Non aspettatevi sia contento

Da quando il tribunale di Milano ha condannato Berlusconi a sette anni di reclusione in giro è tutto uno stappare di bottiglie, di congratulazioni reciproche e così via. Io invece non riesco proprio a godere per le disgrazie giudiziarie di un personaggio, di cui pure mi sentirei di dire molto male, se non tutto il male possibile. Non riesco a goderne perché mentre un tribunale di Milano dichiara che Berlusconi è un personaggio ignobile (la dico in modo tranchant mi rendo conto, ma non voglio dilungarmi sui dettagli), e questo poco dopo che un altro tribunale aveva sentenziato che è un truffatore, constato che quel personaggio è ancora venerato da milioni di persone in Italia.
berlusconi_manette.jpgLa profonda depressione verso la quale tutto ciò mi sospinge mi indurrebbe a farmi tentare da una improbabile conversione, potrei volgermi al partito degli innocentisti convincendomi che hanno ragione, che è una congiura, che è vittima di un complotto giudiziario, ma temo che il mio umore non migliorererebbe. Se guardo infatti alle tesi difensive il profilo di Berlusconi non ne esce proprio benissimo: uno sprovveduto che non si accorge che i dirigenti della sua azienda spillano denaro a palate per destinarlo a società offshore, un credulone che presta fede al racconto di una diciassettenne sulle sue parentele presidenziali, un settantenne che si vede piombare in casa uno stuolo di fanciulle avvenenti e disponibili e pensa che lo facciano perché incantate dal suo charme, un gonzo che elargisce denaro come se piovesse alle fanciulle stesse per mera generosità. Insomma che mi volga all’una o all’altra versione nei fatti, il mio paese è stato governato, più a lungo che da chiunque altro (almeno nella sua era repubblicana), da un signore che nella migliore delle ipotesi è un fessacchiotto, nella peggiore un delinquente (e ho anche dei dubbi su quale sia davvero l’ipotesi peggiore e quale la migliore). E nonostante questa lacerante alternativa il partito di cui è il proprietario è ancora in competizione per essere il primo partito italiano e, in caso di elezioni anticipate, non è improbabile che possa anche vincerle.
No, scusate, ma direi proprio che, da italiani, non ci sono motivi di essere contenti, per nessuno.

25 Giugno 2013

Un solo commento. a 'Non aspettatevi sia contento'

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  1. ale 73 afferma:

    Hai proprio ragione Alberto.
    Se ci aggiungi che dopo una condanna del genere (non importa che sia in primo grado), dalla formazione politica sua principale concorrente (non si sa se per insipienza, sfinitezza o cos’altro) non si è levata una sola voce che richiedesse il suo ritiro dalla politica (ben inteso, appello privo di possibilità di recepimento, ma simbolicamente dovuto), e che il giorno dopo il presidente della repubblica (volutamente minuscolo) lo ha invitato a colloquio al quirinale, c’è proprio da piangere. Venti anni di martellamento mediatico-culturale hanno fatto perdere il senso comune anche a quelli che dovrebbero essere i suoi più strenui oppositori.

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