Gli attacchi a Famiglia Cristiana

E’ tipico di chi è grossolano confermare un’accusa proprio nel momento in cui cerca di smentirla. Pochi giorni orsono Famiglia Cristiana aveva attaccato il governo per le politiche sui Rom, paventando il rischio di un ritorno al fascismo. Se quello di Famiglia Cristiana poteva apparire un allarmismo eccessivo, la reazione che la grossolana maggioranza che governa il paese ha avuto non può invece che aver dato nuovi motivi di timore ed aver confermato l’idiosincrasia che la maggior parte della nostra classe politica ha nei confronti del dissenso e quindi dei basilari meccanismi democratici. C’è un solo modo che un governo democratico ha di reagire ad un attacco proveniente da una fonte di informazione: smontare le accuse ribattendo punto per punto se si è in grado di farlo. Invece, dimostrando la propria allergia per questi meccanismi, la maggioranza ha ribattuto con insulti, denigrazioni ed inviti rivolti alla Chiesa a prendere le distanze dalle posizioni espresse dal periodico di area cattolica, invito che la gerarchia ecclesiale ha prontamente accolto. Si è arrivati perfino ad istigazioni deliranti al boicottaggio come questa.
Questa maggioranza è uscita trionfante dalle elezioni, ha già sbrigato la parte più sporca del suo lavoro, ovvero coprire le magagne giudiziarie del suo premier, senza che la popolarità del governo ne patisse più di tanto. In una situazione simile, di fronte alle posizioni critiche di un periodico dalla modesta tiratura, sarebbe ragionevole aspettarsi una reazione più mite. La violenza da regime totalitario con la quale invece la maggioranza ha reagito fa pensare ad una patologica difficoltà di concepire ed accettare il dissenso. Parafrasando Don Abbondio mi vien da dire: “se uno la cultura democratica non ce l’ha, mica se la può dare…

18 Agosto 2008

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