Continente India

Spesso mi capita di leggere profezie nelle quali viene preannunciato che la potenza emergente destinata a prendere le redini dell’economia mondiale nei prossimi decenni, più della Cina, sarà l’India, principalmente perché l’India ha una struttura amministrativa e politica molto più moderna di quella cinese. Non so quanto ciò sia vero; so però che dell’India ancor più che della Cina, sappiamo veramente poco. Recentemente mi è capitato di sentir parlare di due personaggi attraverso i quali forse è possibile capire un po’ di più di questo paese.
Il primo è tale Narendra Modi esponente del partito Bharatiya Janata Party e Primo Ministro dello stato del Gujarat da sette anni. Da noi ci sono politici che durante i comizi invocano l’uso delle armi. Beh, pare che Narendra Modi sia giunto a presentarsi ad un comizio con un’arma: una spada, che ha brandito di fronte ai suoi ascoltatori. Comunque, al di là di questioni folkloristiche, sulla figura di Modi grava il peso dei fatti violenti occorsi nel 2002. Successe allora che, in seguito ad un attentato ad un convoglio di fedeli induisti nella città di Godhra, del quale furono accusati i musulmani, si scatenarono ovunque nello stato rappresaglie contro le minoranze musulmane, su cui la polizia non intervenne se non per spalleggiare gli attacchi, e che causarono un migliaio circa di morti. Modi era già all’epoca Primo Ministro del Gujarat e la responsabilità politica fu ricondotta a lui. A sei anni di distanza Modi è tuttora identificato come epicentro politico dello scontro tra induisui e musulmani ed espressione di un modo violento di fare politica, ma riscuote sempre un grande consenso popolare, anche per l’immagine di politico moralmente integgerrimo, cosa non comune in un mondo politico indiano nel quale la corruzione è molto diffusa. Si presenta come l’uomo del destino, come il suo sito internet testimonia, e si manifesta come difensore della cultura indù, a partire dal suo essere strettamente vegetariano.
L’altro personaggio è Kumari Mayawati, Prima Ministra dello stato di Uttar Pradesh ed esponente del Bahujan Samaj Party. La sua caratteristica è di essere una Dalit, altrimenti detta paria, ovvero fa parte di quella casta degli intoccabili per la quale sono tuttora previste una serie di leggi e consuetudini che altrove verrebbero considerate forme di apartheid. Il fatto che costei possa capeggiare un governo e quindi imporre la propria volontà ai rappresentanti di ogni casta è una sorta di rivoluzione nella società induista ed è considerato un enorme segno di rinnovamento. Nonostante anche a Mayawati siano riconosciute abbondanti tendenze megalomani (date pure un’occhiata al sito per credere) e nonostante qualche caso di corruzione mai ben chiarito è considerata in India la paladina dei diseredati.
Aggiungo, se volete, un paio di articoli trovati in giro per la rete. Uno dell’Indipendent su Mayawati, l’altro di BBC news su Modi. Per chi ne voglia sapere di più dell’India consiglio il blog di Manusha, interessante fonte di notizie.
In definitiva, andando dal nazionalismo religioso estremo dell’uno al desiderio di riscatto dei più umili dell’altra, quello che si può cogliere è che il grado di violenza e di corruzione diffuso nella società indiana sia probabilmente molto elevato per un sistema democratico moderno. Mi rimane però la sensazione che ci sia davvero molto da scoprire nel Continente India.

28 Luglio 2008

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