PEDSANA

Non si tratta di un plantare o di una crema contro i calli. E’ un acronimo che sta per Principale Esponente Dello Schieramento A Noi Avverso, che corrisponde alla metafora usata ormai regolarmente da Veltroni onde non citare mai il nome di Silvio Berlusconi.
Si tratta di una curiosa strategia comunicativa che in effetti si contrappone ad anni di sovraesposizione del personaggio in questione anche, per non dire soprattutto, nei discorsi dei suoi oppositori. Sia come sia, questa scelta del leader PD mi ha fatto riflettere su come il paese, ed in particolare quella parte del paese che si è opposta fieramente in questi anni a Berlusconi, ha sempre trattato il tema.
E’ stata attribuita a quest’uomo l’immagine di una sorta di essere superiore, un mutante, una versione italica de Il Mulo di Asimov, capace di soggiogare con una soprannaturale malìa un intero paese. Berlusconi è stato accreditato della dote di poter compiere ogni genere di spregiudicata azione senza mai perdere consenso, come circondato da un’aura di intoccabilità. Si è fatto di quest’uomo, pur parlandone sempre malissimo, uno dei politici più celebri al mondo, un gigante della politica italiana di quest’ultimo quindicennio. La cosa paradossale è invece che ritengo personalmente che la sua unica grande dote sia proprio la sua assoluta nullità. Il non avere nessuna identità reale, ma essere null’altro che ciò che corrisponda ai desideri dell’opinione pubblica che, come un bravo piazzista, si è sempre limitato a blandire per garantirsi il conseguimento del proprio obiettivo, che nel caso suo non è la vendita dell’aspirapolvere ma la conservazione del potere. Attorno ad un personaggio di questo genere ci siamo arrovellati per anni, vedendo nella sua presenza una sorta di maledizione che impediva al nostro paese il suo meritato riscatto. Infinite volte l’abbiamo insultato, sbeffeggiato, accusato di superficialità, ignoranza, pressapochismo, senza accorgerci che quello verso il quale rivolgevamo le nostre invettive altro non era che uno specchio. Uno specchio che riflette noi stessi, il nostro paese, la sua miseria.
E’ ora forse che ci convinciamo che ciò che va attaccato non è un personaggio, non è lo specchio ma l’oggetto riflesso, ovvero l’Italia per come è oggi. Quello va cambiato ed è di quello che credo valga la pena di parlare.

2 Aprile 2008

5 commenti a 'PEDSANA'

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  1. Andrea afferma:

    Il problema lo porrei in questi termini: non è sbagliato parlarne e cioè denuciare pubblicamente le sue vergognose malefatte (se davvero fossimo rimasti zitti saremmo stati, nella migliore delle ipotesi, omertosi se non addirittura complici). E’ sbagliato pernsare che basti parlarne per presentarsi come una valida alternativa e contare sull’impresentabilità dell’avversario per esser certi di strappare una vittoria. Occorre parlare anche (e direi soprattutto) di sé stessi, delle idee per il governo del paese, di cosa si vuol fare, per chi, come e quando, quali prospettive si vogliono dare ai cittadini, quali responsabilità si vogliono assumere. E Veltroni mi pare lo faccia molto bene. Ora non seguiamo più le berlusconate, non parliamo solo per rispondergli. Oggi non mi pare una campagna CONTRO ma PER. Anzi, oggi è Berlusconi che segue, risponde e presenta slogan CONTRO. Speriamo che paghi.

  2. bruno afferma:

    Terribile ma vero: siamo un paese di Berluschini. Quando Pedsana si presentò nel 2001 alcuni (ora ex) colleghi dicevano che io non lo sopportavo per invidia: lui ce l’aveva fatta e io non ce l’avrei fatta mai. Capisco ora che per loro era vero: erano dei berluschini a cui sembra naturale che il berluscone ti fotta, e se non ti piace è solo perché sei un cattivo perdente…

  3. Albi afferma:

    @Bruno: se tu ti identifichi totalmente con un modello, ogni critica a quel modello diventa per te destabilizzante, e quindi hai la necessità di diventare refrattario ad ogni critica. Il modo migliore per essere refrattario ad ogni critica è valutare pregiudizialmente che la critica non può che essere legata ad invidia.

  4. D# AKA BlindWolf afferma:

    @Albi: infatti molti sostengono (anche se non concordo in tutto e per tutto con questa affermazione) che una persona tenda a vedere negli altri il riflesso dei propri difetti e delle proprie debolezze. Quindi, in questo caso, un vero invidioso vedrà invidia nelle persone che gli stanno intorno (in altri casi un vero egoista vedrà egoismo, un vero disonesto vedrà disonestà, un vero bugiardo vedrà menzogna… cavolo, ora che ci penso quante cose PEDSANA vede negli altri?!?!?! Ci manca solo che sia comunista!)

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