Volgarità principesca

Con la mia famiglia abbiamo passato buona parte delle vacanze in Liguria e non ci siamo fatti mancare un salto oltreconfine, che è sempre un bel modo per ricordarci che esiste anche il resto del mondo, cosa che sento quasi essenziale almeno ogni tanto. In particolare ci siamo fatti un giro nel Principato di Monaco, da cui mancavo da qualche anno, e qui ci siamo rinfrescati la memoria su quanto Montecarlo riesca ad essere splendida ma anche essere volgare e odiosa.
vue sur monaco depuis la turbieDopo un po’ di saliscendi per le vie del Principato decidevamo di lasciare la macchina in un parcheggio e compiere il solito pellegrinaggio al Casinò. Proprio allora ci capitava l’episodio che ti riempie la giornata. Deviando in una viuzza che conduceva ad un parcheggio a pagamento ci trovavamo in una coda apparentemente senza soluzione. Da una parte c’era il camion della nettezza urbana che stava passando in rassegna i cassonetti della viuzza, dall’altra le auto che si erano messe in fila affiancando contromano il camion: a bloccare tutto saltava fuori un camper enorme che stava cercando di uscire dal parcheggio e che ne era impedito dalle auto in fila contromano. La soluzione in realtà ci sarebbe stata: le auto in fila avrebbero pian piano fatto retromarcia fino a lasciare passare il camper ma pare che la retromarcia non sia ben vista al Principato, si va sempre avanti. Si era quindi nella più totale incertezza quando da una delle auto contromano, una Mini, spuntava una signora dotata della massima decisionalità, la quale cominciava ad indicare all’uno e all’altro quello che dovevano fare: “Tu vai sul marciapiede”, “Tu ti infili lì dentro”, “Tu vai un attimo indietro”. Anch’io alla fine obbedivo passivo alla signora, pur non avendo ben capito a cosa mirasse. Una volta eseguite tutte le manovre ordinate dall’intraprendente guidatrice, la medesima risaliva sulla Mini, si lanciava a tutta velocità e sfiorando le altre auto in sosta si infilava davanti a tutti per imboccare un ingresso privato, che si trovava oltre all’ingresso al parcheggio, probabilmente casa sua. Rimanevamo lì tutti a bocca aperta, sempre fermi nel nostro ingorgo, ma anche sempre sorpresi di quanto un essere umano possa riuscire riuscire ad essere così cinicamente “una merda” (vorrei trovare una metafora meno abusata ma non sempre si può essere originali). Non vorrei sembrare sempre anti-italiano però non posso che notare che la signora della Mini si esprimeva in un italiano privo di ogni accento francofono.
Montecarlo è così, e così è tutto il Principato: bello, romantico, elegante e godibile. Peccato sia intriso di quell’arroganza e volgarità che, in particolare in noi italiani, sembrano accoppiarsi in modo indissolubile al denaro. Quasi che uno dei più ambìti lussi che chi ha molti soldi possa permettersi sia quello di scordarsi delle buone maniere, del vivere civile, del rispetto per gli altri.
Un giro sulla Rocca di Monaco ci ha ricordato quanto sia splendida, sia per le sue strette viuzze, sia soprattutto perché si slancia su una conca stupenda, indimenticabile sia se vista dal mare che dalla sommità de La Turbie. Eppure anche qui il Principato conserva quel tanto di altezzoso, di sufficiente che altri luoghi simili non hanno e che lo rende, almeno ai miei occhi, meno attraente di altre località della Costa Azzurra, che pure magari non hanno la fortuna di godere di una posizione incantevole ed unica come la sua.

17 Agosto 2012

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