Soma torna si (tr. siamo di nuovo qui)

suma-turna-si.jpgSono passate un po’ di settimane ormai ma un pezzo sulla chiusura della stagione calcistica non vorrei farmelo mancare. Per il popolo biancoenero non è stata una stagione così perfetta come quella passata. Lo scudetto un po’ ce lo aspettavamo, mentre l’anno passato all’inizio pareva pura chimera; nessuno quest’anno sperava seriamente nella vittoria in Coppa dei Campioni ma certo che qualche sogno lo si era fatto e un’eliminazione così netta come quella rimediata contro il Bayern non c’è piaciuta; dopo l’imbattibilità della scorsa stagione quest’anno di sconfitte ne abbiamo collezionate parecchie e non è mai bello.
Però questa stagione, proprio perché non inaspettata, è stata forse quella che ha restituito ai tifosi di colei che un tempo veniva definita Madama quella serenità perduta nel 2006. Lo scudetto è arrivato non come conquista insperata ma come constatazione di superiorità. Come un tempo, superiori in Italia, ci siamo ritrovati a dover recriminare sulla nostra inferiorità in Europa, esperienza frequentwe di una società che, stando sempre un po’ fuori dai giochi del nostro calcio, risente poco delle oscillazioni del resto dell’ambiente di casa nostra. Ciò la rende quasi sempre la migliore nei periodi più bui del calcio italiano, venendo invece talvolta superata da altre proprio nei periodi di massimo splendore della “pedata” italica.
Per completare il ritorno al passato, non ci siamo fatti mancare le recriminazioni di chi è arrivato dietro, a partire dall’assurda polemica sulla Supercoppa di Pechino, per proseguire con le discussioni surreali sulla posizione di Conte durante il suo periodo di squalifica, senza dimenticare le vicende di Catania-Juve (a proposito: Pulvirenti avrà visto il recente spareggio di Lega Pro Cuneo-Reggiana?), per finire con il mantra delle proteste interiste contro gli arbitri. Ecco quest’ultimo punto forse è quello che ha reso più lieti i tifosi zebrati: sentire Moratti, dopo avere preso quattro pappine dall’Atalanta in casa propria, scagliarsi contro l’arbitro è stato uno dei momenti che più di ogni altro hanno sancito che il calcio italiano è tornato alla normalità e alla regolarità pre-2006. Per carità, i tentativi di condizionare gli eventi, dall’alto del proprio strapotere mediatico, ci sono sempre e talvolta funzionano anche, ma fortunatamente incidono sempre relativamente poco.
Alla fine tutto ciò è consolante anche per i non-juventini: ci dice che le congiure di palazzo, anche quelle apparentemente più laceranti, hanno effetti relativamente effimeri e sono i valori fondamentali ad emergere e ad imporsi. In fondo è una conclusione che ci restituisce speranza che il tempo possa essere galantuomo anche in settori meno frivoli della nostra vita.

8 Giugno 2013

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