La demeritocrazia

meglio-un-asino.jpgIn risposta ad un post sul sito di Grillo e a qualche articolo correlato uscito sulla stampa, il Presidente del Consiglio Letta ha pensato bene di alzarsi a difesa del Bonus Giovani. Il Bonus Giovani è un provvedimento proposto ad Ottobre dal Governo che prevedeva di facilitare il datore di lavoro che avesse assunto un giovane non diplomato invece di uno diplomato e che, tra il generale stupore, misto a indignazione, è entrato in vigore ad Ottobre. Avevo già espresso il mio pensiero sul tema (considero il Bonus paradossale, degno dello Stato Libero di Bananas) ma speravo allora che fosse una svista, uno dei tanti provvedimenti strampalati che spessono escono dai consiglieri ministeriali e a cui si pone pronto rimedio.
Non solo non vi si è posto rimedio ma oggi addirittura il Presidente del Consiglio Letta si gonfia il petto dichiarando con orgoglio che questo abominio ha consentito ben 14.000 nuove assunzioni. Detto che in realtà 14mila sono le domande per accedere ai benefici del Bonus ma non sappiamo quante sarebbero state le assunzioni di persone nelle medesime condizioni se il Bonus non ci fosse stato, la domanda più importante è ancora un’altra. In quanti di questi 14mila casi il posto è andato ad un non diplomato in luogo di un diplomato? In quanti casi chi si è spaccato la schiena sui libri nella speranza, evidentemente illusoria, che servisse a garantirgli qualche chance in più di trovare in futuro un lavoro, ha scoperto che in realtà il posto a cui ambiva gli è stato soffiato da chi invece di studiare non ne aveva proprio voglia, caratteristica considerata evidentemente un merito per il nostro governo e per il Presidente Letta in particolare? Quante saranno le famiglie che, preso atto di questo, rinunceranno a fare i sacrifici necessari a far studiare i figli o quanti sono gli studenti che rinunceranno per questo a farlo? Siamo sicuri che i danni non superino abbondantemente i benefici?
Letta e altri esponenti del centro-sinistra si sono riempiti per anni la bocca di critiche alla politica, distruttiva nei confronti della scuola, messa in atto dai vari governi berlusconiani, in nome di una riscossa dell’importanza della formazione, della cultura, del merito e delle competenze. Cosa fanno ora, arrivati al governo? Un bel premio per gli studenti sfaccendati, un bel segnale che nell’Italia delle larghe intese studiare sarà considerata una perdita di tempo, un bello schiaffo a chi pensa che impegnarsi possa dare dei frutti, una doccia fredda a chi pensa che sulle competenze si gioca la speranza di competitività per il nostro Paese. Questo è qualcosa di cui andar fiero secondo il nostro Presidente Letta? A mio avviso è qualcosa di cui vergognarsi.
Mia figlia ha appena iniziato a frequentare la scuola materna e ancora ci va senza farci troppe domande. Forse tra qualche anno inizierà a coltivare una coscienza critica e mi interrogherà sul motivo per cui va a scuola. Spero per allora di potergli dire che ci va perché la nostra società premia chi ha più competenze, più voglia di impegnarsi, più desiderio di sapere. Temo che per poterlo fare con sincerità dovrà essersi verificato nel frattempo un rinnovamento profondo della nostra classe politica, al termine della quale mi auguro che qualcuno chiederà scusa agli italiani di aberrazioni come il Bonus Giovani.

18 Novembre 2013

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