Crimini collettivi

“L’assistente Pigozzi prese l’anulare e il medio della mano del ragazzo e iniziò a divaricarli sempre più forte, finché tra le grida disumane del giovane, non arrivò a spaccargli le ossa lacerandogli perfino la carne tra le due dita. Il ragazzo svenne”.
Non si tratta di un racconto tratto da un campo di prigionia in Cile, né di un passo di American Psycho. Si tratta della ricostruzione processuale, non smentita dalla difesa, di uno dei tanti atti di sadica violenza occorsi a Bolzaneto durante le manifestazioni di protesta contro il G8. Leggendo questo ed altri racconti di violenza fisica e morale riferiti a quei terribili e folli giorni mi rendo ancor più conto di quanto orribili siano stati quegli eventi per tutto il nostro paese. Pensare che si abusi fisicamente di persone in stato di fermo (la cui innocenza non è un’aggravante perché non sarebbe un’attenuante la colpevolezza) non nell’immediatezza di una convulsa azione tesa a ristabilire l’ordine, ma nella tranquillità di in una caserma distante dai fatti e da parte di persone che nulla avevano a che fare con gli scontri, trasforma un abuso della forza in un atto di semplice sadismo, che avrebbe annoverato gli autori tra gli psicotici violenti se improvvisamente in quei giorni non fosse sorto da ogni parte del paese, Ministri come semplici cittadini, un esercito di avvocati difensori di costoro. E proprio qui sta il fatto più grave, a parer mio: ovvero che una parte del nostro paese abbia scambiato una questione puramente criminale per questione politica o corporativa ed ha preso le difese di un gruppo di aguzzini mentalmente disturbati, rendendosi complici delle nefandezze paranoiche di costoro. Possibile che il nostro bisogno patologico di appartenenenza ci abbia portato a difendere un branco di sadici maniaci solo perché avevano una connotazione politica e svolgevano una certa professione?
Un pazzo criminale è un pazzo criminale, anche se fa il nostro stesso mestiere, ha le nostre stesse preferenze politiche, o comunque appartiene allo stesso nostro gruppo. A giudicare dagli eventi di questi giorni anche in Serbia l’hanno capito. Noi non ancora… Anche perché nel frattempo il Pigozzi, l’emulo di Hannibal Lecter di cui sopra, ha avuto tre anni e due mesi di galera. Tra sconti ed indulti probabilmente non farà neanche un giorno di detenzione, e magari sarà anche riintegrato in servizio, libero di compiere presto altri atti come quelli descritti. Tanto più che dei tanti che hanno moralmente spalleggiato lui e gli altri come lui, ho sentito pochi fare almeno autocritica.

24 Luglio 2008

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