A carte scoperte

Dopo lunga agonia alla fine è successo. E’ successo quel che sarebbe potuto succedere già molte volte ed è stato scongiurato altrettante volte da leggi ad hoc, prescrizioni un po’ tirate per i capelli e altre scappatoie. E’ successo che il conflitto ventennale tra gli interessi del Paese e quelli personali di un uomo sia arrivato ad un punto probabilmente di non ritorno. Sia arrivato con le conseguenze prevedibili. E’ bastata infatti la conferma in Cassazione della sentenza di condanna per Berlusconi sulla vicenda dei diritti Mediaset per far scattare come un perfetto meccanismo tutto l’armamentario mediatico che ben conosciamo. La tv Mediaset a fare da palco per la difesa, i notiziari e i quotidiani all’attacco su tutto, giudici, avversari politici, Napolitano. Si passa con disinvoltura dalla richiesta piagnona della grazia alle minacce più o meno velate di escalation di piazza, di siluramento del governo, del Parlamento, di tutto, purché si salvi Silvio. Si parla già di un governo PD-M5S, ma mi pare più probabile un ritorno alle urne, cosa che in una situazione economica come quella attuale sarebbe davvero deleteria soprattutto perché verosimilmente non risolverebbe il problema.
esercito-di-silvio.jpgDirei che oggi più che mai scontiamo l’insensatezza di chi ha permesso che un’organizzazione come quella che sostiene Berlusconi occupasse uno dei due tradizionali schieramenti, quello di destra, e ne facesse il quartier generale di un sistema il cui unico vero obiettivo era consentire al capo di potersi permettere il suo stile di vita, fatto di furbate ed eccessi, senza fare passi indietro rispetto al proprio impegno politico. Oggi che l’intero schieramento di destra in modo così sfacciato mette da parte qualunque istanza politica per utilizzare il proprio peso istituzionale ai fini degli interessi di una persona, che per di più non ha nemmeno un ruolo istituzionale, anche i meno avveduti si rendono conto che tutto un sistema di potere è stato messo in piedi al solo scopo di giungere pronti per questo giorno. Giornali, tv, un esercito di giornalisti, molti dei quali in passato hanno manifestato idee profondanemente contrarie, sono state negli anni arruolate nell’esercito di Silvio. In questi giorni li vediamo tutti all’opera: chi scrive cerebrali articoli di fondo, chi sfodera tutti gli scheletri nell’armadio degli avversari politici, dei magistrati, di chiunque ostacoli i piani del capo. Oggi che giungiamo al redde rationem, oggi che il braccio politico di questa organizzazione pare sul punto di abbandonare il paese al suo destino per salvare il suo capo, tutto ciò acquista un senso ancora più chiaro e se si vuole sorprendente. Un sistema politico costruito solo ed esclusivamente per gli interessi di un uomo e che con la caduta di quell’uomo rischia di disfarsi è un fatto forse senza precedenti nella storia della democrazia moderna. Ben lungi dal gloriarci di questo primato sarebbe bene che chi ha continuato a dirci che non era Berlusconi il problema ci spieghi come conta di uscire adesso da questo tunnel istituzionale, che chi ci ha raccontato che “Pd=Pdl” ammetta di averci detto la più dannosa delle fesserie e cerchi di rimediare.
Oggi che l’organizzazione berlusconiana ha messo le sue carte sul tavolo, ha sfoderato le sue armi e le sta usando o si prepara a farlo è il caso che chi di quell’organizzazione non fa parte, chi voglia difendere gli interessi del paese in questo oscuro frangente, si faccia un bell’esame di coscienza e si chieda se non sia il caso di unire le forze del paese a cui semplicemente di Berlusconi non importa più che di qualunque altro cittadino, per ridare un minimo di speranza a una nazione in ginocchio.

5 Agosto 2013

2 commenti a 'A carte scoperte'

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  1. Alessandro D'Egidio afferma:

    Io Alberto credo, purtroppo, che questo passaggio sarà molto meno traumatico di quel che si possa pensare. Nel senso che in un modo o nell’altro Berlusconi starà semplicemente “in panchina” per un po’ di tempo (per ciò che riguarda l’interdizione dai pubblici uffici vedremo, tra uno e tre anni, cosa deciderà la Corte di Appello) per poi tornare tutto come prima alla scadenza della pena principale ed accessoria. Anche le nuove previsioni relative ai condannati in via definitiva credo che saranno in qualche modo eluse. Io sono convinto che ci libereremo di B. solo con la sua morte fisica.

  2. Coloregrano afferma:

    E’ possibile che alla fine un salvacondotto lo si trovi. Quello che è certo, e che è il senso del mio post, è che diventa sempre più sfrontato e senza remore l’uso del nostro paese per gli interessi personali di una persona ed è sempre più paradossale l’impotenza degli altri 60 milioni di abitanti di fronte a questo scempio. Paradossale anche perché, nel frattempo, i tre quarti di quei 60 milioni non stanno nemmeno più con lui…

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