C’è un folle ai comandi!

universita_stanlio_ollio.gifQuest’estate, tornato dalle vacanze, ho provato a collegarmi con il sito della facoltà di lettere dell’Università degli Studi di Torino, alla quale sono iscritto per il corso di Scienze della Comunicazione. Disgraziatamente ho scoperto che il sito era stato dismesso, non a favore di un sito più performante e più moderno (cosa che in effetti ci poteva stare) ma proprio perché era sparita la facoltà di Lettere e Filosofia per essere soppiantata dalla “Scuola di Scienze Umanistiche”. Sono andato subito a cercare sul sito della nuova Facoltà e con sollievo ho scoperto che c’era ancora un Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione (quello a cui sono iscritto), peccato che fossero sparite tutte le info presenti sul vecchio sito, compreso il programma dei corsi che avevo seguito e di cui avrei dovuto ancora sostenere l’esame. Ovviamente mi sono detto: “Fesso che sei! Da quanto tempo non guardi la mail di facoltà? Sicuramente c’erano tonnellate di avvisi“. Vado sulla mail di unito, ma di qualunque avviso di dismissione del sito web (e tra l’altro anche della Facoltà) non trovo neanche l’ombra. Fortunatamente mi ero scaricato in tempo i programmi degli esami per altri motivi e il danno è stato minimo, ma il disagio c’è stato e avrebbe potuto essere ben peggiore, per cui trovo incredibile che nessun avviso sia stato fatto circolare in merito.
Il problema però non finisce qui, interessanti infatti sono anche le motivazioni per le quali mi ero scaricato tutti gli altri programmi. Essendo infatti arrivato in prossimimità della conclusione del percorso universitario, mi sono ritrovato a dover sostenere gli esami più specialistici. Sarà perché sono specialistici, ma mi sono reso conto che molti di questi esami sono stati eliminati dal Corso di Laurea, per altri esami invece se ne è andato il docente, in qualche altro caso infine si sommano le due casistiche precedenti. Che fare allora? Ho iniziato una metodica ricerca delle modalità per dare ogni esame rimasto e per far questo ho provato a contattare il tutor di Scienza delle Comunicazioni, persona molto gentile e garbata che mi ha addirittura telefonato sul cellulare per spiegarmi la situazione a voce. L’impressione che mi ha fatto però è di una persona che semplicemente cerca vanamente di districarsi da un groviglio burocratico inestricabile. Alla fine lei stessa ha rinunciato a darmi indicazioni ufficiali e mi sono rassegnato ad andare avanti a tentoni chiedendo di volta in volta a dei professori volenterosi di farmi sostenere l’esame e sperando nella loro misericordia.
All’ultimo esame che ho sostenuto a Settembre il docente è arrivato in aula confessando che non sapeva come avrebbe dovuto registrare gli esami, visto che il sistema di registrazione stava cambiando ma nessuno gli aveva detto come, e ci ha chiesto di apporre su un foglio bianco i nostri nome e cognome, le nostre firme ed il voto conseguito non so per quale scrupolo burocratico.
Altrove mi dicono che la situazione non è migliore: scomparsa dei punti informativi, statini indisponibili, orari dei corsi sovrapposti. Mi è stato riferito l’episodio emblematico di una facoltà umanistica del Centro Italia in cui un docente, di fronte alle lamentele degli studenti che si trovavano gli orari di due corsi obbligatori quasi completamente sovrapposti, replicava con cialtroneria emblematica: “Beh, ormai siete delle persone adulte ed i problemi dovete risolververli da soli“.
Sembra persino incredibile che una così sistematica e metodica disorganizzazione sia il frutto di errori umani, di incapacità, di mancanze; visto dall’esterno si direbbe quasi che ai comandi delle facoltà universitarie italiane ci siano dei folli sabotatori, dei Dottori Stranamore che contemplano soddisfatti la distruzione del nostro sistema didattico.
Il problema è centrale perché l’università è il luogo dove si forma la componente differenziante dell’apparato produttivo di un paese e se quel luogo è un emblema di pressapochismo e disorganizzazione non ci si può stupire se l’apparato produttivo che ne deriva non è dei più competitivi. Se entraste nella cucina di un ristorante e vi trovaste sporcizia, posate atturiginite e ragnatele alle pareti, forse non andreste più a mangiare in quel ristorante per quanto gli ingredienti siano i più prelibati, o no?

7 Novembre 2013

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