L’ennesimo uomo della provvidenza

matteorenzi.jpgSapete che stavolta ci stavo per cascare anch’io? Non dico che Renzi mi sia mai piaciuto e i frequentatori di questo blog immagino l’abbiano notato. Più che altro perché lo trovo quanto di più antipatico la terra toscana abbia mai saputo generare. Non posso nemmeno dire che non condivida la sua visione politica, perché per farlo dovrei aver chiaro qual è la sua visione e francamente io non l’ho mai capito. Rinnovamento, nuovo, riforme, sì sì, ma quali? Mah… Però in tutto questo ultimamente avevo notato uno squarcio. In quella politica italiana che storicamente fa di ogni scelta, anche la più ovvia, l’oggetto di una finissima strategia degna di una sfida a scacchi Karpov-Kasparov, con il piccolo effetto collaterale di paralizzare un paese, e preso atto che anche le new entry della politica hanno sùbito preso questo approccio a modello, diventando rapidamente più bravi dei maestri, il pragmatismo di Renzi sembrava un imprevisto raggio di sole. Approviamo una legge elettorale che possa dare una maggioranza al Parlamento e poi andiamo a votare. Sembrava sensato, entro l’estate avremmo finalmente avuto un governo con un chiaro mandato e delle chiare responsabilità. Sarebbe finita l’amministrazione controllata del paese e avremmo di nuovo avuto qualcuno da appendere al muro se la ripresa non fosse arrivata,. Lo so: gli italiani non appendono mai al muro nessuno, anzi più le cose vanno male e più lo rivotano perché in fondo è sempre colpa di qualcun altro, ma illudersi è comunque sempre bello. Lo so: c’era il concreto rischio che il nostro paese fosse esposto all’umiliazione di vedere le elezioni politiche vinte da una coalizione capeggiata da un pregiudicato, ma perché davvero una condanna definitiva aggiunge qualche dettaglio in più su un personaggio che ben conosciamo da almeno vent’anni, se non quaranta? A quel punto però c’è qualcuno che però suggerisce: “Beh, però pensa che figo: senza rischiare un passaggio elettorale che potrebbe riservare delle sorprese si può andare direttamente al governo mandando a casa Letta”. Ma Renzi no, non è mica D’Alema: “Ma chi ce lo fa fare?” si chiede. E però poi lo fa. Perché? E le elezioni? Mah, se ne parla nel 2018… Cosa è mai successo che ha cambiato così radicalmente la prospettiva? Cosa ha visto Renzi sulla strada di Damasco? Forse solo sé stesso?
Escludendo infatti che Renzi preveda un afflusso di parlamentari di altri gruppi nel PD la maggioranza con la quale Renzi conta di arrivare al 2018 è quella attuale, il PD, Scelta Civica, NCD e qualche altro reclutato. Qual è la novità rispetto al governo Letta? Apparentemente nessuna. I veti incrociati resteranno gli stessi, la divergenza di obiettivi e di idea di paese tra gli uni e gli altri rimarrà intatta. E allora da dove verrà l’accelerazione che tanti in questi giorni prefigurano? Cosa cambierà? Cambierà la guida, il carisma, il pragmatismo, l’entusiasmo, la spigliatezza, la gioventù di Renzi. Non trovate siano sostantivi che abbiamo già sentito tante altre volte? Non parlo solo dei momenti più bui della nostra storia unitaria. Parlo di tanti momenti di apparente snodo della storia stessa. Il punto è che nel nostro paese ogni qual volta ci rendiamo conto che è necessaria una svolta, anziché guardare noi stessi e capire come possiamo cambiare, ci guardiamo attorno alla ricerca di una faccia, di un volto che trasmetta alcune delle cose di cui sopra. Come se bastasse una faccia, un uomo per cambiare un paese, un po’ come quando una squadra di calcio in crisi cambia l’allenatore. E il bello che poi sono anche convinti di aver avuto ragione, così come i presidenti di calcio, che siccome dopo dieci sconfitte consecutive, con il nuovo allenatore vincono una partita e pareggiano la seconda sono convinti di aver trovato la quadratura del cerchio e invece è solo la legge dei grandi numeri e le schiappe rimangono schiappe. E il nostro paese oggi è una schiappa che continua a passare di errore in errore senza nemmeno accorgersene e dando la colpa a chi ci governa. E’ un modo rilassante di vivere la vita, ti esonera dagli onori ma soprattutto dagli oneri di decisioni e rinunce coraggiose, ma temo non funzioni. Gli uomini della provvidenza non funzionano, e non funzionerà nemmeno Renzi, voglio essere apertamente pessimista. Perché se nulla cambierà al di fuori, non sarà Renzi a far svoltare il paese.
Nel frattempo uno dei nomi che girano per la compagine di governo è quello di Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che non è solo quello rinviato a giudizio per la strage di Viareggio ma è anche l’amministratore di una società che è stata condannata dall’Antitrust per pratiche scorrette nella torbida vicenda Arenaways. Insomma sembrerebbe che il rottamatore stia imbarcando rottami, a che gli serviranno? A sentirsi ancora più giovane e innovativo? Mah…

18 Febbraio 2014

2 commenti a 'L’ennesimo uomo della provvidenza'

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  1. Margherita afferma:

    La scelta di Renzi, nell’attuale scenario politico italiano, a me pare essere estremamente razionale, date alcune premesse. Lui è un giovane yuppie che sogna di diventare il Blair italiano, lo scenario macroeconomico generale ed europeo in particolare indica che nei prossimi mesi ci sarà una ripresa; questo lo dice non la Sibilla Cumana ma un insieme di parametri e di indici che per pura regola matematica non consentono errori di valutazione. Renzi prendendo il governo del Paese attribuirà a se stesso e alle sue manovre il merito di qualche miglioramento della situazione che sarà invece meramente fisiologico. Al solito le grandi riforme non si faranno perché le grandi riforme richiedono idee e coraggio e l’attuale classe dirigente non ne dispone e neppure il popolo italiano (a questo punto ne sono fermamente convinta). Un Paese in cui io - ormai alcuni mesi fa - in coda in Ospedale per fare l’amniocentesi venivo trattata dal personale ospedaliero come una novella Maria Goretti e le povere creature in coda per gli aborti (una ragazza nigeriana sulla trentina e una ragazzina con fidanzato al seguito, che avrà avuto non più di 20 anni) non solo non ricevevano alcun tipo di supporto psicologico ma erano guardate con disprezzo dalle zelanti infermiere, a me in primis fa schifo, in secundis fa pensare che ‘questi siamo’ e non cambieremo mai.

  2. Margherita afferma:

    Ieri postavo il commento sopra e oggi con orrore ho letto questo: http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/11/news/io_abbandonata_in_bagno_ad_abortire-80714684/

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