Il problema irrisolvibile

Il calcio vive da anni il problema arbitrale come uno dei più dibattuti. Le polemiche più accese, più violente e che più scuotono l’organizzazione del calcio ad ogni livello sono quelle legate alle decisioni degli arbitri. UEFA e FIFA si sono mobilitate negli anni per risolvere il problema, introducendo innovazioni e sperimentazioni. Si iniziò con il quarto uomo, introdotto per controllare le intemperanze dei giocatori in campo che spesso sfuggono alla visione dell’arbitro concentrato sullo svolgimento del gioco. Vi fu poi l’esperimento del doppio arbitro, che non ebbe grande successo. Infine si è arrivati quest’anno, dopo alcune sperimentazioni, all’arbitro di porta, un giudice ulteriore che oltre a controllare la segnatura di una rete deve controllare l’area di rigore dove spesso si verificano piccole irregolarità che sfuggono alla visione dell’arbitro principale. Non pochi episodi quest’anno sono stati correttamente interpretati proprio grazie alla presenza degli arbitri di porta, eppure proprio gli arbitri di porta sono più volte stati soggetti di contestazione. Non solo ma, se gli arbitri di porta hanno minimizzato gli errori di valutazione sui falli in area, si è tornati invece a considerare gli errori nella valutazione del fuorigioco come oggetto di scandalo. Il prossimo passo sarà l’introduzione dell’occhio elettronico per individuare automaticamente la segnatura, che verrà sperimentata nei prossimi mondiali per club, ma i costi di tali impianti possono sollevare qualche dubbio sul fatto che il gioco valga la candela.
lampard.jpegVarrebbe forse la pena a questo punto di fare una breve riflessione sul tema per capire se e perché il problema è così importante e così apperentemente inutili le innovazioni finora introdotte. Da spettatore imparziale (dopo l’eliminazione dell’Italia) degli ultimi mondiali ho trovato incredibile ed inaccettabile quanto accaduto in Inghilterra-Germania con l’Inghilterra che segna una rete vista come tale da milioni di persone in televisione (ancora prima del replay) ma non dall’arbitro né dai suoi collaboratori. La farsa di un arbitro che continua ad arbitrare lietamente essendo l’unico tra i presenti ad non essersi accorto della segnatura di un gol è uno spettacolo che non può che colpirti. Dicevo inaccettabile, ma non perché ritenga sia un errore inaccettabile da parte del direttore di gara: solo chi non ha mai fatto l’arbitro di calcio, e che forse non si è mai nemmeno troppo soffermato a riflettere, può trovare inaccettabile che un arbitro commetta un errore di questa portata. E’ inaccettabile perché il fatto che in tempo reale tutto il mondo sappia che un arbitro ha commesso un evidente errore, ma che non glielo possa comunicare è una assurdità che va evidentemente corretta. Il modo più ovvio per correggerlo, nel 2012, è introdurre quella che si definisce volgarmente la “moviola in campo”, e che nel rugby, dove c’è da molti anni, si definisce invece “Television Match Official”. Si tratterebbe di un arbitro che davanti ad un monitor televisivo riveda le immagini di taluni episodi controversi, venendo in aiuto dell’arbitro in campo. Questo risolverebbe tutti i casi più ecclatanti ma rimarrebbero altri casi, non pochi, in cui anche le immagini non sono così chiare e non mettono tutti d’accordo.
Prendiamo la partita di Supercoppa Juve-Napoli di quest’estate, che questo blog ha trattato a suo tempo. Ancora oggi i tifosi del Napoli considerano quella partita un autentico sopruso, eppure non c’è nessuno degli episodi controversi della partita per le quali le immagini abbiano dato chiari elementi contrari, anzi forse il Television Match Official avrebbe confermato le decisioni prese in campo dall’arbitro Mazzoleni. E già qui non può che sorgere qualche dubbio sulla natura reale del problema ma prima di affrontarlo veniamo alle polemiche delle ultime settimane.
Due settimane fa si gioca Catania-Juve; nel primo tempo c’è un’azione rocambolesca in area della Juve, una doppia deviazione dei giocatori del Catania manda la palla a sbattere sul palo, Bergessio interviene e mette in goal. Sulle prime l’arbitro Gervasoni sembra convalidare, poi, accortorsi dei dubbi dei suoi collaboratori si consulta con assistente e arbitro di porta e dopo un lungo conciliabolo decide di annullare il gol che invece dall’esame dei filmati risulta assolutamente regolare. Il Direttore sportivo del Catania Pulvirenti reagisce scompostamente accusando il sestetto arbitrale di essere stato influenzato dalle proteste della Juve, solo che si scopre che un episodio identico, con cambio di decisione dopo lunga consultazione, sia accaduto il giorno prima a Bari in Bari-Padova senza che nessuno si sia sentito in dovere di protestare così animatamente, chiamando in causa rapporti di potere a altri miti.  Qualcuno ha fatto poi notare a Pulvirenti che solo una settimana prima il Catania aveva giocato a Milano contro l’Inter e la squadra etnea aveva contestato l’arbitraggio per un rigore non concesso, apparso a tutti evidente. L’errore appariva ben più chiaro di quello di Gervasoni ma qui Pulvirenti non aveva avuto granché da ridire.
asamoah.jpegDopo una settimana così piena polemiche si arriva a Juve-Inter. Neanche a volerlo dopo soli 18 secondi di gioco la Juve segna sugli sviluppi di un’azione avviata da Asamoah in posizione di fuorigioco. Succede inoltre che verso la fine del primo tempo il giocatore della Juve Liechsteiner entri in scivolata su Palacio. I giocatori e tifosi dell’Inter chiedono l’ammonizione del giocatore che, essendo già stato ammonito, lascerebbe il campo. In effetti l’ammonizione ci potrebbe stare, ma c’è chi farà notare che la distribuzione dei provvedimenti disciplinari è stata piuttosto generosa da ambo le parti e si sono visti durante la partita interventi più pericolosi di quello di Lichsteiner senza alcuna sanzione discliplinare. Sia come sia il clima a quel punto è pesante, la curva interista comincia a contestare tutto e tutti, la protesta sale alta anche sui forum, probabilmente anche negli spogliatoi qualcosa arriva all’orecchio dei direttori di gara. Sta di fatto che quando si riprende molti hanno la sensazione che qualcosa nell’arbitraggio di Tagliavento sia cambiato. Se due cronisti che non passano certo per filojuventini come Caressa e Bergomi dicono in diretta su Sky che l’assistente Preti (quello che non aveva visto il fuorigioco di Asamoah) “Non segnala più nulla” facendo riferimento ad un netto fallo di Palacio su Asamoah non fischiato, dal quale scaturirà il possibile gol del 2-1 sventato da Buffon, potrebbe darsi che la sensazione di un forte condizionamento abbia qualche fondamento. Neanche a farlo apposta capitava poi a Tagliavento l’occasione perfetta: una strattonata di Marchisio a Milito, del tipo che se dai rigore ti dicono che di strattonate così ce ne sono mille in una partita, ma se non lo dai ti dicono che era fallo (e il bello è che hanno ragione tutti e due). Sta di fatto che Tagliavento lo dava e che una buona metà dello stadio si alzava ad applaudire ironicamente la curva interista che ai loro occhi appariva, con la sua contestazione, come l’artefice del rigore e del gol conseguente. Alla fine vinceva l’Inter e la contestazione si stemperava anche se le polemiche non mancavano lo stesso. Non parrebbe superfluo ricordare a tal proposito che l’anno scorso Inter-Juve fu condizionata da un evidente errore a favore dell’Inter dell’arbitro Rizzoli, reso ininfluente dalla vittoria che la Juve conseguì ugualmente, e che, a perfetta parità di condizioni, non vi furono sostanziali strascichi polemici. Non è banale chiedersi retoricamente cosa sarebbe successo a ruoli invertiti, se anche in quel caso la convalida di un gol irregolare o la mancata espulsione di un giocatore avrebbe condizionato l’operato dell’arbitro, i precedenti ci suggeriscono che le cose avrebbero potuto seguire un altro corso.
Anche qui torno a domandarmi: cosa sarebbe cambiato con la moviola in campo? Sarebbe probabilmente stato annullato il gol di Asamoah, ma non si vede perché la moviola avrebbe dovuto cambiare la valutazione del fallo di Lichsteiner, visto che è avvenuto sotto gli occhi dell’assistente. In definitiva, al di là di quelli che possono essere errori che il mezzo televisivo può intercettare, la maggior parte degli errori o presunti tali da cui nascono le polemiche e le contestazioni, sono interpretazioni soggettive di un evento per la quali un ulteriore più approfondito giudizio potrebbe rivelarsi solo un’interpretazione addizionale che, come visto a Catania, potrebbe in casi particolari addirittura generare un errore. Tutto questo non per negare l’utilità della moviola in campo, che personalmente ho sempre sostenuto e continuo a sostenere, ma per avvertire chi la invoca che la moviola in campo non farà cessare le polemiche perché le polemiche sono, nella maggior parte dei casi, semplicemente il tentativo di scaricare su altri, ovvero sull’arbitro, la frustrazione per un esito diverso da quello voluto, operato da adetti ai lavori ma anche da giornalisti e opinionisti. L’esultanza che la sala stampa dello Juventus Stadium non ha nascosto al gol del Chelsea di Mercoledì scorso dice chiaramente come anche in ambito calcistico (come d’altronde in ambito politico) il mestiere di giornalista non è sentito come una missione, la cui responsabilità induce chi ce l’ha a sforzarsi di assumere un punto di vista super partes, ma al contrario uno straordinario strumento di pressione per permettergli di orientare l’esito di ciò che commenta, secondo le proprie preferenze. Su questo arbitri di porta, moviola, sensori e ogni altra innovazione non potranno farci granché. Ripensiamo agli episodi che ho citato e alla curiosa coincidenza che hanno tutti coinvolto la stessa squadra, eppure di errori arbitrali ce ne sono stati tanti (vedi qui e qui), anche più evidenti, eppure poi le polemiche interessano sempre le casacche bianche e nere e guardacaso sono rinate proprio quando la Juve è tornata a capeggiare la fila.
Insomma ho proprio l’impressione che se vogliamo risolvere il problema arbitrale, ridare serenità all’ambiente, evitare che in futuro un arbitro debba sperare di poter dare un rigore ad una squadra per salvarsi da un linciaggio mediatico, dobbiamo liberare il calcio di giornalisti-tifosi (per passione o per convenienza), di direttori di testate giornalistiche troppo sensibili a logiche geopolitiche, di dirigenti di società che rilasciano interviste con scopo solo ed esclusivamente intimidatorio. Ma se lo facessimo forse rimarrebbero in tre o quattro, e allora teniamoci il calcio così com’è, con i suoi Moratti, i suoi Galliani, i suoi Pulvirenti, i suoi De Paola, le sue polemiche e suoi scandali manovrati, le sue folle di tifosi-marionette pronte ad indignarsi a comando. La moviola in campo mettiamocela pure ma per il capriccio di alcuni puristi, non certo per placare chi non ha nessuna intenzione e interesse a placarsi.

10 Novembre 2012

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