Quelli che se la cantano e se la suonano

conflitti-di-interesse.gifQualche giorno fa è stata diffusa la notizia della condanna, da parte della Corte dei Conti, di una serie di arbitri coinvolti in Calciopoli. La Corte ha giudicato che i comportamenti tenuti da costoro siano stati lesivi della reputazione della Federazione e quindi ha disposto un salato risarcimento a vantaggio della Federazione stessa. Non entro nelle diatribe giuridiche più tecniche ma di certo trovo singolare che tra gli arbitri soggetti al risarcimento figurino anche personaggi come Babini o Gabriele assolti sia nel processo penale di Napoli che in quello sportivo.
La cosa però ancor più singolare è il fatto che il firmatario della sentenza sia un certo Ivan de Musso che, oltre che magistrato della Corte dei Conti, figura anche nell’organico della Corte di Giustizia Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio, ovvero del beneficiario della sentenza che ha pronunciato. Un po’ come se il sottoscritto fosse chiamato ad emettere una sentenza su una causa di risarcimento verso l’azienda per cui lavora.
Insomma, contrariamente a quanto molti pensano, il problema del conflitto di interesse non è sorto e tramontato seguendo la parabola politica di Berlusconi, Il conflitto di interesse è frutto della cultura del “Lui lo conosco”, del “E’ del giro”, dell’intrallazzo e dell’inciucio, tanto per citare due parole sempre di moda: una cultura che guarda con sospetto a chi è super-partes, a chi sta fuori dai giochi, e che invece vede con fiducia chi è “sul pezzo”, chi conosce la materia, anche se sul pezzo e sulla materia ci sta solo per poter tutelare i propri interessi.

22 Ottobre 2012

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