Perché è una giornata unica

tavolo_sposi.jpgProprio oggi fanno tre mesi da quando io e mia moglie Cristiana abbiamo celebrato il nostro matrimonio. Non voglio sembrare irriverente ma devo confessarvi che durante la mia lunga vita da scapolo, sentendo chi mi raccontava quanto fosse splendido il giorno del proprio matrimonio, facevo fatica a capire fino in fondo questo entusiasmo. Mi dicevo che in fondo l’amore per una persona non lo scopri certo quel giorno, non è certo un anello al dito o un vestito elegante a farti vedere in una luce diversa i tuoi sentimenti per la donna o l’uomo con cui hai deciso di passare la vita. E infatti non lo è, ho poi scoperto: credo infatti non sia questo il punto.
La vita di ognuno di noi, da quando nasciamo, ruota attorno al nostro bisogno di amore, il bisogno di sentire attorno a sé calore, affetto, vicinanza, presenze costanti e rassicuranti. La maggior parte di ciò che facciamo è un ricercare, magari indirettamente, di soddisfare quel bisogno. Quando poi raggiungiamo l’adolescenza questo bisogno si concentra per la maggior parte di noi sulla ricerca di una compagno o un compagno, di una famiglia, di un focolare, e anche chi alla fine decide di rifuggire da quel modello, cercherà di soddisfare questo bisogno altrove, in modo magari meno stabile e più transitorio, ma per ogni essere umano si tratta di un elemento centrale della propria vita. Eppure ogni giorno lavoriamo, leggiamo libri di narrativa, scriviamo sul nostro blog di temi di attualità, ci infervoriamo per la partita della squadra del cuore, riordiniamo le nostre vecchie foto, pratichiamo con passione il nostro sport preferito, suoniamo uno strumento musicale e, qualche volta, nei ritagli di tempo, esprimiamo i nostri sentimenti alle persone a cui vogliamo bene ed in particolare a quella che è compagna della nostra vita. E qualche volta, nel farlo, ci dobbiamo anche guardare le spalle, perché il solo pronunciare la parola “amore”, il solo esprimere i nostri sentimenti, può indurre qualcuno a guardarci con diffidenza, a giudicarci mielosi e sdolcinati, perfino un po’ fatui.
E così quell’amore a cui abbiamo dedicato sogni, progetti, speranze, fin da ragazzini, è confinato a pochi fugaci momenti della nostra giornata: me lo immagino lì in un angolo, irritato e imbronciato, ad aspettare di ricevere un po’ di considerazione. Viene però un giorno di gloria anche per lui, un giorno che a lui è interamente dedicato. Quel giorno finalmente l’amore ha la priorità su tutto: lavoro, hobby, amici, parenti, cultura, sport. Anche i più cinici, anche quelli che di solito al solo sentir pronuciare la parola amore storcono la bocca, quel giorno sembrano guardarti con uno sguardo indulgente. Una cappa repressiva si solleva e le emozioni hanno il loro sfogo, perfino qualche lacrima viene bene accolta anche dai più severi.
Questo è quello che rende speciale quel giorno. Se si vuole è paradossale, la paradossale riconquista delle nostre emozioni. No, non scopriamo certo quel giorno l’amore per la persona che condivide la nostra esistenza, però riscopriamo quanto quell’amore è importante, quanto è centrale, per la nostra esistenza.
Organizzare un matrimonio è discretamente massacrante ed è anche spesso molto costoso, eppure quella riconquista, quella riscoperta, vale, a parer mio, davvero ogni euro speso e ogni stilla di sudore versato.

25 Novembre 2012

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