Nessuna lacrima

neruda.jpgLunedì scorso è stata riesumata a Santiago del Cile la salma del poeta Pablo Neruda. Il motivo è l’agghiacciante dubbio venuto a galla recentemente che la sua morte, avvenuta a pochi giorni dal sanguinoso golpe del generale Pinochet, non sia stata naturale ma ordinata dal regime. Che il regime di Pinochet sia stato uno dei più sanguinari che la storia degli ultimi cinquant’anni ha conosciuto è indubbio: più di 2.000 persone torturate e uccise per mere ragioni di opinioni sono un dato che di per sé lascia attoniti, leggendo il rapporto della Commissione Nazione di Verità e Riconciliazione si ha l’impressione che più che di fronte ad un dittatore e il suo Stato Maggiore siamo di fronte ad un gruppo di sadici assassini che probabilmente, se non avessero fatto carriera militare, avrebbero fondato una setta satanista andando in giro a sgozzare vecchiette, per collezionarne i cadaveri in una ghiacciaia in cantina. Cosa può aggiungere a tutto ciò l’assassinio di un poeta? Forse nulla, forse era solo uno dei tanti che non la pensava come il regime, ma l’impressione che io ne ho è che invece sia una specie di marchio d’autore, uccidere 2.000 sconosciuti forse non era abbastanza, rischi di non passare alla storia lo stesso, per lasciare un oltraggio indelebile nella storia dell’umanità devi uccidere una personalità che vada al di là della contesa politica. E’ come il pazzo omicida che preferisce compiere una strage in una scuola che in un ufficio postale,  è come la setta satanica di cui sopra che dopo aver sterminato una famiglia lascia il cadavere del bambino impiccato alla porta d’ingresso: sono quegli oltraggi al nostro vivere, alla nostra cultura, fatti apposta per resistere all’oblìo, nella follia di chi crede che la gloria possa anche passare attraverso la distruzione della vita altrui.
margaret_thatcher.jpgSempre Lunedì è morta l’ex-premier britannica Margaret Thatcher. Non voglio pronunciarmi su quanto ha fatto come politico, né sulla sua politica interna, né sulla sua politica estera. Posso anche non essere d’accordo su parte della sua impostazione politica, ma la democrazia si fonda sul rispetto umano anche per chi non la pensa come noi, anche per chi prende decisioni che noi riteniamo deprecabili. C’è però un’altra dimensione che è appunto quella strettamente umana e qui non posso non ricordare, ben al di fuori della sfera politica, la scabrosa amicizia che la Thatcher non ha mai nascosto verso Pinochet stesso, non mancando di lottare aspramente dal 1998 al 2000 contro il mandato di cattura spiccato dalla Spagna contro il dittatore, mandato che tenne il medesimo fermo a Londra per due anni, per poi risolversi in un ignominioso ritorno del Generale in patria. Quando penso a questo, quando penso che Margaret Thatcher non ha mai mancato di tributare la sua amicizia ad un personaggio di quella risma, non riesco proprio a pensarla come un essere umano, non riesco a pensarla, per quanto possa essere stata una grande statista, come una persona della quale il mondo sentirà la mancanza e per la cui scomparsa valga la pena di versare anche solo mezza lacrima.

11 Aprile 2013

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