L’equilibrio dell’orrore

legge-elettorale1.jpgNegli anni settanta e ottanta si utilizzava spesso l’espressione “equilibrio del terrore”, riferita al mostruoso apparato militare di cui erano dotati NATO e Patto di Varsavia ed al paradossale meccanismo per il quale la terrificante capacità stessa di questi armamenti di porre fine alla civiltà umana li rendeva inusabili e determinava un sostanziale immobilismo nei rapporti tra le due grandi potenze. Con un facile calembour chiamerei invece “equilibrio del’orrore” la situazione politica attuale, caratterizzata, com’è da mesi, da un totale immobilismo delle tre principali forze politiche, due delle quali (Forza Italia e M5S) tutto sommato soddisfatte che non succeda nulla, la terza, il PD, come di consueto divisa. Anche i meno avveduti si rendono conto che andare a votare con l’attuale legge elettorale avrebbe determinato scenari non dissimili da quelli attuali, quindi sarebbe stato un inutile spreco di denaro pubblico, in più il pronunciamento della Corte Costituzionale ha reso questa possibilità comunque impraticabile. Stante quindi il fatto che per andare a votare è necessaria una nuova legge elettorale, rimane il fatto che Forza Italia e Movimento Cinque Stelle non sembrano ansiosi di trovarne e approvarne una. Da una parte Berlusconi è riuscito a sganciarsi dalla scomodo appoggio al Governo Letta e conta di recuperare consensi, facendo un’opposizione aggressiva; in più conta di riorganizzare il partito per renderlo pronto in un paio d’anni a competere per il governo del paese. Dall’altra Grillo è in un circolo vizioso: da una parte è abbastanza evidente che una legge elettorale che spinga al bipolarismo lo vedrebbe penalizzato, d’altronde non è semplice concepire una legge elettorale che garantisca governabilità anche in uno scenario di consensi come quello attuale, non spinga al bipolarismo senza ricadere in una fotocopia dell’aborrito Porcellum. In altre parole il Porcellum era la legge che faceva comodo più di ogni altra al M5S. In più il Movimento Cinque Stelle è al momento un gigante con i piedi d’argilla. Ha un diffuso consenso ma pochissimi rappresentanti nei vari livelli istituzionali, non è strano quindi che a Grillo possa non dispiacere aumentare la propria rappresentanza locale e quindi allargare il proprio personale politico prima di andare a nuove elezioni politiche. E il PD che fa? Come sempre ci sono tendenze diverse. Al suo interno c’è chi è un sostenitore del detto “Il potere logora chi non ce l’ha” e preferisce stare dentro ad un Governo traballante come quello attuale piuttosto che affrontare le insidie delle elezioni. C’è chi invece pensa che il tempo non giochi a favore del PD, un po’ perché il Governo Letta appare sempre meno come un atto di responsabilità e sempre più come un atto di potere, un po’ per non dare il tempo alla destra di riorganizzarsi e magari di abbandonare finalmente al loro destino i vecchi dinosauri, per proporsi credibilmente come riferimento dell’area forconista. Renzi pare essere tra i secondi ma il suo tentativo di mettere le carte sul tavolo non sembra avere indotto il duo Grillo-Berlusconi a grandi giravolte.
L’avrete notato: sono tutti tatticismi, visioni personali, a livello di partito, se non di singola personalità politica. C’è un’esigenza che nessuno sembra considerare, quella del nostro Paese di avere un governo credibile, che non sia scosso da schizofrenie come quelle che vediamo in questi giorni, su temi nemmeno particolarmente esiziali per le sorti della Nazione, come gli scatti di anzianità degli insegnanti, le nozze gay, il caso Shalabayeva, eccetera. Potrà essere anche un governo che faccia cose che non mi piacciano, ma almeno saprò chi non votare alle elezioni successive. Invece questo tatticismo sulle spalle del paese mi fa orrore e mi fa orrore e di qui la definizione di cui sopra.
In ultima analisi però, di fronte a questo “equilibrio dell’orrore”, non me la prendo tanto con i partiti citati: in fondo loro non fanno altro che annusare ciò che si muove nel loro elettorato ed agire di conseguenza. Me la prendo con chi trova più interessante discorrere oziosamente sull’elezione di Napolitano, sulla caduta di Bersani o sull’incarico a Letta, sulla decadenza di Berlusconi, sulla legge sul finanziamento ai partiti piuttosto che sull’ordine degli F-35, anziché chiedere tutti in coro chiarezza ai tre partiti sopracitati, ovvero una legge elettorale che consenta in modo indiscutibile a chi vince le elezioni di governare e consenta agli elettori di scegliere chi vogliono li rappresenti, esigenze che mi sembrano condivisibili da destra come da sinistra. Fatto questo andiamo a votare e vinca il migliore. In fondo non sarebbe così difficile, ma evidentemente noi elettori ad essere un po’ più razionali non ce la facciamo proprio…

10 Gennaio 2014

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