La terra che piatta non era

Ho passato le estati della mia infanzia nella casa dei nonni a Mombasiglio, paesino situato vicino a Ceva in provincia di Cuneo. Una delle mete più frequenti delle nostre escursioni erano le zone alle pendici del Bric Mindino, una delle cime più alte della zona. Dalla cima del Bric Mindino nelle giornate limpide si vede distintamente la Corsica. Da quando lo spirito critico ha cominciato ad accompagnare i miei giorni, ho iniziato a chiedermi come mai, nella lunga storia dell’umanità, a  nessuno è mai venuto da chiedersi come mai da lì si veda, mentre dal litorale ligure, molto più vicino alla Corsica, non la si veda mai. Non c’era bisogno di conoscenze scientifiche particolari, nemmeno di particolare cultura, solo una mera osservazione del mondo che ci circonda avrebbe portato una persona di discreta intelligenza a chiedersi che forma dovesse avere il mondo perché una cosa simile potesse capitare. E’ mai possibile - mi sono spesso domandato - che prima di Cristoforo Colombo, con tutte le scoperte che l’uomo aveva già fatto, nessuno avesse mai fatto questa riflessione e il mondo credesse fermamente al fatto che la terra fosse piatta. Ho trovato finalmente risposta a questa domanda nelle parole di Alessandro Barbero che ha ricordato che la terra piatta era una sorta di versione ufficiale a cui si contrapponeva la convinzione dei più sul fatto che la terra avesse una forma ricurva. Pare non sia un caso che il globo, come simbolo di dominio sulla terra, fosse spesso presente negli stemmi regali ben prima che la visione galieiana venisse “sdoganata” dalla Chiesa.
20110626-caravelle.jpgIn sostanza abbiamo sempre confuso quella che era la versione ufficiale sponsorizzata dalla Chiesa, per trovare coerenza con le Sacre Scritture, con le credenze diffuse. Non è del resto strano che in un’epoca in cui il passaparola era la principale fonte di informazione, e in cui la vera cultura diffusa era il risultato di questo passaparola, la versione ufficiale che la storia ci tramanda potesse essere totalmente dissonante con ciò che era convinzione dell’uomo comune. Solo successivamente è arrivata la diffusione della cultura tramite i mezzi di comunicazione e la sua conseguente massificazione. E’ proprio il modello della cultura di massa che ci fa sentire così strana questa contrapposizione: siamo talmente addentro ad una cultura veicolata dai giornali, della televisione, dal cinema, che ci pare irreale la possibilità che l’opinione pubblica abbia una visione delle cose così diversa da ciò che alla storia tramanderemo. C’è da dire che l’evoluzione che l’informazione ha avuto negli ultimi anni, con la diffusione delle reti sociali, ci sta portando lontano da quel modello, verso un modello in cui non necessariamente la versione ufficiale e quella popolare coincidono, anzi forse in futuro una versione ufficiale non esisterà nemmeno o sarà comunque estremamente impalpabile. Sarà forse un futuro libero e democratico, ma nel quale scrivere libri di storia sarà diventato estremamente difficile.

4 Ottobre 2013

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