Responsabilità civile e irresponsabilità incivile

Non si era ancora placato il clamore per l’esito del processo di Perugia che già Alfano cercava di strumentalizzare la situazione a favore del suo capo, rilanciando le accuse alla magistratura di superficialità e giustizialismo e risfonderando il discorso sull’introduzione della responsabilità civile dei giudici. Lo considero un grande assist per tornare su un mio cavallo di battaglia: la responsabilità civile dei ministri. Quando l’avevo provocatoriamente proposto su questo blog mi ero occupato della possibile responsabilità di un Ministro degli Interni, ma pensandoci bene anche un Ministro della Giustizia che passa il tempo ad occuparsi delle questione private del suo datore di lavoro anziché della Giustizia potrebbe a buon titolo essere per ciò soggetto ad una richiesta di risarcimento da parte del popolo italiano del danno che il ministro in questione ha recato al sistema giudiziario italiano, lasciandolo senza un guida da parte dell’Esecutivo per tre lunghi anni di permanenza in carica.
Al di fuori della provocazione la realtà è che la richiesta di Alfano è grottesca. Un pubblico ufficiale nell’adempimento del suo ruolo può naturalmente commettere degli errori, o comunque avere dei comportamenti che soggettivamente un altro pubblico ufficiale considera erronei, senza in ciò poter essere sottoposto a procedimento giudiziario, non solo perché non avrebbe senso, ma perché in un simile contesto il pubblico ufficiale in oggetto avrebbe grosse difficoltà a svolgere il proprio mestiere: nessun giudice ad esempio formulerebbe più una sentenza di condanna laddove ciò potrebbe esporlo, se la sentenza fosse ribaltata successivamente, ad un risarcimento al condannato. E’ evidente d’altronde che l’intento di Alfano è, come tante altre volte in passato, puramente inditimidatorio, e anche se non lo fosse, la cordata politica di cui Alfano fa parte è talmente screditata ai nostri occhi da rendere sinistra e pericolosa qualunque proposta di riforma della giustizia che ne provenga. La cosa potrebbe essere liquidata con la solita espressione di disgusto per chi ci governa oggi ed un ausipicio che domani qualcosa di meglio sia riservato al nostro paese.
TorquemadaQuando però la classe politica italiana si sarà finalmente depurata da simili metastasi ci si dovrà pure interrogare sulle storture che la Giustizia italiana presenta, a ben guardare, e che paraddossalmente la strumentalità degli attacchi berlusconiani ha spostato erroneamente nell’immaginario collettivo sul piano della dialettica politica. Il j’accuse pronunciato al processo di Napoli su Calciopoli dall’avvocato Prioreschi non può non sollevare interrogativi preoccupanti, al di là del merito di un processo su cui ognuno avrà il suo punto di vista. Può accadere in un paese civile che chi è chiamato a condurre un’indagine scelga deliberatamente di cercare prove a carico e ignorare quelle a discarico? Può accadere in un paese civile che un cittadino debba condurre una sua indagine parallela per potere organizzare la sua difesa? Può accadere in un paese civile che un cittadino debba spendere 35mila euro in “cancelleria” per trascrivere intercettazioni che crede possano dimostrare la sua innocenza?
A Napoli le prove raccolte dalla difesa sono state il frutto di un lavoro certosino di ascolto di migliaia di conversazioni telefoniche realizzato da un team di consulenti e da un gruppo di tifosi juventini giunti in soccorso dell’ex-dirigente bianconero. Grazie a questa struttura organizzativa il Tribunale potrà ora formulare una sentenza con un quadro completo e, si spera, senza ulteriori, omissioni ma questa struttura è stata possibile solo grazie al ruolo e al denaro di Moggi. Se un’inchiesta con le stesse modalità da Inquisizione Spagnola fosse stata condotta contro un normale cittadino, come si sarebbe potuto difendere? E’ davvero il sistema giudiziario italiano di oggi una macchina a cui un normale cittadino deve guardare con preoccupazione nella speranza di non essere mai risucchiato nelle sue fauci?
Oggi l’Italia non è un paese civile, perché in un paese civile non potrebbe verificarsi lo scempio delle istituzioni che vediamo oggi. Tuttavia quando un giorno, spero non lontano, l’Italia si sarà data di nuovo un sistema politico da paese civile, sarà forse il momento di provare a darci anche un sistema giudiziario altrettanto degno e civile.

9 Ottobre 2011

Un solo commento. a 'Responsabilità civile e irresponsabilità incivile'

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  1. roberto afferma:

    sempre chiaro e lucido nei tuoi interventi.

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