Il sogno di alcuni, l’incubo di tutti gli altri

the-sun_vignetta_berlusconi.jpgMi duole dover parlare delle ultime sparate di Berlusconi, ma purtroppo l’agenda del momento è questa e questo ciò di cui si parla. Mi duole perché mi ripugna dover ancora parlare di queste cose e perché sento di star trattando come degli imbelli tanti miei connazionali, solo al toccare quest’argomento, ma l’alternativa è non parlarne e avrebbe in effetti la stessa valenza. Questa volta non c’è nemmeno bisogno di mettere in fila due numeri per capire che la promessa di restituire l’IMU è una ciarlataneria della peggior specie: al di là delle farneticazioni sul rientro dei capitali dalla Svizzera è evidente che recuperare in termini di riduzioni della spesa pubblica quanto necessario vorrebbe dire creare conflitti sociali peggiori di quelli esplosi in Grecia nei mesi scorsi. Un tempo la reazione di fronte a questi abusi della buona fede dell’elettorato erano rabbiosi, ora domina l’ironia, come per quelle voci ormai talmente grottesche da non meritare nemmeno più indignazione. Eppure, tra lo sbigottimento di molti, c’è ancora chi dà credito a quest’uomo, c’è chi, lungi dall’essere stato bruciato dalla mancata realizzazione di programmi molto meno ambiziosi, è pronto a dare il proprio consenso a chi lo ha abbondantemente tradito e preso in giro nel passato. Non sono serviti gli scandali e la corruzione, non è servita l’esibizione di modelli di vita da basso impero sbattuta in faccia a chi sopravvive a stento con la sue pensione, non è servito nemmeno l’emergere di figure comunque alternative alla sinistra in concorrenza con Berlusconi (Monti da una parte, Grillo dall’altra, senza dimenticare il successo crescente di Giannino). Berlusconi rischia di tornare in sella al nostro paese, pronto a farne di nuovo, o forse ancor più che in passato, lo zimbello del panorama internazionale, ma soprattutto pronto a riportarlo al collasso finanziario.
Il risultato è che la maggioranza degli italiani, pur non avendo più in comune un colore politico, si ritrova unita dalla preoccupazione per il possibile ritorno al Governo di quest’uomo, e questa preoccupazione si tramuta di giorno in giorno in angoscia. Un’angoscia che è significativmente condivisa nelle ultime ore dai mercati finanziari che prefigurano una nuova crisi finanziaria in caso di vittoria della coalizione berlusconiana. Nelle parole di chi manifesta questa angoscia è frequente l’abitudine di etichettare nelle maniere più varie chi ha intenzione di votare per la coalizione guidata dal PdL, ma trovo ci sia un profondo fraintendimento sotto molte di queste etichette. L’elettore berlusconiano è dipinto infatti spesso come un disperato la cui unica illusoria àncora di salvezza è il compiersi dei miracoli prospettati da Berlusconi: così descritto sembra un figlio della crisi, un prodotto di questi ultimi anni, ma Berlusconi di consensi ne raccoglieva ben prima che la congiuntura diventasse quella attuale.
In effetti questa interpretazione del fenomeno mi pare decisamente fuorviante: la disperazione è uno stato emotivo che porta gli individui in genere ad essere pragmatici, lucidi, a puntare diritto all’obiettivo, magari a prendere risoluzioni estreme ma con la massima decisione e intraprendenza, ad essere in una parola “adulti”. Chi invece è soggiogato dal flauto berlusconiano adulto non è: è mosso dalla fanciullesca illusione che sia tutto possibile, che i problemi più complessi abbiano una soluzione semplice, che non ci sia bisogno di mettersi in gioco in proprio perché c’è chi lo farà per noi. E’ un po’ come mia figlia che ha due anni e mezzo e che pensa che Papà possa sempre rimediare facilmente a qualunque cosa, scrivo “un po’” perché perfino lei già mi pare sfiorata del dubbio che in effetti non sia così. No, non è un disperato chi ragiona così, è solo affetto da un infantilismo cronico, troppo abituato com’è a pensare che ci sia sempre qualcuno più bravo degli altri che alla fine ti risolve il problema, come in ogni buona serie televisiva. La vita in genere ci abitua a scoprire che per recuperare i nostri errori c’è bisogno sempre di rimboccarsi le maniche, di rinunciare a qualcosa, spesso di soffrire, non c’è mai il supereroe che ti viene in soccorso. E così anche tra quanti nel passato hanno simpatizzato per Berlusconi molti hanno capito ora che non c’è riequilibrio delle finanze pubbliche senza nuove tasse o nuovi tagli alle spese e si accingono a votare per una delle forze politiche che propone una di queste ricette. C’è però una fetta importante, rilevante, di italiani che guarda ancora alla politica come ad un film, al politico come all’eroe che accorrerà a salvarci, e quella parte di elettorato sentirà sempre, per quante fanfaluche racconti, per quanto si dimostri un ciarlatano e un cialtrone, l’irresistibile richiamo del flauto di Berlusconi, in nome dell’unica qualità che il nostro Papi davvero detiene: cioè quella di saper mentire nel modo più spudorato e sfacciato.
lincubo.jpgNon stupiamoci di tutto ciò: poche settimane orsono milioni di persone si sono angosciate per la possibile fine del mondo solo perché sarebbe finito un ciclo del calendario Maya, invocando un’inesistente profezia; più di settecento cittadini torinesi hanno recentemente presentato una petizione al loro Comune per dedicare una seduta del Consiglio Comunale allo scottante tema delle “scie chimiche“. Piace a molti vivere in una realtà virtuale, proiezione del proprio immaginario: alcuni la riconoscono come tale e, all’occorrenza, sanno abbandonarla per guardare in faccia la realtà, altri non la riconoscono più e non sanno più evaderne nemmeno quando si tratta di decidere il futuro proprio e del proprio paese. Vivono come rinchiusi in una realtà di sogno, a cui non sanno più sfuggire: purtroppo questo sogno rischia di diventare drammaticamente un incubo per tutti noi. Facciamocene una ragione e speriamo che, almeno questa volta, a vincere sia qualcun altro, chiunque altro.

6 Febbraio 2013

2 commenti a 'Il sogno di alcuni, l’incubo di tutti gli altri'

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  1. ale 73 afferma:

    Caro Alberto, il problema è che per quanto ci sforziamo di credere di vivere in un paese come tutti gli altri, l’Italia è un paese che (senza volere utilizzare espressioni offensive verso molti nostri concittadini) in Berlusconi riassume al meglio le sue connotazioni etiche, morali e comportamentali. Non so se conosci le teorie sul “familismo amorale” di Banfield, elaborate a metà negli anni 50′ e ispirate da realtà italiche. Sono ancora una perfetta rappresentazione di cosa l’Italia, in larga parte, sia.

  2. Coloregrano afferma:

    Mah, sai. Quel che volevo significare è che non credo sia più solo una questione di “familismo amorale”. Una cosa è votare per qualcuno perché ha detto che ti restituirà i soldi dell’IMU, anche se questo avrà delle ripercussioni negative sul paese. Una cosa è credere che davvero lo farà Berlusconi nonostante, nel passato, sia ripetutamente venuto meno agli impegni presi. Non è più una questione di etica sociale ma di semplice credulità in uno che, per parte sua, non fa altro che alzare sempre più la posta, sparandole sempre più grosse….

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