Abbasso i vincoli e le regole!

beppe_grillo_gommone.jpgLa prima volta che ho sentito conoscenti di idee berlusconiano-leghiste ipotizzare un voto al Movimento 5 Stelle un po’ mi sono stupito. L’immagine diffusa del Movimento lo collocava su posizioni vicine all’”Antagonismo”: i “Notav”, la versione italiana degli “Indignati”, quelle posizioni che si riconoscono in una critica al sistema, al potere, allo status quo, spesso infarcita di semplificazioni e di complottismi e in questo soprattutto dissonante rispetto a posizioni “progessiste”, ma ben più lontana dalla classica casalinga berlusconiana, o dal classico artigiano o piccolo imprenditore leghista, apparentemente così ancorati e fedeli al sistema e sottomessi al “potere”. Eppure c’era qualcosa in Grillo che ricorda in parte Bossi, in parte Berlusconi, il modo di presentarsi, di stare sul palco, di fare sempre qualcosa fuori dalle righe, di voler a tutti i costi riempire le pagine dei giornali, ma anche lo sfidare sempre e comunque le convenzioni, gli schemi intellettuali, le istituzioni. In modo diverso e su livelli diversi, Berlusconi a raccontare le barzellette sporche, Grillo a insultare tutto e tutti, l’uno in dose omeopatica, l’altro da cavallo, ma alla fine quel tanto in comune ce l’avevano e ce l’hanno e ciò giustifica come qualcuno possa trovare delle analogie con Berlusconi o con Bossi e quindi di spostare, come tanti hanno fatto, il proprio voto da Pdl e Lega a Grillo.
Con tutto questo però rimane il fatto che hanno votato per il Movimento Cinque Stelle anche molte persone che Berlusconi non lo hanno e non lo avrebbero mai votato. Ma anche qui hanno premiato la rottura totale ed estrema con il sistema, la critica graffiante e spesso distruttiva al potere economico-finanziario. Si potrebbe concludere semplicisticamente con espressioni come populismo e qualunquismo, ma solo perché vediamo il fenomeno con le dimensioni classiche della politica: conservatori e progressisti, nostalgici e modernisti. Il Movimento Cinque Stelle ha inaugurato o potenziato una dimensione diversa che corre lungo il filo che è quello del sistema: inteso estesamente come insieme di vincolo, regole e  limiti. Mi viene in mente una intervista di cinque anni fa in cui Scalfari definì Grillo “L’arci italiano”: aveva ragione perché uno delle pulsioni aggressive più consolidate dell’italiano è appunto quello contro regole e limiti che il vivere sociale ci impone, imposizione che avviene alcune volte per comodità delle classi dominanti, in altri casi per assenza di alternative disponibili. Grillo non fa molte distinzioni: mette alla berlina le istituzioni, la politica, tutti i valori consolidati nelle prospettive intellettuali che vanno per la maggiore: a differenza di Berlusconi lo fa senza sconti e senza opportunismi, se la prende con la politica come con le banche, con gli imprenditori come con i sindacati, con i politici corrotti come con la Costituzione, con i finanziamenti alla politica come quelli alla stampa, e tutto senza quel fair play istituzionale tipico della cultura progressista, senza preoccuparsi di distinguere bambino e acqua sporca, in un dannunziano “Me ne fotto“. Per questo finisce con il raccogliere sotto la sua ala tutti quanti: dal declinofelicista al frequentatore dei centri sociali, dall’anarcocapitalista all’anti-sionista, dalla persona poco scolarizzata che non capisce la politica, a quella scolarizzata che sostiene convintamente l’uscita dall’Euro e il congelamento del debito pubblico. L’importante è che si abbatta tutto e non importa se in quel tutto cì anche qualcosa che andava salvato, si ricostruirà… A Grillo importa andare contro ad ogni convenzione, forse perché è davvero convinto che per rinnovare si debba fare “tabula rasa”, ma forse perché sa che lì si trova il consenso. Sa che così si solletica la pancia degli italiani che trovano odioso qualunque vincolo o conseguenza del vivere sociale: l’inceneritore, l’inquinamento, la cementificazione del territorio ma anche le tasse, la macchina da parcheggiare dentro le righe, la coda alla posta. Dov’è però la novità? Perché solo ora? Perché fino a ieri il fronte inconoclasta che unisce le sopracitate categorie si considerava così diviso? Cosa lo ha improvvisamente unito?
La risposta non può prescindere dalla storia del grillismo che è una storia strettamente connessa alla Rete e al potere che la Rete concede a chi la sa usare. La Rete ha una capacità straordinaria di diffondere informazione rapidamente ed a basso costo, che ne fa un elemento emotivante molto stimolante. Chi sta in rete ha una sensazione di onnipotenza che chi ne sta fuori non ha, sai che se commenti sul blog di Grillo dopo pochi minuti migliaia di persone leggeranno quello che hai scritto, sai che la stessa cosa capiterà se scrivi qualcosa di interessante su Facebook ai tuoi duecento amici e se qualcuno di essi lo condividerà ai suoi quattrocento amici. Grillo è la guida, ma anche tu che discorri con lui sul suo blog ti senti parte della sua battaglia, e ti senti di potere spernacchiare tutti senza temere conseguenze. L’effetto è quindi che, mentre Berlusconi quando fa le corna al Consiglio Europeo ti suggerisce che lui può farlo perché è Berlusconi, quando Grillo invece urla “Vaffa” dal palco a tutto e tutti, ti lascia pensare che puoi salire anche tu e gridare la stessa cosa. La dissacrazione in Berlusconi è un lusso che lui si può permettere e gli altri no, con Grillo invece è un diritto per tutti. I fatti degli ultimi giorni ci suggeriscono che sia un diritto finché non dissacri Grillo, ma questo è un altro discorso… Tutto questo si concretizza nell’utopia della democrazia diretta totale via Rete, utopia che si delinea come tale ancor più in questi giorni in cui il Movimento Cinque Stelle trasmette un’immagine verticistica come pochi altri.
Intendiamoci: detesto le generalizzazioni e non ne voglio fare io. Sono certo che, tra quanti hanno votato M5S, ci sono moltissimi che continuano a pensare che il consenso democratico non possa che essere raccolto da forze politiche (che in italiano si chiamano partiti) non troppo dissimili organizzativamente da quella attuali, che continueranno e dover esserci dei mediatori che gestiscono il nostro denaro (che in italiano si chiamano banche) e che è bene siano aziende private, che il nostro mondo va verso una integrazione politico-economica e non una disintegrazione, che le colpe del declino nel nostro paese sono nelle persone che hanno interpretato certi ruoli e non nei ruoli stessi. Queste persone hanno votato per il Movimento 5 Stelle in critica alla proposta politica degli altri schieramenti e non, anzi forse nonostante, la sopracitata immagine di Grillo. Rimane il fatto che tutto ciò, che normalmente va sotto la triviale definizione di “voto di protesta” da sola non ha mai raggiunto il 25% e che tra gli elettori di Grillo ce ne sono moltissimi che sono convinti che la colpa è delle “banche”, dei “partiti”, dell’”Europa” e che c’è modo di fare a meno di queste mostruose creature, costruendo un mondo diverso anche se ancora non sappiamo nulla di questo mondo.
Come finirà tutto questo? Riuscirà Grillo a far saltare in aria tutto, oppure riusciremo a salvare quello che val la pena di salvare? La fusione sotto il comune desiderio di rottura durerà o torneranno ad essere altre le categorie sulla base della quale dividersi? Le profezie su Grillo non sono facili e chi le ha fatte spesso non si è trovato poi bene, ma ho l’impressione che, come altri in passato, quando si troverà a rivestire ruoli di governo il suo Movimento dovrà fermare la sua furia distruttrice e prendere decisioni e quelle decisioni andranno ad insistere sugli unici binomi possibili: tasse/spesa pubblica; imprenditori/lavoratori; dipendenti/autonomi; ecologia/sviluppo. A quel punto immagino che dovrà prendere quindi una posizione che implicherà una sua collocazione secondo le categorie consolidate della politica, e magari allora ci faremo anche un’idea del paese che ha in mente Grillo, se ne ha in mente uno, cosa che al momento francamente mi sfugge. Ma probabilmente vedo le cose così perché anch’io sono discretamente morto, non so capire il nuovo, sono una salma, una cariatide, un ectoplasma, eccetera eccetera eccetera…

9 Marzo 2013

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