La triste scienza

E’ dall’anno 2001 che il mio medico curante è una distinta signora che chiamerò qui Nicoletta Prosperi, anche se naturalmente non è il suo vero nome. Non ho mai avuto un buon rapporto con questa signora. Sarà forse l’irritazione che mi ha sempre causato il constatare che, nonostante l’orario del suo studio al mattino parta dalle 9, non si presenti mai prima delle 9.30. Ha però di certo contribuito un episodio davvero spiacevole occorso nell’ormai lontano 2002.
the_anatomy_lesson.jpgDurante un viaggio di lavoro in Germania mi svegliai un mattino con un fortissimo dolore alla schiena. Rientrato in Italia andai a fare un giro dalla dottoressa Prosperi la quale mi diagnosticò, senza nemmeno entrare in contatto tattile con il sottoscritto, uno strappo muscolare, curabile con anti-infiammatorio e pomate varie. Passò qualche giorno senza che la situazione migliorasse, anzi il dolore si faceva insopportabile. Chiesi se non fosse il caso di consultare uno specialista ma lei mi disse che non ce n’era bisogno e che tanto valeva continuare con la cura, che prima o poi il dolore sarebbe cessato, ma non cessava. Qualche giorno dopo mandai una mia parente e prendere la ricetta per l’antiinfiammatorio che avevo già finito e l’ineffabile dottoressa Prosperi avanzò, con la mia parente, l’ipotesi che il disturbo fosse in realtà di natura ipocondriaca, se non finalizzato scientemente a starmene a casa dal lavoro. Esasperato, decisi di chiedere un consulto privato (allora credevo ancora nella sanità pubblica ed ero quindi restìo a farlo); andai da un fisiatra che, facendomi fare pochi semplici movimenti, mi diagnosticò un’ernia del disco in area cervicale: scoprii poi che i movimenti che mi aveva fatto fare non costituivano un metodo rivoluzionario noto solo a pochi luminari, ma un canovaccio che qualunque medico conosceva. Quando andai dalla dottoressa (con specializzazione in fisiatrìa) a comunicarle la scoperta con un tono vagamente seccato, mi tolsi qualche soddisfazione…
Dopo parecchi anni, durante i quali una salute tutto sommato buona mi aveva distolto dall’intento di cambiare medico, sono tornato dalla dottoressa Prosperi perché affetto da una tosse continua ed insistente. La dottoressa, sempre convinta della bontà di un contatto limitato a vista e udito, mi prescriveva una visita specialistica da un otorino. Provvidenzialmente mia moglie mi consigliava di andare da uno specialista che lei conosceva e costui, dopo esame della mia gola tramite un sondino, mi diagnosticava un reflusso gastro-esofageo prescrivendomi una gastroscopia. Tornavo dalla dottoressa Prosperi per la prescrizione dell’esame e costei commentava in tono sprezzante con il suo praticante la diagnosi, sostenendo che i sintomi lasciavano pensare piuttosto ad un’allergia e che la gastroscopia non avrebbe comunque fornito nessun dato aggiuntivo. Le chiedevo semplicemente di parlarsi con il mio otorino e di farmi poi sapere quale terapia avrei dovuto seguire. La conversazione telefonica tra i due dava l’esito scontato: la dottoressa ammetteva la propria ignoranza e l’otorino mi richiamava annunciandomi che avrei avuto l’impegnativa per la gastroscopia. Peccato solo aver fatto un paio d’ore di coda per dover tornare la settimana successiva per ritirare l’impegnativa. L’esame dava l’esito previsto: un’ernia iatale era la causa del reflusso e quindi della tosse. Insomma anche stavolta la Dottoressa Prosperi si è presa una bella cantonata.
Questa volta ho deciso davvero: presto cambierò medico e forse non avrò più occasione di cadere tra le grinfie della dottoressa Prosperi, però mi rimarrà la curiosità di capire quale cocciuta incoscienza spinge un’attempata signora ad esporsi a figuracce simili per difendere sue convinzioni scientifiche talmente poco solide da crollare di fronte al primo parere contrario.
vignetta_dottore.gif Pensandoci bene però qualche idea sull’origine di questo atteggiamento mi viene. Non sono un esperto di medicina né tantomeno di storia della medicina, ma ho l’impressione che quando la dottoressa Prosperi ha iniziato a esercitare la sua attività (presumibilmente negli anni 70) la medicina fosse una disciplina un po’ più semplice di quella attuale e forse il ruolo del medico generico non era solo indirizzare i pazienti verso lo specialista giusto ma, nella maggior parte dei casi, diagnosticare e curare direttamente il disturbo. Poi la medicina si è complicata, è diventata una disciplina sempre più multiforme, le nozioni necessarie a diagnosticare un disturbo possono ben difficilmente stare nella testa di una persona sola. La dottoressa Prosperi però è rimasta là, ai suoi vent’anni, e non accetta che uno specialista le insegni il mestiere, quando lo fa si ribella, scalcia, se la prende con il malcapitato paziente di turno, tranne poi ammettere la propria ignoranza di fronte alla competenza superiore dello specialista. Sono tanti a fare così, non solo medici generici: sono in tanti a pretendere che il mondo rimanga quello dei propri vent’anni, quello che piaceva loro perché erano giovani e ottimisti e par loro che se ritrovassero quel mondo potrebbero essere di nuovo giovani e ottimisti. Dall’altra parte ci sono le vittime, quelli che per la cecità di costoro sono costretti ad affrontare in alcuni casi, come fortunamente il mio, solo inutili perdite di tempo, fastidi; in altri casi discriminazioni, privazioni dei propri diritti o addirittura sofferenze. Ecco, in quello studio medico, anch’io mi sono sentito, nel mio piccolo, vittima di quel modo di pensare e, anche per questo, mi sono sentito ancor più vicino di prima a chi di quel modo di pensare subisce i danni, molto più dolorosamente di quanto occorso a me.

24 Giugno 2013

Un solo commento. a 'La triste scienza'

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  1. irmici paolo afferma:

    sempre riguardo un medico di base: il mio dodici anni fa diagnosticava il mio senso di oppressione al petto, curandomi co ansiolitici. Alle mie rimostranze ha sempre insistito che il mio era un fatto nervoso e di stare tranquillo. Un sabato di undici anni fa mio figlio vedendomi cosi’ come mi aveva visto il medico altre volte, insistette per portarmi al pronto soccorso. RICOVERO IMMEDIATO PER GRAVE ATTACCO DI ANGINA. Dopo sette giorni di ricovero e fatti tutti gli esami del caso, tra cui due coronografie, mi sono state prescritte cure che seguo a tutt’oggi, e convivo benissimo con la patologia tenuta sotto controllo. Tengo a precisare che quello che mi aveva in cura prima non ha mai ritenuto utile prescrivermi un elettrocardiogramma.
    FACCIAMO TUTTI INSIEME UN VAFFA DAY PER QUESTI MEDICI DI M……,….

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