Un rimorso che non ti fa vivere

santiago-de-compostela.jpgHo sempre trovato strazianti le storie di chi, per propria incoscienza, inavvedutezza, distrazione, causa una tragedia. Trovo un destino terribile quello di chi è destinato a passare tutta la sua vita con il rimorso di aver causato la morte di una persona, figuriamoci, come nel caso del macchinista del treno di Santiago, quando le morti sono 78. Lo so che non dovrei empatizzare per un personaggio tanto sconsiderato, però penso a quello che può voler dire passare ogni giorno della propria vita a pensare a quella strage, ai corpi straziati dalle lamiere, a pensare che è stata tutta colpa tua.
Se fossi un amico di questo signore, se sentissi il bisogno di consolarne il senso di colpa, di alleviarlo dagli incubi che forse lo perseguiteranno fino alla fine dei suoi giorni, gli suggerirei di guardarsi intorno. Ad esempio gli consiglierei di ascoltare l’intervista di Francesca Mambro, riconosciuta colpevole della strage di Bologna, quando dice che “il senso di colpa si supera”. E se lo dice che lei che è stata riconosciuta colpevole dell’omicidio di 95 persone c’è davvero da crederle.
Gli consiglierei anche magari di approfondire la storia degli assassini di Federico Aldrovandi, i quali, dopo aver “bastonato di brutto” il ragazzo (come dichiarato subito dopo alla centrale operativa) ed esserselo ritrovato morto, non trovavano di meglio che iniziare un’opera di dissimulazione della vicenda, culminata ovviamente in una pena blanda. Consiglierei al ferroviere spagnolo di leggersi le dichiarazioni di Paolo Forlani, uno dei quattro, a proposito della madre del ragazzo che ha contribuito a mandare al creatore: insulti, di cui poi si pentirà, ma soprattutto non una traccia di pentimento, di rimorso, di senso di colpa, niente. E’ vero è uno, non sono settantotto, ma l’hai ammazzato di botte, come fai a dormirci sopra?
E poi Schettino, il comandante della Costa Concordia. Egli, in un’intervista, ha negato di avere rimorsi per il naufragio della Costa Concordia. Anche qui, magari ha le sue ragioni, ma il dubbio che qualche vittima avrebbe potuto evitarla lo lascia dormire? Non si sveglia mai di notte terrorizzato dai fantasmi di quella sciagura?
Ecco: se ce l’avessi davanti il macchinista di Santiago questo gli direi - Davvero, Francisco, si può vivere con questo rimorso, ce la fanno loro, ce la puoi fare anche tu. - E se proprio il rimorso sarà un peso intollerabile per lui, avrà almeno una fonte di consolazione: vorrà dire infatti che, con tutto quello che si può dire di lui, rispetto a costoro almeno è un essere umano.

31 Luglio 2013

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