Cittadinanza onoraria e stupidità ordinaria

Ho avuto qualche esitazione nello scrivere questo pezzo, perché la vicenda di cui vado a scrivere mi pare di una stupidità sconvolgente, ma alla fine coinvolge il consiglio comunale di una delle principali città italiane, ex-capitale e città in cui sono nato e di cui mi sento parte, quindi non mi riesce di fare semplicemente spallucce come la cosa forse meriterebbe. Qualche tempo fa il consigliere comunale di Torino Ricca ha proposto l’attribuzione della cittadinanza onoraria della città a Alessandro Del Piero. La cittadinanza onoraria di solito viene concessa per i motivi più disparati ma in genere legati al lustro o alla notorietà che la persona in oggetto ha dato alla città. E’ difficile negare che i molti successi in Italia e nel mondo che Del Piero ha conseguito non abbiano dato notorietà a Torino: quando vai in giro per il mondo e parli di Torino pochi sanno che è stata la capitale di un Ducato prima e di un Regno di secolare storia e che fu poi la prima capitale d’Italia, che c’è il secondo museo egizio più grande del mondo, che è la capitale italiana del cioccolato, che è sede di una delle più antiche università europee,  che è sede della FIAT: molti di più sanno che è la città della Juventus e questo anche grazie ai successi propiziati da Del Piero.
cittadinanza-onoraria-antonello-venditti.jpgCertamente il calcio non è da considerarsi un’attività delle più costruttive, delle più basilari nello sviluppo di una comunità; ma la cittadinanza onoraria non è il premio Nobel, non viene solitamente attribuita solo sulla base dei successi in determinate discipline che si ritengono fondamentali per lo sviluppo scientifico o culturale della società. Conseguentemente anche personaggi noti per motivi considerabili più “fatui” ne hanno beneficiato. Hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di vari comuni italiani: Panariello, Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Vasco Rossi, Zucchero, Antonello Venditti (vedi a fianco) e perfino Belen Rodriguez. Nell’ambito del calcio gli esempi sono vari: Prandelli è cittadino onorario di Firenze, l’intera rosa della Reggina che nel 2006-07 si salvò miracolosamente, pur partendo con sei punti di penalizzazione, fu insignita dell’onorificenza dal Comune di Reggio Calabria, Diego Milito è cittadino onorario del paese della Calabria di cui è originario, Doni era cittadino onorario di Bergamo prima che l’onorificenza venisse ritirata in conseguenza del suo coinvolgimento nel calcio scommesse, il portiere del Toro Gillet è cittadino onorario di Bari. All’estero non deve essere molto diverso se è vero che il ciclista Franco Ballerini è cittadino onorario di Roubaix. Apparentemente la cittadinanza onoraria ha costi praticamente nulli per la città, se non la cerimonia di consegna. Insomma i successi di Del Piero e l’attaccamento dimostrato nello scendere con la squadra in Serie B potevano in linea di massima giustificare che un simile trattamento fosse riservato anche al popolare Alex, senza che la cosa destasse scandalo anche nei più calciofobi. Potevano, dico, se non fosse che nulla in Italia può esimersi dal suscitare discussioni e polemiche, nemmeno quanto di più ovvio e triviale ci possa essere. Ecco quindi nascere le prime spaccature sulla questione, intrise di un cospiscuo benaltrismo. Intendiamoci: anch’io, pur appassionato di calcio, trovo più costruttivo che un riconoscimento del genere venga attribuito a Aung San Su Kyi o a Ernesto Olivero, ma il calcio è un fenomeno socialmente abbastanza importante da non poterlo ignorare e se è puerile trattare i calciatori come eroi lo è altrettanto considerarli dei paria indegni di ogni tipo di riconoscimento.
Insomma, se davvero l’oggetto del contendere fosse l’opportunità di concedere la cittadinanza onoraria ad un calciatore, la discussione mi suonerebbe oziosa e superflua, denuncerebbe probabilmente una preoccupante assenza di temi più importanti da discutere per chi ha un mandato elettivo, ma come mero esercizio intellettuale rimarrebbe almeno nei confini del rispettabile. La scoperta agghiacciante però l’ho fatta quando ho scoperto (ma spero ancora in una smentita degli interessati) che la linea lungo la quale si è spaccato il Consiglio Comunale non è tra sinistra e destra, progressisti e conservatori, liberisti e statalisti o anche solo tra calciofili e calciofobi, ma tra tifosi juventini e granata. Ho quindi la netta impressione che, se al posto della cittadinanza onoraria a Del Piero si fosse discussa quella a, che so, Paolino Pulici, chi oggi fa esercizio di benaltrismo sarebbe lì a sottolineare invece l’importanza sociale del calcio e chi sostiene a spada tratta la proposta elencherebbe invece una lunga lista di fini intellettuali da premiare ben prima di un volgare calciatore.
Quel che se ne conclude è che anche le fini menti che, sulla base del consenso popolare, occupano gli scranni del Consiglio Comunale di una grande città, quando sono chiamati a prendere una decisione, riescono alla fine solo e soltanto a seguire la propria bandiera, con lo stesso acume e discernimento con il quale una pecora belante segue il bastone del suo pastore.

19 Settembre 2012

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