Il duro mestiere del ministro

mario-monti3-large.jpgHo l’impressione che fare il Ministro, fare il Premier, avere compiti di Governo, sia davvero un mestiere difficile. Eh sì, perché sono pochi mesi che Monti ricopre la carica e già lo vediamo sbottare contro i partiti, la politica e quant’altro lo ostacola nel suo progetto di salvataggio del paese. Era così sobrio con il suo loden e la sua flemma, sembrava impassibile nella sua nordica postura, ma alle prime difficoltà è subito diventato anche lui la vittima inerme della politica italiana rissosa e intrattabile, come per tanti anni si era voluto raffigurare il suo predecessore.
E perché mai questo? Probabilmente perché ha scoperto che non basta discutere la riforma del lavoro con i segretari dei maggiori partiti, trovare un compromesso di massima ed elaborare un testo che a livello di principi generali potrebbe anche andar bene. Questo magari basta in un’azienda, anche in un dipartimento universitario, difficilmente però nel governo di un paese. Non basta perché poi gli stessi partiti ridiscutono la cosa al loro interno, e si scoprono spaccature, e poi nessun testo rispetta mai i principi generali visto che il diavolo è sempre nei dettagli, e i dettagli trasformano le spaccature in voragini ed ecco a ridiscutere il testo dall’inizio.  Poi ci saranno le aule del Parlamento, in cui ogni parlamentare ha la sua causa da difendere, la sua questua da sottoporre, la sua rivendicazione da buttar dentro ad un emendamento e si cambierà ancora, arrivando ad un collage che assomiglia al testo originale quanto un ritratto cubista al suo soggetto originale.
Non sarà mica per caso - penserà Monti- che forse Berlusconi non si sbagliava quando ripeteva la litanìa che il problema dell’Italia è la limitatezza del potere del governo, che l’esecutivo non può decidere di testa sua ma deve andar sempre a raccogliere il consenso di questi stramaledetti partiti, che poi sono l’espressione degli stramaledetti parlamentari, che sono poi l’espressione degli stramaledettissimi cittadini (ma quest’ultima parte la pensava solo)? Altrove deve essere per forza diverso - penseranno Monti, Fornero e gli altri della compagnia. Poi però scopri che Obama avrebbe voluto fare la riforma sanitaria, avrebbe voluto farla da quando è entrato in carica nel lontanissimo 2008. Eppure, nonostante il decantato presidenzialismo e decisionismo americano, gli è riuscito di farsela approvare solo dopo un iter snervante che ha svuotato la riforma di gran parte dei suoi contenuti e comunque la riforma stessa è ancora sottoposta alla spada di Damocle della Corte Suprema che si pronuncerà sulla sua costituzionalità entro Giugno. Scopri che nella Francia dell’altrettanto decantato presidenzialismo la riforma delle Pensioni è stata un lungo braccio di ferro, al termine del quale Sarkozy ha dovuto largamente ridimensionare il suo progetto. Ho quindi l’impressione che il problema, se problema è, non sia la democrazia italiana ma la democrazia in generale che è un sistema meraviglioso per certi aspetti, ma è un cliente con il quale non è affatto facile trattare.
Monti, a differenza di Berlusconi, è una persona inappuntabile, con cui sarebbe piacevole conversare e dal quale non ci si può aspettare volgarità, cadute di tono, condotte immorali o illegali. Ho però l’impressione che anche lui continui a muoversi in politica come se facesse ancora un altro mestiere, mostrando insofferenza per queste estenuanti trattative, per queste continue rinegoziazioni, un po’ come se un ciclista dichiarasse di non sopportare le salite.
Poi ci si mette anche la Fornero che quando a Report gli chiedono degli esodati (parola che nel giro di una settimana ha cessato di richiedere delle spiegazioni) farnetica di distribuzione di caramelle come non avrebbe fatto neppure il Brunetta più schizoide. Poi però la Fornero ha precisato e anche Monti ha chiarito, con quelle precisazioni e quei chiarimenti che ti farebbero pensare che le precedenti dichiarazioni siano state estorte con l’inganno o sotto minaccia delle armi.
Insomma sono bastati pochi mesi e i compassati e austeri ministri del governo tecnico danno già segni di squilibrio. Sarà la professione di ministro a modellare così chi la esercita, sarà che non si può proprio far parte di un Governo italiano senza ogni tanto perdere i gangheri e iniziare a spararle grosse, parlando con il tatto e la sensibilità di un banditore del mercato del pesce? Chissà se Monti, chissà se la Fornero, chissà se i tanti austeri professori che compongono la compagine governativa non stanno riconsiderando l’opinione che avevano della classe politica. Chissà se forse non stanno pensando che hanno fatto male a farsi beffe delle indecisioni della classe politica, chissà che abbiano capito che anche quello del politico è un mestiere ed anche molto difficile ed impegnativo. Sarebbe un utile bagno di umiltà che eviterà magari in futuro altre dichiarazioni così infelici.

2 Aprile 2012

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