Supergiovane

Arrivo a casa la sera, pieno di brividi, sento fitte al ventre, mi gira la testa e forse ho anche un po’ di tachicardia. Mi metto a letto ma sto sempre peggio, ho scariche di diarrea, vomito e ho i sudori freddi. Mi addormento e mi sveglio il mattino come se non fosse successo nulla: i brividi, le fitte, la tachicardia: tutto passato. Ci voglio comunque veder chiaro e vado dal dottore, gli spiego quel che mi è successo e lui mi dice: - Beh, quello che le è successo è il passato. Guardi al futuro. Faccia vita sana, cibi magri, un po’ di sport, ma senza esagerare, vita all’aria aperta, una bella passeggiata ogni tanto, si rilassi e beva tanta acqua. -. Tu pensi  - Si, ok, tutte cose sacrosante ma cosa ho avuto? -. Allora provi ad abbozzare: - Dottore, ma è stato un virus, o potrebbe essere qualcosa di cronico? -. E lui: - Ma non parliamo di quello che ha avuto. Adesso sta bene, quello è il passato. Guardiamo avanti -. E tu: - Ma dottore come faccio a guardare avanti senza sapere cosa mi è successo stanotte? -. Credo che al posto mio chiunque cambierebbe dottore.
Lessico Democratico con Renzi e Chiamparino: Governare le cittàQuesto è quello che mi lascia perplesso di Renzi. Leopolda, la convention durante la quale Renzi ha dettato il suo programma, è stato uno straordinario e riuscitissimo, a mio avviso, coacervo di buone intenzioni. Me le sono lette tutte: riduzione del debito pubblico, nuove forme di energia, riduzione dei costi della politica, riforma della legge elettorale, lotta all’evasione, lotta alla corruzione. Tutte cose che oggi, come intento generale, potrebbero condividere tutti, da Storace e Ferrero, oserei dire perfino Grillo. Qui però non si tratta di fare due o tre cose “di buon senso”, di amministrare da buon padre di famiglia, si tratta di ricostruire un paese. Non si può farlo senza partire col chiedersi perché questo paese si è ritrovato tra le macerie, perché in un momento di oggettiva difficoltà a livello internazionale ci si è ritrovati con al comando un personaggio incapace, più interessato a donnine e bisbocce che al governo del paese? Perché per anni il debito pubblico che ci sta schiacciando è stato considerato una fissazione di pochi economisti troppo rigidi? Dove abbiamo sbagliato? Come possiamo fare per evitare che la prossima crisi finanziaria colga l’Italia nelle stesse miserande condizioni? Queste sono le prime domande che rivolgerei a chi si candidi a curare l’Italia. I consigli della nonna sono poco utili adesso.
supergiovane.jpgVorrei quindi sentire da chi si proponga di guidare il paese nel futuro cosa ne pensa del conflitto di interessi, cosa ne pensa delle concentrazioni mediatiche, cosa ne pensa della commistione tra affari e politica, e come possiamo costruire un paese nel quale non si riprongano gli stessi grumi di malaffare del passato recente e remoto. Vorrei avere la percezione che chi si definisce “il futuro” disegni scenari futuri, immagini come sarà il mondo del 2050 e ritagli un ruolo che l’Italia e l’Europa avranno in quel mondo e un percorso per raggiungere quel ruolo. La vecchiaia ti porta a restringere la tua ottica, a pensare più al quotidiano che al medio e lungo termine, per questo il rinnovamento è la linfa vitale della politica. Ma ci sono anche i rinnovamenti vuoti, quelli che non cambiano nulla o cambiano in peggio: abbandonare Andreotti e Craxi per ritrovarci Berlusconi e Bossi non è stato un gran salto di qualità. E allora la gioventù non è un valore in sé, lo è se sa davvero analizzare la società, capire da dove arriva e dove sta andando. Anziché definirsi giovane ad ogni piè sospinto su basi meramente anagrafiche, Renzi si dimostri “giovane” nei fatti, nelle sue visioni, nelle sue analisi, altrimenti si ridurrà a scimmiottare il personaggio di Supergiovane, supereroe in perenne lotta con “i Matusa ed il Governo”, nonché parodia del giovanilismo fine a sé stesso partorita dal genio di Elio.

8 Novembre 2011

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