Il forte raffreddore

Qualche giorno fa Beppe Grillo ha commentato la scelta che i suoi si sono trovati a fare (e alcuni hanno fatto) tra Renato Schifani e Pietro Grasso per la carica di Presidente del Senato dicendo: “era una scelta impossibile. Si trattava di scegliere tra la peste bubbonica e un forte raffreddore”. La cosa mi ha suscitato alcune riflessioni.
starnuto.jpgEsaminandola superficialmente la metafora non ha senso: un raffreddore, per quanto forte, è certamente preferibile alla peste bubbonica, quindi la scelta non è affatto impossibile. Però se ci si pensa bene un senso la cosa ce l’ha, soprattutto se lo confrontiamo con lo spirito del Movimento fondato dal comico genovese. Grillo ha costruito il suo consenso trasversale proprio sul non essere né peste né raffreddore, né PdL né “Pdmenoelle”. Dubito che davvero la maggior parte degli elettori di Grillo mettano Bersani e Berlusconi sullo stesso piano, ma il bello di Grillo è proprio che non ti chiede compromessi, che non ti propone nemmeno il raffreddore, ti propone una terza via, in cui non c’è nemmeno il raffreddore, in cui ogni problema ha una soluzione a cui non aveva pensato prima nessuno, in cui ogni nodo è colpa dell’oscuro tramare di qualcuno, e chi non ci arriva è perché è uno schiavo del potere che non vuol saperne di aprire gli occhi.
Visto dal fronte opposto questo giustifica il fastidio che molti provano verso Grillo e i suoi: è il fastidio di chi è abituato a convivere con il raffreddore ed è sinceramente infastidito da chi prefigura questo mondo senza il naso che cola, perché non ci crede e chi propugna una simile soluzione suona come un venditore di fumo. C’è chi alla scomparsa del raffreddore non crede perché è un disturbo che c’è sempre stato ed è difficile pensare ad un mondo in cui puoi uscire di casa con i capelli bagnati senza sentirti dire dalla mamma: “Guarda che così ti raffreddi!“, c’è chi invece non ci crede perché è cosciente che la medicina attuale non ci offre un vaccino: gli uni e gli altri però si irritano, come ti irriti quando ti senti preso in giro.
Lo so che c’è chi invece è convinto che “un mondo senza raffreddore è possibile”, che in fondo tante malattie sono state debellate, che la case farmaceutiche sono subdole e nascondono la cura definitiva per poter vendere analgesici, spay nasali e creme balsamiche. Non dico che sia un male: in fondo qualcuno al mondo che la pensa così ci vuole anche perché qualche volta (anche se poche) ci azzecca pure.
Sia come sia lo spartiacque è proprio qui e allora ecco che il forte raffreddore assume un significato insospettabilmente profondo. Detto questo e detto che mi sento più a mio agio con chi ritiene che convivere con il raffreddore sia una fastidiosa necessità e non l’imposizione di qualche subdolo grande vecchio, spero vivamente che poi qualcuno lo debellerà questo raffreddore, anche perché da un paio di settimane ho il naso che cola come un gelato al sole e vorrei tanto che qualcuno mi dicesse che un rimedio risolutivo c’è.

27 Marzo 2013

Un solo commento. a 'Il forte raffreddore'

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  1. ale 73 afferma:

    Alberto, la prendo un pò larga per dire la mia. Voglio riallacciarmi ad uno dei casi di scelta tra il forte raffreddore e la peste bubbonica che più ha determinato la storia del mondo.
    Winston Churchill, durante la seconda guerra mondiale, affermava che se Hitler avesse mosso guerra al diavolo, lui si sarebbe alleato con il diavolo. Da questa considerazione di fondo mosse la scelta di aiutare, nel momento del bisogno, l’Unione Sovietica invasa dai nazisti. Al di là delle necessarie semplificazioni che il ragionamento sconta, pensiamo a cosa sarebbe successo se le due nazioni fossero andate ciascuna per la propria strada ed Hitler avesse vinto la guerra. Dovessimo tornare alle elezioni, e Berlusconi dovesse vincerle in modo da assicurarsi 5 anni di “Incondizionato ” governo, dopo di lui Grilllo non si ritroverebbe più alcun paese da salvare …

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