E’ un ragazzo vivace…

Quante volte un’insegnante italiana si è ritrovata davanti a genitori che, di fronte al racconto degli atti più riprovevoli commessi dal figlio, replicavano con frasi come “E’ un ragazzo vivace…”, “Si deve pur far rispettare..:”, “Lei non lo capisce” eccetera.
Siccome siamo tutti un po’ mamme non stupisce che di fronte al solito articolo fustigatorio di un giornale inglese nei confronti della maleducazione degli italiani si sia levato un coro di indignazione da parte della gran parte dei giornalisti italiani, tutti pronti a correre in difesa dell’italiano medio, povero bimbo ingiustamente criticato da una maestra d’oltremanica.
Certo, a questa orgia apologetica ha aiutato il riferimento finale, canzonatorio nei confronti della nostra scelta in fatto di capo del governo. Dire infatti, come ha fatto Parris, che in sostanza gli inglesi non si sarebbero mai fatti buggerare da Berlusconi, ha sicuramente mobilitato la parte più lacché del giornalismo italico (e dico “parte lacchè” già facendo l’azzardata ipotesi che esista anche una parte non lacchè), e questo benché le prese in giro a proposito del capo del nostro governo siano un’esperienza talmente quotidiana, incontrando persone che vivono all’estero, da non farci nemmeno più caso. Tuttavia ho trovato grottesca la risposta di Carlo Rossella a tutta pagina su La Stampa, in cui prendeva le difese dell’italiano medio incompreso e contrattaccava sottolineando le manchevolezze degli inglesi.
Da un personaggio come Rossella non mi aspetterei grandi dimostrazioni di intelligenza, ma leggendo l’articolo mi sono reso conto che davvero peggior difesa del nostro paese non si può fare. Il Rossella infatti zittiva il Parris facendogli notare che la cucina inglese è pessima e che l’eleganza nel vestire di noi italiani è una vetta irraggiungibile per i poveri albionici. Insomma, letto da terzi, l’articolo suonava: “Noi italiani siamo talmente superficiali che ci basta essere eleganti e mangiare bene per sentirci superiori a chicchesia”. Davvero un bel quadro del nostro paese!
Difficile sarebbe replicare se un interlocutore inglese ci facesse notare che la Mafia e la Camorra in Inghilterra non ci sono o se ci sono è perché le abbiamo esportate noi, che le Reggi Razziali sono state introdotte in Italia e non in Inghilterra, e che gli inglesi hanno inventato una cosa che dopo secoli ancora in Italia facciamo una terribile fatica ad interiorizzare, la democrazia moderna. Ma sarebbe comunque una discussione inutile e sterile, di quelle buone giusto per tirare tardi la sera.
L’unica cosa che val la pena di dire, a mio avviso, sullo scambio in oggetto è che testimonia quanto in Italia sono diffuse la mancanza assoluta di senso autocritico ed una straordinaria ed ostinata superficialità.

4 Agosto 2008

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