affondando una pugnalata nei nostri cuori. Nei pochi minuti rimasti Amauri riusciva ancora, con la forza della disperazione, a imbroccare un pertugio dove nessuno se lo sarebbe aspettato, nessuno tranne Frey che pinzava la sfera e spiegava alla Juve che ci doveva pensare prima.
Insomma, un pareggio che dice che la squadra ha i numeri ma che ci vuole un po’ più di birra in corpo per darsi le arie di aspirante al titolo. Ci dice anche che la difesa con Chiellini è più tranquilla ma non colpevolizzerei Mellberg che è stato spesso lasciato troppo solo, considerando la pericolosità dell’avversario diretto. Tra due settimane l’Udinese ci dirà qualcosa di più su quello che ja Juve si può aspettare dai prossimi mesi.

2 Settembre 2008

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs