Parigi è Parigi e l’Italia è l’Italia

Ogni tanto ci possiamo prendere piccole soddisfazioni nei confronti dei cugini francesi, però c’è ancora un abisso che ci divide da loro sotto molti punti di vista: l’accoglienza turistica è sicuramente uno di quelli.
800px-erice_sicily_italy_04.jpg Con la mia famiglia abbiamo passato metà delle recenti vacanze a Parigi e l’altra metà nel nord-ovest della Sicilia, nella località di Bonagìa. Prima di scegliere le due sistemazioni alberghiere avevo navigato un po’ su tripdavisor e simili, notando come le valutazioni medie degli alberghi siciliani fossero più basse dei corrispettivi parigini. Ho vanamente cercato una motivazione culturale per questa differenza di valutazione: alla fine della vacanza mi sarei dovuto arrendere all’evidenza che probabilmente la realtà è che effettivamente il servizio offerto è mediamente più scarso.
I due alberghi da noi scelti avevano lo stesso livello di tariffe; se è vero che uno dei due era a mezzo passo dal Boulevard du Montparnasse, e l’altro in una località sicuramente bellissima ma poco nota della costa nordoccidentale della Sicilia, è anche vero che il resort siciliano era collocato in uno scenario splendido, ovvero in un fortino collegato ad una torre saracena, ed era dotato di spazi enormi e pienamente fruibili. Insomma la vicinanza di prezzo avrebbe potuto essere giustificata se non fosse per la disparità abissale di qualità del servizio: da una parte camere impeccabili dotate di tutti i comfort, dall’altra camere arredate sommariamente; da una parte personale solertissimo e pronto a rispondere ad ogni esigenza, dall’altra personale cordiale e simpatico ma che ad ogni richiesta andava in crisi. Qualche esempio: il bagno del resort siciliano non aveva il porta-cartaigienica, lo scarico del water non funzionava bene e spesso era necessario integrare con un secchio d’acqua, i rubinetti erano durissimi e si doveva acquisire una certa abilità per riuscire a passare da acqua fredda a calda senza scottarsi, l’albergo non aveva una dotazione di medicinali per il pronto soccorso e l’unico boccetto di disinfettante disponibile aveva un aspetto vecchio e sembrava esser stato dimenticato da un precedente cliente. Su tutti però un episodio quasi incredibile: avendo io sbadatamente dimenticato la cartellina con i documenti di viaggio (biglietti aerei, prenotazioni e qualche ricevuta) sul bancone della reception, nessuno si è premurato di riportarmelo. Essendomi io accorto solo il giorno della partenza della mancanza, provavo a chiedere in reception: dopo lunga ricerca l’addetta si accorgeva che nel fasciscolo legato alla mia prenotazione era stato infilato il nostro biglietto aereo (l’unica cosa essenziale della cartellina) che qualcuno aveva messo lì senza buttarlo via (come invece aveva evidentemente fatto con il resto del contenuto della cartellina), senza pensare però che poteva essere più opportuno portarmelo in camera…
Ecco sì, poi esci fuori, vedi il mare, il monte Cofano, la caletta accedibile direttamente dal giardino dell’albergo dalla quale ci si immerge in un’acqua splendida e ti dici che tutto sommato i tuoi soldi li hai spesi bene, però un po’ di rabbia in fondo ti rimane, nella convinzione che in Italia ci fermiamo sempre un po’ prima, che non facciamo mai quello sforzo in più, che nella nostra sicumera di paese che può offrire di tutto ai turisti ci dimentichiamo di offrire quello che molti turisti desiderano più di ogni altra cosa: stare comodi e sentirsi coccolati. D’altra parte, se siamo il primo paese al mondo per siti indicati come “patrimonio dell’umanità” e siamo solo il quinto paese al mondo per presenze turistiche qualche motivo ci sarà…

17 Settembre 2012

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