Il Comandante Privilegio

Mi rendo conto che sulla tragedia della Costa Concordia un esercito di finissime menti si è già cimentato in tonnellate di metafore ed accostamenti, che simbolismi e analisi psicologiche stanno invadendo da giorni qualunque fonte di informazione e giustamente qualcuno ha manifestato pure una certa insofferenza. Tuttavia, buon ultimo, anch’io volevo manifestare una strana associazione che la mia molto meno fine mente ha prodotto, di fronte alla vicenda del Comandante Schettino, con un evento apparentemente del tutto scorrelato.
Dovete sapere che qualche mese fa alla Reggia di Venaria si è svolto un gran galà per l’inaugurazione di una mostra al quale erano invitati una pletora di VIP. Visto che molti VIP evidentemente non si aspettano di dover parcheggiare la macchina nel parcheggio come qualunque mortale, i “personaggi molto importanti” in questione hanno tapezzato di auto la piazza circolare pedonalizzata antistante l’ingresso alla Reggia. La conseguenza è stata quella che sarebbe ovvia in ogni paese civile: multe alle auto parcheggiate in sosta vietata. La reazione dei VIP è stata veemente: proteste sia contro il Comune di Venaria che contro l’organizzazione della serata, il cui Presidente Fabrizio Del Noce, berlusconiano di lungo corso, ha promesso che avrebbe rimborsato i VIP per le multe con i soldi pubblici della Reggia (non con i suoi ovviamente…). Meno male che la Regione ha avuto poi il buongusto di bloccare la demenziale iniziativa.
schettino.jpgChe cosa c’entrano le multe alla Venaria con Schettino? Mah, diciamo che ho l’impressione che il mio processo mentale sia stato qualcosa del tipo: “Già. Il protocollo marinaro dice che il Comandante deve abbandonare per ultimo la nave. Boh, probabilmente è così un po’ per una questione organizzativa, un po’ perché si presuppone che, data l’importanza del suo ruolo, gli competa una responsabilità superiore a quello di tutti gli altri, perché si pensa che siano gli altri quelli a cui va prestato il primo soccorso e che il Comandante, se è tale, sia quello che più di ogni altro sa badare a sé stesso. Però - ho poi pensato - nel nostro quotidiano applichiamo mai questo principio?“. E allora mi sono venuti alla mente tanti episodi della nostra vita quotidiana pubblica e privata, in cui è esattamente il contrario, in cui la posizione di potere è una rocca dalla quale scaricare sugli altri incombenze, fregature, scomodità e allora mi è venuto in mente il VIP che pensa: “Parcheggino gli altri nel parcheggio a 100 metri di distanza. Io voglio lasciare l’auto davanti alla porta d’ingresso eccheccazzo”. La butto lì: è se fosse che questo accade perché nella nostra società la posizione di potere è così frequentemente il frutto di un regalo del destino, anziché il riconoscimento di una qualche superiorità, di un qualche primato, che chi se ne giova la vive proprio così, solo come l’occasione per vivere solo un po’ meglio degli altri e mai per essere quello che più di altri spinge la nave fuori dalla secca? Forse Schettino l’ha vissuta proprio così: sono il Comandante e ne approfitto per salvarmi la pelle prima di tutti gli altri. A me personalmente la cosa dà un travaso di bile ma sarei proprio curioso di guardare negli occhi uno dei VIP multati alla Reggia e chiedergli se al posto di Schettino non avrebbero fatto lo stesso.

19 Gennaio 2012

2 commenti a 'Il Comandante Privilegio'

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  1. Margherita afferma:

    @coloregrano condivido appieno la tua analisi; anziché puntare i riflettori su una giovane moldava, per di pù bionda, e qualche bicchiere di troppo (cliché troppo vecchio e abusato per essere reale), mi piacerebbe leggere un bell’articolo di fondo fatto da qualche ‘vero’ giornalista che parlasse di ciò che tu citi, ovvero la totale assenza di meritocrazia in questo paese. Un fattore, quest’ultimo, che porta alla deresponsabilizzazione delle persone che stanno ai vertici della catena di comando, come se il loro unico compito fosse quello di godere dei privilegi della posizione e non quello di dimostrarsi adeguati alla fiducia che gli altri ripongono in loro.

  2. Coloregrano afferma:

    Ho trovato sull’argomento molto azzeccato un articolo di Gilioli in cui si sottolineava come, al di là della realtà dei fatti, la figura del Comandante della Concordia è talmente paradigmatica della visione che oggi abbiamo della nostra classe dirigente che ha finito per andare a coincidere con essa, a costo magari di prendere per vere quelle che sono al momento solo dicerie e speculazioni, e per questo è diventato il bersaglio di un risentimento popolare che cova sotto la cenere della nostra paura di esporci. Il guaio di Schettino è essere solo un Comandante di nave, quindi in qualche modo è un bersaglio “bipartisan”: prenderlo a paradigma del capo incompetente, incapace ed arrogante è facile. Se fosse stato un uomo politico o il rappresentante di una corporazione avrebbe subito trovato simpatizzanti, alleati, amici e difensori di ufficio e chi lo critica lo avrebbe fatto con maggiore circospezione e misura.

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