Equità

1031654-elsa_fornero.jpgSi è parlato a lungo nei giorni che hanno preceduto la presentazione della manovra del governo di equità, come in un ideale lunghissimo rullare di tamburi che preannunciasse chissà quale florilegio buoni sentimenti. Comunque andasse era comprensibile che alla fine molti siano poi rimasti delusi, date le attese. Qualche dubbio però sul fatto che la manovra sia stata equa, a prescindere dalle attese, ce l’ho anch’io a dire il vero. Bloccare la rivalutazione della pensione a chi prende 1000 Euro mensili in effetti non mi è parso un atto propriamente solidaristico, c’è da spiegarsi le lacrime della Fornero. Tuttavia mi chiedo: si poteva fare altro? Mah… Vediamo un po’.
Nei giorni che hanno preceduto la presentazione della manovra si era parlato a lungo di un aumento dell’IRPEF al 46% per la fascia di reddito più elevata per la tassa in oggetto, cioè dai 75000 euro di imponibile in su. Visto che quello in carica è un Governo di tecnocrati abbandono per il momento ogni punto di vista etico e mi metto in un’ottica puramente tecnica: in quest’ottica posso capire che 75ooo euro di imponibile non sia propriamente uno stipendio da fame, ma nemmeno un reddito che possa garantire un tenore di vita all’insegna dello sfarzo, anche in periodo di crisi. Posso immaginare quindi che aumentare l’IRPEF di 3 punti a chi guadagni 75000 euro possa avere ripercussioni sui consumi e quindi avere un effetto di controreazione negativo per l’economia. Mi pare ragionevole però sostenere che ci sia una soglia oltre la quale l’aumento di qualche punto percentuale dell’IRPEF abbia effetti trascurabili sui consumi. Mi pare altrettanto ragionevole sostenere che 200mila euro possano rappresentare una valida ipotesi di soglia. Secondo la statistica più recente che ho trovato in Italia i detentori di reddito superiore ai 200mila euro sono 76888 e hanno un imponibile medio di 377mila €. Se quindi, anziché aumentare di 3 punti l’aliquota più alta, si fosse creato un nuovo scaglione sopra ai 200mila euro con un’aliquota aumentata di 6 punti (49%) quale sarebbe stato il maggior gettito? Tranne errore sono 816 milioni. pensionati_kleenex.jpegPortare la soglia di blocco della rivalutazione delle pensioni a quota 1400 Euro sarebbe costato, secondo i miei calcoli e i dati che ho trovato, 912 milioni. Non sarebbe stata forse una finanziaria non solo più equa ma anche con maggiori prospettive di rilancio dei consumi? Certo, avrebbe significato togliere in media circa 11mila euro a circa 77mila persone e darne circa 300 a circa tre milioni di pensionati: psicologicamente sembra un assurdo eppure secondo logica strettamente economica non lo è, perché è ipotizzabile che i 300 euro cambino i comportamenti di consumo nei secondi più che i 11mila nei primi. Dico è ipotizzabile perché non dispongo di dati sulla propensione al consumo di chi ha redditi superiori al 200mila euro e quindi non ho idea se i numeri che cito hanno un senso. Vorrei esser certo che il Governo invece avesse tali dati e che quindi abbia fatto la scelta che ha fatto a lume di indicatore economico, e che non sia invece che le cose stavano come le ipotizzo ma c’erano veti a toccare l’IRPEF e quindi le alternative non c’erano, ma solo per motivi elettorali. Sì, lo so, un’alternativa ci sarebbe stata per lasciare in tasca i 300 euro ai tre milioni di pensionati, e i 11mila ai 77 mila “overduecentomila”. Ci sarebbe stata la possibilità di chiedere ben di più di miseri 800 milioni ai network televisivi, a cui lo stato si accinge invece addittura a regalare un po’ di nuove bande di frequenza per la televisione digitale terrestre, subito dopo aver chiesto e ricavato invece, per frequenze della stessa banda, cospicui danari (2 miliardi e 900 milioni) dagli operatori di telefonia mobile. Ci sarebbe la possibilità, ma ovviamente in questo caso i soldi bisognerebbe sfilarli dall’unica tasca in Italia a cui lo Stato da 17 anni in qua non ha diritto di accesso.
Ho fatto questo lungo spoloquio rimanendo, come preannunciato, su un piano strettamente economico; se poi torniamo su quello etico dico che far gravare la manovra sui network televisivi o su chi guadagna più di 200mila euro poteva rientrare in quello che si definisce un approccio “equo”, farla gravare su chi prende 1000 euro di pensione direi proprio di no, ma neanche di striscio. Se questa manovra vuole poter essere definita equa questo schiaffo va cancellato al più presto.

7 Dicembre 2011

Un solo commento. a 'Equità'

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  1. Flavia afferma:

    caro Alberto…. non posso che appoggiare in pieno quello che scrivi…. :(

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