Lo spammer

Qualche mese fa ero in auto con mia moglie in Corso Giulio Cesare a Torino e siamo stati affiancati da un paio di auto che camminavano sulla corsia riservata ai tram, con l’aria di avere una certa fretta. Sia sulla prima che sulla seconda auto vi erano due persone di taglia robusta sedute sui sedili anteriori, mentre sul sedile posteriore della prima vettura c’era una persona la cui fisionomia, grazie ad un tram che interrompeva la corsa delle macchine, riuscivo a riconoscere in Massimo D’Alema. Scoprivamo poi che l’ex-Presidente del Consiglio era atteso a non ricordo più che convegno.
Lì per lì non abbiamo mancato di chiederci se questo dispiegamento di forze fosse davvero richiesto dalla carica che D’Alema ricopre attualmente, ovvero Presidente del COPASIR - E’ proprio così probabile che qualcuno pensi di aggredire il responsabile di un istituto che ha sì a che vedere con i Servizi Segreti ma che proprio per questo non ha molta visibilità?
Sicuramente non ci siamo chiesti se stesse andando ad un incontro istituzionale, ad un semplice convegno o ad una partita a bridge con gli amici. Se uno ha una scorta ce l’ha e se la porta dietro ovunque vada, altrimenti non avrebbe senso avere una scorta. Una scorta serve per prevenire aggressioni e attentati: non si capisce perché un attentatore si dovrebbe astenere dal colpirti mentre vai a prenderti un caffé al bar o mentre vai a fare la spesa. Per questo motivo la polemica che a suo tempo si scatenò di fronte alla foto di Anna Finocchiaro che andava all’IKEA con la scorta rivela in chi l’ha sostenuta un Quoziente Intellettivo imbarazzante. La denuncia non era resa più consistente dalla constatazione che un uomo della scorta stesse spingendo il carrello: fossi stato in uno degli uomini della scorta avrei trovato semmai imbarazzante essere colto mentre passeggiavo tranquillamente, lasciando che una donna di mezza età spingesse il carrello. Che allora mi sia ritrovato sul mio profilo Facebook qualche condivisione sul tema, magari commentato con qualche parola in maiuscolo, anche da parte di persone che pure non manifestano all’apparenza un QI da scimpanzé, lo voglio considerare benignamente come una di quelle cose che a tutti capitano quando sono sovrappensiero, come quando cerchi di avvitare il cappuccio del tubetto di dentifricio sulla punta dello spazzolino. Che però questo episodio arrivi a rivangarlo, come elemento squalificante nei confronti dell’interessata, il candidato a guidare la sinistra italiana è cosa che mi fa correre un brivido lungo la schiena. Me la fa correre perché i casi sono due: o è scemo lui o prende per scemi noi. Non è tanto la mia propensione per la seconda ipotesi che mi inquieta, sono le conseguenze.
renzimatteo_2012.jpgCome tanti elettori della sinistra italiana, il sottoscritto non nasce “di sinistra”, mi ha spinto a votare da quella parte la sensazione che fosse la parte politica che meno trattasse i propri elettori come dei babbei. Non che non mi senta mai preso in giro da esponenti di quella parte, ma è una presa in giro più fine, che presuppone un minimo di stima nel tuo interlocutore. Però la situazione venutasi a creare dopo le ultimi elezioni sembra aver fatto riflettere qualcuno, il fatto che i voti fuggiti dalla casa berlusconiana siano approdati in quella grillina hanno in molti ridotto ulteriormente la stima che hanno dei loro concittadini e forse Renzi ha percepito che il momento fosse buono per cercare un’invasione di campo, per dare anche lui dei dementi ai suoi potenziali elettori. E’ il solito rischio di giocare sul terreno dell’avversario, puoi ottenere una vittoria storica ma anche una clamorosa sconfitta. Se ti metti a fare calcio spettacolo contro il Brasile e vinci è un’impresa storica, ma rischi una sconfitta esemplare. Lui però ci prova e comincia a dare messaggi vari, prima che Bersani ha fatto male a cercare l’intesa con il M5S, poi che ha fatto male a cercare l’intesa con Berlusconi, l’importante è esserci sempre, è apparire sempre, è apparire opposizione all’interno del partito di maggioranza perché la sua immagine rimanga ben impressa, quel che dice importa poco: pro-Marchionne anti-Marchionne, pro-TAV anti-TAV… E’ la logica dello spammer, non importa l’impatto del messaggio nel destinatario, l’importante è che prima o poi qualcuno ci clicchi sopra.
Non so come andrà a finire, non so se Renzi riuscirà ad essere il nuovo leader della sinistra e se in quel caso molti che hanno sempre votato a sinistra per appartenenza continueranno a votarla anche quando fosse guidata dal sindaco o la abbandoneranno nauseati dalle sue giravolte, non so se quelli che lo abbandoneranno saranno meno di quanti affluiranno alla casa PD, lusingati dal suo flauto rottamatore. So però che spesso le migliori riforme sono quelle che si fanno sotto la minaccia dei forconi e, come in queste ore stiamo vedendo per quanto riguarda l’elezione del Presidente, agitare le pance spesso fa bene anche alle teste. E allora aspetto con ottimismo che dal polverone che Renzi sta sollevando emerga un candidato alla futura guida del paese un po’ più credibile sia di lui che di Bersani. Credo sia, per quanto flebile, l’unica speranza a cui personalmente sento di potermi aggraopare.

19 Aprile 2013

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